otto anni dopo essere stato consacrato sovrano di un regno che abbracciava quasi tutta l`india, asoka condusse una guerra di conquista nel kalinga, sul golfo del bengala. vinse. ma, dopo aver vinto, senti` rimorso. e volle esprimere quel rimorso con parole incise sulla roccia: "centocinquantamila uomini sono stati deportati; centomila sono stati uccisi, in numero ancora maggiore sono periti... il rimorso possiede l`amico degli de`i (asoka) da quando ha conquistato il kalinga. infatti la conquista di un paese significa l`uccisione, la morte o la prigionia per la gente: pensiero che l`amico degli de`i sente fortemente che gli pesa."
una delle piu` fosche tragede dell`antichita` si consuma nella casa maledetta delle atridi: due fratelli, tieste e ateo - tiranno di micene - si odiano per la sete di potere. tieste torna in citta` lusingato dalle promesse di pace del fratello che invece, istigato dall`ombra di tantalo, liberato dall`ade dalle furie, gli servira` subdolamente come pasto riconciliatore le carni dei figli. una tragedia che ha suscitato al tempo stesso orrore e torbida attrazione in tutte le epoche; una spaventosa metafora dell`abiezione in cui puo` cadere chi vive solo per il potere.
scritto da dostoevskij in soli ventotto giorni per rispettare la scadenza di un contratto, "il giocatore" racconta la storia di un giovane precettore con la passione del gioco, ma in realta` e` l`ennesima acuminata esplorazione del grande russo nei meandri dell`animo umano. tra baroni tedeschi, conti italiani, gentlemen inglesi e la straordinaria invenzione narrativa della nonna del generale, la "baboulinka", tutti riuniti intorno al tavolo da gioco, si dipana una vicenda che pone sempre al centro di tutto il demone dell`azzardo e quello della vita.