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ci sono ferite enormi, insanabili, e piccole lacerazioni nel tessuto del mondo come dentro di noi. ci sono gesti che curano e gesti che distruggono. ci sono storie che parlano da sole. sette grandi scrittori e sette grandi scrittrici festeggiano con un racconto i cinquant`anni di medici senza frontiere, che da sempre s`impegna a curare le ferite degli altri, ovunque si trovino. con l`acquisto di questo libro il lettore sosterra` la causa di msf: tutti gli autori hanno ceduto gratuitamente i loro racconti, la curatrice caterina bonvicini ha rinunciato al suo compenso e l`editore devolvera` l`utile del progetto. racconti di marco balzano, diego de silva, donatella di pietrantonio, marcello fois, helena janeczek, jhumpa lahiri, antonella lattanzi, melania g. mazzucco, rossella milone, marco missiroli, evelina santangelo, domenico starnone, sandro veronesi e hamid ziarati.

essere comunisti a cavriago voleva dire usare testa e mani per costruire tutti assieme il proprio cinema, la propria balera, il proprio futuro, in nome dell`emancipazione dell`umanita`. ma anche spedire un telegramma a lenin e nominarlo sindaco onorario, scontrarsi coi cattolici per il film su peppone e don camillo, disperarsi per la morte di stalin, servire lambrusco e rane fritte alla festa dell`unita`. essere comunisti era prima di tutto un sentimento: sapere di essere dalla parte giusta del mondo. massimo zamboni ci accompagna in questo viaggio nel tempo, a partire da quella piccola pietroburgo nostrana dove ancora oggi campeggia il busto di lenin, facendoci precipitare in un`epoca in cui tutto sembrava possibile, persino la rivoluzione. .

a gilead jack non fa ritorno da tanto tempo. invano il vecchio reverendo boughton continua ad attendere il suo figlio piu` amato e piu` sofferto, invano l`intera famiglia si e` riunita intorno alla bara della madre, sperando di vederlo comparire almeno la`. a trattenere jack non e` tanto la colpa per i danni che ha loro cagionato in gioventu`, e che reputa irredimibili per gli uomini come per dio, quanto il timore di cagionarne di nuovi. il suo demone e` un occhio acutissimo per la vulnerabilita`; il suo maledetto talento, distruggerla. jack e` un uomo non piu` giovane, che vive di espedienti e dell`elemosina fraterna, si nutre di pasti occasionali, alcol e vergogna, e ha ormai un`unica ambizione: l`innocuita`. percio` volentieri di tanto in tanto passa la notte al cimitero bellefontaine, lontano dal consorzio umano, fra statue e lapidi a lui care come vecchie amiche. ma una notte passi insoliti calcano quei vialetti quieti. sono quelli di della miles, insegnante di liceo nera e figlia di un autorevole predicatore metodista, fortuitamente rimasta chiusa nel cimitero per bianchi di st. louis. la buona educazione del figlio di un uomo retto vuole che jack la scorti fino al mattino, ma la coscienza scrupolosa del figlio di un uomo pio gli suggerisce che e` da se stesso che soprattutto deve proteggerla. non e` la prima volta che i due si incontrano, e non e` un bene: lui ha gia` avuto modo di deluderla, lei di rubargli il cuore. ma che mai potrebbe offrire jack a una giovane di buona famiglia che il missouri segregato degli anni cinquanta gli impedirebbe comunque di sposare? sa bene, jack, che . dopotutto l`innocuita` puo` essere un`ambizione troppo grande. ma per il momento jack e della, protetti dal buio e dalla benevolenza dei morti, possono discorrere di amleto e giudizio u

"tre anelli" e` il racconto di tre vite geniali e randagie, quelle di tre uomini che hanno scelto o subito l`esilio in momenti diversi della storia. ed e` allo stesso tempo il racconto di una tecnica letteraria, la narrazione ad anello che, almeno dall` odissea, e` il ritmo con cui l`occidente plasma le storie. ma "tre anelli" e` anche il racconto di un modo di vedere il mondo, il racconto della vita di tutti, perche` le vite di tutti sono fatte di luce e oscurita`, di curve e deviazioni, di incontri e abbandoni, di anelli che ci fanno scoprire noi stessi. . < tre anelli e` stupendo. mendelsohn fa qualcosa che di solito associamo ai migliori scrittori di finzione - penso a sterne, proust, eco o calvino>. helen dewitt . chi e` lo straniero errante, l`esule, il viaggiatore sperso? oggi potrebbero essere i tanti popoli che lasciano le loro terre e attraversano il mediterraneo, nel novecento sono stati gli ebrei - i piu` fortunati almeno - che hanno lasciato la germania e l`europa. in passato i tanti che hanno abbandonato la loro terra a causa di una guerra, di un rovescio, di un accidente. questa frase torna ciclicamente in "tre anelli" di daniel mendelsohn, via via che l`autore la vita di tre esuli, diversi ma in qualche modo uniti: erich auerbach, il piu` grande critico del novecento, ebreo che fuggi` dalla germania di hitler e scrisse il suo grande classico sulla letteratura occidentale, mimesis, in esilio a istanbul; francois fe`nelon, l`arcivescovo francese del diciassettesimo secolo il cui

la confessione di uno studente che ricorda il suo primo amore, la seduzione di uno sconosciuto che fa riaffiorare la violenza paterna, la storia d`amore con uno straniero che apre e lenisce vecchie ferite: le relazioni, l`amore omosessuale, il sesso - esplicito, brutale, vero, indagato in tutte le sue sfumature - sono la bussola per questa discesa nelle zone piu` oscure e piu` luminose del desiderio. il narratore di purezza e` un giovane espatriato che insegna in un`universita` americana a sofia, in bulgaria. questo e` solo uno degli elementi che lo rendono sempre in qualche modo straniero: omosessuale, figlio di un padre conservatore e violento che gli ha instillato un profondo disprezzo per se stesso, il narratore di purezza fa i conti con una vita trasformata dalla scoperta e dalla perdita dell`amore.

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