attraverso la storia e la teoria della cultura visuale, dagli studi sulla prospettiva rinascimentale a internet, passando per la fotografia, il cinema e la televisione, mirzoeff si chiede come e perche` i mezzi di comunicazione basati sulla dimensione visuale hanno assunto un ruolo cosi` centrale nella nostra vita quotidiana. l`ipotesi sostenuta e` che oggi la forma primaria di approccio e comprensione del mondo e` visuale, e non piu` testuale, come e` stato per secoli.
nel 1941 henry luce scrisse un celebre editoriale in cui il secolo xx veniva definito il secolo americano. si trattava di convincere gli americani ad uscire dal proprio isolazionismo, di legare la propria sorte a quella della guerra, ma soprattutto di renderli consapevoli della loro missione di difendere i principi democratici dai totalitarismi. in poco meno di cinquant`anni gli stati uniti sono diventati un impero economico, una superpotenza politica e militare, un modello culturale. olivier zunz ripercorre la storia di questa ascesa e delle condizioni e di quel mix di pragmatismo e di immaginazione che l`hanno resa possibile.
un saggio di gustavo zagrebelsky - una riflessione - che poggia su convinzioni maturate in lunghi anni di dedizione all`argomento, in cui vengono descritti significati e storia di un modello politico che aspira all`uguaglianza, al dialogo e all`esercizio dei diritti di ciascuno e di tutti. completa il volume una scelta di testi sul concetto di democrazia, significativi seppur non tutti canonici, di autori d`ogni tempo: erodoto, aristofane, cicerone, montesquieu, tocqueville, brecht, orwell, arendt, bobbio e carillo.
negli ultimi anni si e` andato affermando tra gli europei un forte senso di antipatia verso gli stati uniti. questi sentimenti pero` spesso non tengono conto del fatto che l`america e` una realta` molto piu` complessa e sfaccettata di quanto appaia. come dimostra bencivenga, docente di filosofia alla university of california, irvine, due sono le americhe che si trovano a convivere all`interno degli stessi confini: quella delle multi-nazionali e dei loro referenti politici, legata alla conservazione di un potere oligarchico, e quella piu` vitale degli immigrati, che lottano per cambiare il proprio destino e per raggiungere una piena democrazia. due anime che si fronteggiano in un delicato equilibrio, ma che sono complementari.
a sessant`anni dalla fine della seconda guerra mondiale, il dibattito sull`interpretazione dei drammatici avvenimenti che hanno contraddistinto i venti mesi compresi tra l`armistizio dell`8 settembre 1943 e la fine dell`aprile 1945 e` ancora vivo: fu lotta di liberazione, guerra civile, scontro di classe? una fonte autentica per sapere che cosa muoveva gli animi dei combattenti della resistenza e` costituita dai messaggi indirizzati ai familiari nell`imminenza dell`esecuzione o durante il penoso trasferimento verso i campi di sterminio del reich. questo libro raccoglie le lettere di cento partigiani trucidati dai fascisti o dai tedeschi e di quaranta tra oppositori politici ed ebrei stroncati dalla deportazione.
nel 1907 il tipografo arnoldo mondatori, personaggio controverso e carismatico, fondava un`azienda destinata a diventare in pochi anni la piu` grande casa editrice italiana. mondadori e` stato l`editore di d`annunzio e montale, di churchill e thomas mann, ma anche di topolino, dei celebri gialli e di molte fortunate riviste. aveva iniziato la sua attivita` come tipografo nel primo dopoguerra stampando giornali socialisti; ebbe rapporti non sempre facili con il fascismo (dalla pubblicazione dei "colloqui" di ludwig con mussolini al topolino autarchico); pubblico` opere di enorme successo, ma anche capolavori destinati a entrare nella storia della letteratura. attraverso la biografia del grande editore e imprenditore di successo, enrico decleva racconta una pagina fondamentale della storia italiana del novecento: la nascita e lo sviluppo dell`industria culturale, la creazione di un mercato di massa per libri e riviste in un secolo fitto di importanti cambiamenti sociali.
