
la storia passa dagli anni settanta a oggi, dall`italia all`eritrea della guerriglia e della siccita`, dal lavoro nei service editoriali romani alla germania delle manifestazioni contro il treno atomico, da jeddah e i college svizzeri della diaspora delle e`lite musulmane al deserto di yucca mountain, usa. tre diverse voci danno corpo a tre personaggi incantevoli. una narrazione serrata e insieme fluida, avventurosa e fiabesca, crudele e anche comica, in scenari continuamente mutevoli racconta un`unica vicenda: una storia d`amore dove legami piu` forti di quelli familiari si stabiliscono fra tre persone che scoprono la vita in comune. quella che si oppone alla solitudine, e che lega tutti, con gli animali e le piante, nella percezione del comune pericolo.





il romanzo utilizza una tecnica narrativa particolare: pagine di diario dei due protagonisti, giovanni e maria, rievocazioni, narrazione in terza persona. giovanni e maria conosciutisi a quimper, si confidano il loro passato e le loro precedenti esperienze sentimentali. si sposano e anche dopo il matrimonio continuano nelle reciproche confidenze. poi giovanni sfida a duello un francese che ha insultato l`italia, ma resta ferito. maria muore, uccisa dalla tisi.






matteo bussola racconta un nodo del nostro tempo: la fragilita` adolescenziale. scrive una storia toccante, piena di grazia, sul tradimento che implica diventare se` stessi. e ci mostra, con onesta` e delicatezza, quel che si prova davanti al dolore di un figlio, ma anche la luce dell`essere genitori, che pure nel buio continua a brillare. perche` e` difficile accogliere la verita` di chi amiamo, soprattutto se lo abbiamo messo al mondo. ma l`amore porta sempre con se` una rinascita. un padre e un figlio, dentro una stanza. l`uno di fronte all`altro, come mai sono stati. ciascuno lo specchio dell`altro. loro due, insieme, in un reparto di neuropsichiatria infantile. ci sono altri genitori, in quel reparto, altri figli. adolescenti che rifiutano il cibo o che si fanno del male, che vivono l`estenuante fatica di crescere, dentro famiglie incapaci di dare un nome al loro tormento. e madri e padri spaesati, che condividono la stessa ferita, l`intollerabile sensazione di non essere piu` all`altezza del proprio compito. con la voce calda, intima, di un padre smarrito, matteo bussola fotografa l`istante spaventoso in cui genitori e figli smettono di riconoscersi, e parlarsi diventa impossibile. attraverso un pugno di personaggi strazianti e bellissimi, ci ricorda che ogni essere umano e` un mistero, anche quando siamo noi ad averlo generato.