
"e qui comincia il mio quaderno nero che ancora oggi odora di terra: un tempo fu sotterrato in una cantina e si ricopri` di macchie di muffa verde scuro." con queste parole nina berberova introduce il suo diario segreto, intermittente, fedele ai ritmi oscillatori delle emozioni e del pensiero, una sorta di nucleo primigenio intorno al quale andarono via via formandosi le concrezioni madreperlacee della memoria, quelle stesse che avrebbero visto la luce nel 1969, in forma autobiografica, con "il corsivo e` mio".



quattordici anni passati "dentro" per un crimine mai commesso. quattordici inspiegabili anni persi per sempre. poi i cancelli si aprono all`improvviso. la storia e` arcaica e semplice: un uomo definitivamente in trappola, anche quando crede di essere "fuori".


"il linguaggio amoroso, `altro linguaggio` [...:] attrito, frizione insopportabile che l`innamorato avverte tra il suo linguaggio amoroso (per lui: il linguaggio giusto) e ogni altro linguaggio: linguaggi costituiti dalla mondanita`, dalla scienza, dalla moda, dalla generalita`, avvertiti con orrore come artificiosita`. [...] artificiosita`, sensazione della inversione del reale. il mondano, lo scientifico, la generalita`: falsa realta`. veramente reale e` l`amore `artificiosita``). sensazione del soggetto innamorato: che l`amore faccia vedere lucidamente la futilita`, la vanita` dei linguaggi non amorosi. l`amore e` mediatore di verita`. allargamento filosofico del sentimento amoroso. [...] divergenza dei sistemi, l`altro linguaggio rinvia alla divergenza dei campi, dei sistemi. due sistemi divergenti: l`amoroso e il mondano. ogni accavallamento e` intollerabile. quindi: la nudita` della relazione col mondo (di esclusione, di separazione). ma la separazione (che e` di fatto una valutazione) incontra codici culturali che l`alimentano e le servono da alibi. [...] all`innamorato in rottura con la mondanita`, la socievolezza, la generalita`, la conformita` corrisponde un`estetica della dissimmetria, dell`inversione, dell`asindeto, della irregolarita`. e almeno cosi` che il soggetto innamorato si dice". roland barthes, `figura 8: altro linguaggio`, seminario, 30 gennaio 1975

morselli non finisce di sorprendere. questi scritti, differenti per modi e tempi di stesura, accompagnano, dagli anni `30 agli anni `70, il vario articolarsi della prosa narrativa con cui l`autore di dissipatio h.g., contro-passato prossimo, il comunista, un dramma borghese, ha dato vita a una delle esperienze letterarie piu` singolari del novecento italiano. sono presenti, qui, racconti dialoghi, moralita`, interviste, pagine di viaggio: una miscellanea di generi capace di fornire al "vecchio" lettore di morselli una riprova della della sua istrionica abilita` narrativa e al "nuovo" l`occasione di una scoperta indimenticabile. per molti la sorpresa maggiore consistera` nel trovarsi - tra l`altro - davanti a uno straordinario campionario di personaggi femminili. sono ritratti di donne trattati con mano sapiente e penetrante capacita` di identificazione: figure femminili per lo piu` "vincenti", in grado di catturare l`attenzione per la loro carica passionale o ideale, per le loro scelte esistenziali, le lucide manie, le sottili astuzie o le segrete gelosie. "una missione fortunata" e` certamente il racconto di piu` vasto respiro; una sorta di minuscolo spaccato storico che rivela una delle vene narrative all`autore piu` congeniali: l`attualizzazione della storia, cui corrisponde, specularmente, l`attenzione alla piu` scottante attualita` politica.








