

il libro offre un`intrepretazione dell`evoluzione del comportamento amoroso dal cinquecento ad oggi. l`analisi, per il suo impianto storico e per il numero e la qualita` dei testi letterari presi in esame, si distingue nettamente dalle indagini meramente sociologiche e arricchisce la conoscenza di quella "normalissima improbabilita`" che e` l`amore. niklas luhmann (1927-1998) ha insegnato sociologia all`universita` di bielefeld ed e` considerato uno degli studiosi piu` importanti della disciplina.

gli autori mostrano come i traguardi raggiunti dalla psicoanalisi nella comprensione delle emozioni dell`inconscio e del subconscio possono portare a un nuovo modo di intendere il teatro. la tesi del libro, esposta nell`introduzione e chiarita attraverso lo studio dei drammaturghi e delle opere, e` che il teatro, in occidente, ha rappresentato le tensioni fondamentali della societa` come la crisi tra i sessi e le generazioni, attraverso la rappresentazione, sulla scena, della vita piu` intima dei personaggi. un`interessante lettura per chiunque sia interessato al teatro, semplici spettatori, attori o studenti di psicoanalisi e letteratura.

a oltre sessant`anni di distanza dalla pubblicazione de "il disagio della civilta`" da parte di freud, la societa` occidentale ha subito profonde trasformazioni che si sono riflesse sulla vita degli individui, facendo emergere nuove forme del disagio psichico che hanno ampliato e reso piu` complesso il campo della clinica psicoanalitica. focalizzando l`attenzione sui "nuovi sintomi", psicosi, perversioni, tossicomanie, anoressie, obesita`, attacchi di panico, gli autori mettono in luce una clinica che ha sempre piu` a che fare con l`agire compulsivo, la disibinizione, l`uso dell`oggetto finalizzato al puro godimento, e si confrontano con un disagio frutto della spinta al godimento che rende piu` difficile la costituzione della singolarita`.

questo volume documenta (con foto, brani di diario, disegni) il viaggio di formazione, nel 1969, di bruce chatwin in afghanistan, al limite tra l`archeologia e la scoperta della sua vocazione di scrittore. ha alle spalle una precoce esperienza d`esperto e cacciatore d`oggetti per la casa d`aste londinese sotheby`s. chiusa questa fase della sua vita e passato alla routine degli studi archeologici all`universita` di edimburgo, stringe amicizia con peter levi, gesuita e scrittore, che vuole andare in afghanistan. i due contattano un giovane archeologo italiano, maurizio tosi, che sta per partire per una missione archeologica. il viaggio durera` tre mesi e chatwin riempira` taccuini, fotografera`, disegnera`, riflettera` sulla sua vocazione di scrittore.

dopo un decennio di sperimentazione, un nuovo protagonista si e` imposto nel sistema dei media: il giornalismo online. non e` possibile oggi fare informazione senza tenere conto di quanto avviene nella rete: notizie in tempo reale, aggiornamenti continui, approfondimenti, interattivita` con i lettori, contenuti multimediali, sono concetti e comportamenti ormai assimilati da giornalisti e dal nuovo pubblico di fruitori che si e` formato con il web. il fenomeno dei blog, il "citizen journalism", wikipedia, youtube, myspace non sono fenomeni passeggeri, ma parte integrante di un processo irreversibile nel mondo della comunicazione. la questione non e` riconoscere l`esistenza, la qualita` e la dignita` professionale del giornalismo online, quanto capire come e quanto il nuovo giornalismo abbia contaminato e influenzato i saperi e le routine della professione nel suo insieme, imponendo nuove regole e una nuova organizzazione del lavoro. il processo di integrazione dei saperi, dei linguaggi, dei giornalismi non sara` ne` semplice ne` breve. questo manuale vuole dare un contributo di riflessione su come si puo` fare giornalismo sfruttando tutte le potenzialita` dei nuovi media, ma anche aiutare a focalizzare le nuove regole e raccontare come e` cambiato e sta cambiando il giornalismo dopo internet. nella convinzione che le profonde trasformazioni in atto abbiano aperto la strada per un nuovo giornalismo. l`eta` dell`oro non esiste. ma questo e` un buon momento per fare il giornalista.

sono cristiani rinnegati che abbandonano casa e famiglia per darsi a una vita di piratesche scorribande. oppure devoti musulmani impegnati a predare, per conto dell`impero ottomano, galee spagnole, inglesi, veneziane che conducono i propri traffici nel mediterraneo. sono corsari autorizzati dallo stato o furfanteschi pirati, ufficiali ammutinati e schiavi fuggiaschi, capitani coriacei in grado di far tremare l`europa ma anche comuni marinai protagonisti di atti d`incredibile eroismo. fanno base a tunisi, algeri e tripoli, infestano i banchi di terranova e lo stretto di gibilterra, svernano gozzovigliando sulle coste irlandesi, guidano le proprie ciurme di ardimentosi persino in islanda. sono i pirati della barberia. verso questa regione africana, corrispondente all`attuale maghreb, agli inizi del 1600 ripiegano tutti i piu` celebri avventurieri, banditi come fuorilegge da giacomo i, il re d`inghilterra che dichiaro` di voler impiccare i pirati con le sue stesse mani: peter eston, corsaro inglese dalla temibile reputazione; l`olandese danseker, il pirata gentiluomo entrato nella leggenda come diavolo di algeri; il capitano john jennings, tradito e consegnato alle autorita` dal suo stesso equipaggio; john ward, il "piu` famoso pirata del mondo" che aveva iniziato a solcare i mari come semplice pescatore.

a dieci anni dalla seconda guerra del golfo, la distruzione e il saccheggio dell`iraq museum di baghdad e di molti siti sumerici, babilonesi e assiri dell`iraq rappresentano un elemento emblematico del tormentato rapporto tra popoli e identita` culturale. l`appropriazione del passalo di intere nazioni rischia quindi di portare alla cancellazione di una storia millenaria. perche` musei e siti archeologici sono stati violati? e per quale ragione dalla tunisia alla libia, dall`egitto alla siria la primavera araba si e` trasformata in un autunno dei beni culturali? nell`affrontare queste complesse vicende, l`autore offre una disamina approfondita dei recenti saccheggi del patrimonio artistico nel medio oriente e traccia un quadro inquietante del commercio internazionale dei tesori d`arte, evidenziando le dinamiche sociali e politiche dei vari contesti e le problematiche di tutela.