la terra e` da poco entrata in una nuova era, in cui l`uomo condiziona sempre piu` massicciamente l`ecologia globale: il periodo piu` anomalo nella storia della nostra relazione con la biosfera. dalla meta` del xx secolo, il ritmo accelerato dell`uso di energia, le emissioni di gas serra e la crescita della popolazione hanno spinto il pianeta dentro un gigantesco esperimento incontrollato. i numeri sono impressionanti: piu` di tre quarti dell`emissione di anidride carbonica nell`atmosfera ha avuto luogo dal 1945 a oggi; nello stesso periodo il numero di veicoli a motore e` cresciuto da 40 a 800 milioni, la popolazione del pianeta e` triplicata e gli abitanti delle citta` sono passati da 700 milioni a 3,5 miliardi. un gigantesco terremoto ecologico, del quale "la grande accelerazione" spiega cause e conseguenze, evidenziando il ruolo dei sistemi energetici, nonche` gli andamenti dei cambiamenti climatici, ambientali e urbani. finora, gli uomini non hanno mai gestito i cicli biogeochimici del pianeta. ma se provassimo a controllare questi sistemi attraverso la geoingegneria, inaugureremmo un`altra fase dell`antropocene. quali che ne siano gli esiti.
la "perdita" e` un tema da un lato troppo presente, dall`altro ancora lontano: idea assillante ma sospesa sul vuoto dell`esperienza che avrebbe potuto sostanziarlo di pensieri e sentimenti reali. forse la condizione "giusta", ne` troppo dolorosa ne` troppo distaccata, per pensare la morte propria e delle persone che abbiamo amato, non si da mai. la morte, come coscienza che siamo destinati a scomparire "a uno a uno", come dicono rossanda e fraire, e` il "grado zero" della rappresentazione, l`"impensabile". tra tutte le opposizioni "incomponibili" che danno un`impronta "tragica" alla vita, la piu` resistente ai nostri sforzi di pacificazione e` sicuramente quella di un io costretto a riconoscersi straniero nel proprio corpo, parte del ciclo biologico e, al medesimo tempo, di una "natura" speciale, irriducibile alla materia di cui sono fatti gli altri viventi.
sono raccolti i testi integrali delle quattordici relazioni pronunciate da stefano siglienti alle assemblee dell`associazione bancaria italiana da lui presiedute negli anni del suo mandato (1945-1971). si tratta di un`occasione importante per conoscerne il pensiero, dal momento che, come e` stato autorevolmente rilevato, siglienti era incline a privilegiare l`approccio pragmatico ai problemi, evidenziando nelle scelte operative quotidiane, anziche` nelle esternazioni pubbliche, il disegno strategico alla base del suo operare. le relazioni abbracciano un venticinquennio cruciale che va dalla fase dura ed esaltante della ricostruzione agli anni `50, che consegnano al paese un`economia forte e in via di ulteriore sviluppo, per proseguire poi con il rallentamento della prima meta` del decennio successivo e con i prodromi della crisi provocata dagli accadimenti del sessantotto. siglienti attraversa questi anni da banchiere protagonista, sempre coerente con i suoi convincimenti di fondo relativi alla necessita` di una pratica programmatoria incentrata sulla stabilita` monetaria e sulla formazione del risparmio inteso come fondamentale atto di socialita`, nonche` sulla conseguente centralita` del ruolo assegnato al settore bancario.
questo libro ricostruisce gli ultimi cinquecento anni di storia del medio oriente a partire dall`ipotesi generale secondo cui i problemi drammatici che caratterizzano la situazione attuale dipendono in buona parte almeno da cause storiche che affondano le loro radici nel passato di quella regione. in particolare, gelvin si concentra sul processo di definitivo sfaldamento dell`impero ottomano e sulle sue conseguenze, soprattutto la costruzione della dominazione coloniale. la parte preponderante del libro e` quindi e` dedicata al xix e al xx secolo, di cui l`autore interroga sia le dimensioni politiche, economiche e sociali, sia la storia culturale, intellettuale e spirituale, nella convinzione che solo il complesso integrato di tutti questi fattori possa dare conto, ad esempio, dell`emergere e dell`egemonia dell`islam politico e dell`antioccidentalismo dei giorni nostri. tutto cio` senza trascurare di delineare le peripezie, le venture e sventure di altre precedenti vicende, come le particolari declinazioni che il nazionalismo o il socialismo hanno conosciuto nella regione, o la specificita` dell`esperienza religiosa e la sua capacita` di produrre soluzioni di ricambio di fronte alle trasformazioni radicali apportate alle societa` tradizionali dall`avvento della modernita`, garantendo speranze e identita` culturale rispetto a una realta` che ha nel corso degli ultimi secoli inflitto ferite e fallimenti.
