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"se questo libro e`, oltre che una biografia critica densa di illuminazioni, un vero e proprio racconto, il `romanzo` della vita della mansfield, lo si deve a un dono raro, che citati - sono parole di mario praz - possiede al pari della scrittrice: `... egli aspira, assorbe il contenuto, l`essenza di un personaggio, lo condensa, l`amplifica, e lo ripresenta con un effetto sonoro che fa pensare al `bolero` di ravel: ora e` goethe, ora e` cosroe, e ora la mansfield. shelley scrisse `la sensitiva` con sfoggio di spettacoli del giardino nelle varie stagioni che accompagna l`esistenza della dama eletta. citati ha circonfuso la sua vita della mansfield con le esalazioni di un incensiere carico di tutti i profumi della poesia`".

una terribile peste dilaga a napoli dal giorno in cui, nell`ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l`anima, spingendo le donne a vendersi e gli uomini a calpestare il rispetto di se`. trasformata in un inferno di abiezione, la citta` offre visioni di un osceno, straziante orrore: la peste - e` questa l`indicibile verita` - e` nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacita` di scorgere le forze misteriose e oscure che a napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. null`altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l`anima, come un tempo, o l`onore, la liberta`, la giustizia, ma la "schifosa pelle". come ha scritto milan kundera, nella "pelle" malaparte "con le sue parole fa male a se stesso e agli altri; chi parla e` un uomo che soffre. non uno scrittore impegnato. un poeta".

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