sono passati parecchi anni da quell`estate in riviera: elio, in piena confusione adolescenziale, aveva scoperto la forza travolgente del primo amore grazie a oliver, lo studente americano ospite del padre nella casa di famiglia. erano stati giorni unici, in grado di segnare le loro vite con la forza di un desiderio incancellabile, nonostante ciascuno abbia poi proseguito per una strada diversa. il nuovo romanzo di andre` aciman si apre con l`incontro casuale su un treno tra un professore di mezza eta` e una giovane donna: lui e` samuel, il padre di elio, sta andando a roma per tenere una conferenza ed e` ansioso di cogliere l`occasione per rivedere suo figlio, pianista affermato ma molto inquieto nelle questioni sentimentali; lei e` una fotografa, carattere ribelle e refrattaria alle relazioni stabili, e in quell`uomo piu` maturo scopre la persona che avrebbe voluto conoscere da sempre. tra i due nasce un`attrazione fortissima, che li portera` a mettere in discussione tutte le loro certezze. anche per elio il destino ha in serbo un incontro inaspettato a parigi, che potrebbe assumere i contorni di un legame importante. ma nulla puo` far sbiadire in lui il ricordo di oliver, che vive a new york una vita apparentemente serena, e` sposato e ha due figli adolescenti, eppure... una parola, solo una parola, potrebbe bastare a riaprire una porta che in fondo non si e` mai chiusa. andre` aciman riannoda i destini dei protagonisti di "chiamami col tuo nome", in un romanzo che si interroga e ci interroga sulla durata dell`amore, al di la` del tempo e delle distanze.

erede designato dell`impresa commerciale paterna, nicolaus koppernigk avverte ben presto che lo attende un destino piu` grande. sensibile, brillante, e` attratto dalle stelle e dal funzionamento della


montecassino, 1944. per quattro mesi gli alleati tentano di sfondare le linee tedesche. su quel fronte terribile non sono impegnati solo americani e inglesi, ma anche truppe di altri continenti che il vortice della guerra mondiale ha risputato in ciociaria: indiani, magrebini e persino un battaglione di maori della nuova zelanda. ci sono i polacchi, un esercito di ex deportati del gulag che combattono in terra straniera per la liberta` da stalin e da hitler. fanno parte di quella strana compagine anche un migliaio di ebrei, che imbracciano le armi per il puro diritto a esistere. ma chi erano quegli uomini che, pur dalla parte dei vincitori, vanno incontro a un destino di vinti? e quali segni ha lasciato l`immenso sconvolgimento della seconda guerra mondiale? helena janeczek cerca di rispondere con un affresco di storie che, ricongiungendo il passato al presente, nascono sia dall`invenzione, sia dallo scavo nella memoria piu` personale.

un vocabolario che comincia con un "abbraccio" e prosegue con "cuore", "dedica", "incontro", "notte", e "piangere" in cui barthes interviene con il suo sottile ingegno di linguista a collezionare tutti questi discorsi spuri in un unico soliloquio. per il grande pensatore francese l`amore e` un discorso sconvolgente ed egli lo ripercorre attraverso un glossario dove recupera i momenti della "sentimentalita`", opposta alla "sessualita`", traendoli dalla letteratura occidentale, da platone a goethe, dai mistici a stendhal. si realizza cosi` un repertorio suffragato da calzanti riferimenti letterari e da obbligati riferimenti psicanalitici sul lessico in uso nell`iniziazione amorosa.

"vivere e narrare. l?essere umano, in quanto "animal narrans", si distingue dagli altri animali per il fatto che narrando realizza nuove forme di vita. la narrazione ha la forza del nuovo inizio. lo storytelling, di contro, conosce solo una forma di vita, quella consumistica". le narrazioni sono in crisi da tempo. ridotte ad ancelle del capitalismo, si trasformano in storytelling e lo storytelling, ormai ubiquo, scade nella pubblicita, nel consumo di informazioni. l?accumulo di notizie ha preso, insomma, il posto delle storie. dati e informazioni, pero, frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento. a diventare impossibile e la felicita stessa. perche la vita, con tutti i suoi imprevisti, inciampi, tentativi ed errori, incontra la pienezza solo quando puo essere condivisa e tramandata all?interno di una narrazione collettiva.