questo e` un libro che mette chiunque in condizioni di poter iniziare a fare esperienze all`aria aperta e campeggiare ovunque; e` scritto con un linguaggio semplice e immediato, e contiene concetti pratici facilmente assimilabili da chiunque a qualsiasi eta`. e corredato da disegni esplicativi che spiegano molto bene le varie tecniche ed e` un ottimo materiale didattico, da poter offrire agli appassionati di queste attivita` che vogliono ampliare le loro esperienze e la loro cultura. dave canterbury e` uno dei survivalisti piu` famosi del mondo, e ha un canale youtube con piu` di 670.000 iscritti, ha pubblicato piu` di 1400 video con piu` di 116 milioni di visualizzazioni.
le particelle elementari sono i costituenti piu` semplici della materia: ed e` in esse che michel djerzinski, biologo molecolare vicino al premio nobel, cerca il significato di una vita che gli sfugge. ha quarant`anni, e` figlio di una hippie che lo ha abbandonato per fuggire in california, e la sua esistenza dedicata agli studi scientifici lo ha portato all`isolamento e all`impermeabilita` a qualunque emozione. il suo sogno e` clonare gli esseri umani per assicurare loro un futuro di immortalita` e perfezione. michel ha un fratellastro, bruno, il cui destino non potrebbe essere piu` diverso: insegnante di lettere, razzista, ossessionato dal sesso e per questo costretto a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. sia la morbosita` patologica di bruno sia l`asettica razionalita` di michel sono il risultato dell`ambiente che li circonda: un mondo fatto di solitudini e dominato dal caso, in cui i desideri sembrano scaturire dagli spot pubblicitari. due vite parallele destinate a incontrarsi attraverso relazioni familiari e sentimentali sfuggenti, un romanzo che racconta in modo esemplare la societa` contemporanea nella sua ricerca, affatto scontata, di un vero amore.
e difficile immaginare che sia stata proprio la sua prolificita` a relegare per lungo tempo gaetano donizetti, negli ultimi trent`anni riscoperto come uno dei protagonisti della cultura romantica europea, in un cono d`ombra. eppure, se da un lato le piu` di settanta opere teatrali e le centinaia tra composizioni da camera e brani liturgici gli garantirono notevole fortuna in vita, dall`altro apparvero agli occhi dei critici e dei colleghi contemporanei espressione di superficialita` e trascuratezza. la sperimentazione di un`ampia varieta` di generi, dal comico al patetico-avventuroso, da quelli italiani a quelli francesi, costo` a una reputazione che oggi definiremmo di autore , tanto che, dopo la sua scomparsa, poche delle sue opere rimasero in circolazione. luca zoppelli ci presenta invece il compositore bergamasco come un artista moderno e pragmatico, che difende le proprie idee ma sa anche creare dei capolavori . cosi` per esempio le origini proletarie ritornano nell`attenzione verso gli umili in elisir d`amore o la fille du re`giment, mentre la vasta cultura letteraria e l`indole cosmopolita emergono nell`esplorazione di generi come l`opera romantica frenetica (lucrezia borgia), il dramma musicale politico, o il grand-ope`ra francese (dom se`bastien). donizetti ci accompagna lungo il percorso che ha portato un ragazzino povero e dalla voce sgraziata, ma vivacissimo d`ingegno, instancabile, ironico e malinconico, attraverso ambienti musicali e culturali diversissimi, fino a divenire il compositore piu` rappresentato nei teatri dell`europa intera: l`autore di un arcipelago drammatico e musicale che e` per noi una fonte inesauribile di scoperte e di meraviglia.
l`innovativa ricostruzione di uno degli imperi piu` celebri della storia, per secoli modello ineguagliato di fusione etnica e contaminazione culturale, tolleranza religiosa e plurilinguismo, snodo fondamentale delle relazioni e dei conflitti tra europa e oriente. l`impero ottomano (xiii-xx secolo) e` stato a lungo descritto come l`antitesi islamico-asiatica all`occidente cristiano-europeo. ma la realta` e` nettamente diversa: il dominio multietnico, multilingue e multireligioso degli ottomani durato oltre sei secoli arrivo` a toccare il cuore dell`europa. e infatti i governanti ottomani si consideravano i nuovi romani. marc david baer racconta la straordinaria ascesa degli ottomani da principato di frontiera a impero mondiale; sottolinea la filiazione turca, mongola, islamica e bizantina; l`utilizzo della tolleranza religiosa e della conversione per integrare i popoli conquistati; e ricostruisce come, solo dal xix secolo, a seguito dei colpi di stato, delle rivoluzioni, controrivoluzioni e guerre, la tolleranza fu tragicamente sostituita dalla pulizia etnica e dal genocidio, con la conseguenza ultima della fine della dinastia. il ritratto magistrale di un potere dinastico che, capovolgendo i concetti fondamentali quali rinascimento, eta` delle scoperte, riforma e rivoluzione scientifica, sfida al contempo i nostri luoghi comuni su temi come millenarismo e messianismo, sessualita` e piacere, assolutismo e governo limitato, schiavitu` e orientalismo, nonche` guerra mondiale. un libro scritto con uno stile avvincente e ricco di prospettive originali, e che per primo riesce a rappresentare davvero l`incrociarsi di oriente e occidente.
ha detto david grossman. ma - si potrebbe obiettare - non sara` un lusso riservato agli scrittori? in altre parole: la letteratura esercita un effettivo potere sulla nostra vita quotidiana? le cinque lettere che fra il 2019 e il 2020 azar nafisi ha indirizzato al padre, proseguendo un dialogo che la morte di lui non ha interrotto, sono la piu` persuasiva risposta a questo cruciale interrogativo. mentre intorno a lei, anche negli stati uniti, la realta` si fa sempre piu` allarmante - dall`affermarsi di tendenze totalitarie alla pandemia di covid-19 - e indignazione e angoscia paiono sopraffarla, azar nafisi torna a immergersi nei libri che piu` ha amato, e ci mostra, intrecciando racconto autobiografico e riflessione sulla letteratura, come salman rushdie e zora neale hurston, david grossman e margaret atwood, e altri ancora, l`abbiano accompagnata nei momenti piu` difficili, come veri e propri talismani. e le abbiano dischiuso, con la loro multivocalita`, inattese prospettive: insegnandole per esempio a dubitare della soffocante dicotomia tra aggressore e vittima; a vedere nell`odio e nella rabbia, in apparenza capaci di conferire identita`, una fuga dal dolore - a comprendere che le grandi opere letterarie sono davvero pericolose, giacche` smascherano ogni impulso tirannico, fuori e dentro di noi. sicche` leggerle pericolosamente significa accogliere l`irrequietezza e il desiderio di conoscenza di cui ci fanno dono.
i nostri padri erano convinti di vivere sotto l`occhio di dio: la sua esistenza era certa come quella del sole che sorge e tramonta. oggi abbiamo smesso di crederci, o anche solo di pensarci. e la bibbia nessuno la legge piu`. invece la bibbia e` un libro meraviglioso. che si puo` leggere anche come un grande romanzo. l`autobiografia di dio. aldo cazzullo fa con la bibbia quel che aveva fatto con dante: ci racconta la storia, in modo chiaro e comprensibile a tutti, con continui riferimenti all`attualita`, alla nostra vita, passando attraverso le vicende storiche e i capolavori dell`arte. la creazione, adamo ed eva, la cacciata dall`eden, caino e abele, noe` e il diluvio. la storia di giacobbe che lotto` con dio e di giuseppe che svelo` i sogni del faraone. mose`, le piaghe d`egitto, il passaggio del mar rosso, i dieci comandamenti. e poi la conquista della terra promessa, da giosue` che espugna gerico a davide che taglia la testa di golia, da sansone, l`eroe fortissimo ma tradito dal suo amore, a salomone che innalza il tempio. cazzullo rievoca storie dal fascino millenario. e racconta le grandi donne della bibbia: giuditta che taglia la testa al condottiero nemico, ester che salva il popolo dallo sterminio, susanna che fa condannare i suoi molestatori. e poi l`angelo che salva tobia e il diavolo che tormenta giobbe, l`amore del cantico dei cantici e la disillusione dell`ecclesiaste ("tutto e` vanita`"). sino alla grande speranza della resurrezione, e di un salvatore che viene a riscattare l`umanita`: per i cristiani, gesu`. dopo averci raccontato la storia millenaria dell`impero romano e aver mostrato come sia ancora viva nei nostri giorni, cazzullo invita il lettore a un entusiasmante viaggio nella bibbia, mostrandoci che e` il piu` grande romanzo mai scritto. "il dio dei nostri padri" e` un libro appassionante e illuminante, che ci conduce alle radici della nostra cultura e delle nostre famiglie.
la millenaria vicenda cristiana costituisce un dato ineliminabile del nostro patrimonio storico e culturale. si puo` guardare a essa in una prospettiva storica sensibile al contributo decisivo che il cristianesimo ha fornito alla formazione di un`europa cristiana. la si puo` accostare in un`ortica sensibile alla situazione religiosa attuale, in cui i valori cristiani paiono sempre piu` emarginati. o si puo` anche decidere di avvicinarsi a questa storia, cosi` complessa e affascinante, nella prospettiva del credente desideroso di approfondire le radici della propria fede. a tale insieme di esigenze e interrogativi risponde la storia del cristianesimo di cui questo volume fa parte.
"l`umanita` intera oggi sta facendo un `esperimento` sui propri limiti di specie. a me pare che sia proprio questa esperienza dei limiti dell`uomo a ridare ai saperi umanistici, dopo decenni di autodichiarata perdita di ruolo, una posizione cruciale nel mondo contemporaneo, altrettanto decisiva di quella che compete alle scienze. piu` che un ruolo e` una sfida, la massima: la possibilita` di riaprire il gioco. la possibilita` di creare strutture di pensiero e di giudizio che funzionino come dei `correttivi` rispetto a quelle che ci stanno portando verso una catastrofe annunciata. la possibilita` di elaborare proiezioni potenti dell`umano dotate di una forza agente e capaci di rimettere in movimento energie da tempo addormentate o paralizzate": con lo stile brillante e provocatorio che caratterizza carla benedetti, questo volume prende in esame alcuni dei fenomeni che secondo l`autrice hanno portato la cultura tutta, quella italiana in particolare, ad avere uno sguardo distruttivo e apocalittico sul mondo. benedetti imputa questo declino all`imperare del linguaggio televisivo, alla scelta di prediligere la quantita` alla qualita` della scrittura, al tono ironico usato anche a sproposito, all`uso dell`anonimato in rete, che cancella ogni responsabilita`. per andare controcorrente e` necessario tornare a pensare la cultura come invenzione e creazione del singolo, come uso di una parola `non convenzionata` che sfugga alle gabbie predisposte dall`odierno ordine del discorso.
questa nuova edizione include un saggio inedito di furio jesi: il mito "padrone di sempre". nel 1968, incoraggiato da un lettore come italo calvino, jesi consegnava alle stampe quello che possiamo oggi definire un vero classico della letteratura saggistica. un?idea mitologica, diceva kerenyi, somiglia al bocciolo di un fiore: capace di schiudersi e svilupparsi, racchiude anche e forma in se un mondo. letteratura e mito contiene non solo i primi studi jesiani su rilke, o anticipa, nelle pagine sulla dimensione collettiva delle mitologie, il tema politico di spartakus, ma custodisce gia nel titolo l?espressione compiuta di un?inimitabile maniera compositiva. inserendo direttamente gli "elementi mitici fra il materiale letterario", jesi riunisce in un nucleo coeso e organico le figure di cesare pavese, di novalis e hoffmann, o di ezra pound, colto nel suo contegno parodico di fronte al mito; scrivendo infine il suo capolavoro, offre nel saggio sul romanzo di apuleio la cifra abbreviata e luminosa della sua stessa opera.