nella vicenda del commerciante polacco jakob c`e` un paradosso esistenziale che trascende ogni contingenza storica. dal momento che vive in un mondo stravolto, per essere creduto jakob deve mentire e per dare una vera buona notizia deve inventare una storia fasulla. grazie infatti alla bugia di possedere una radio, puo` comunicare agli altri membri del ghetto che i russi stanno riconquistando i territori occupati e che si avvicina cosi` la liberazione. cio` mette in moto una serie di reazioni a catena, di cui il povero venditore si trova a essere il centro. rinasce la speranza, il ghetto si rianima, e tuttavia la pieta` da cui era nata la bugia non riesce a scongiurare il dramma..
insieme all`amico e poeta james fenton, redmond o`hanlon, naturalista e professore a oxford, decide di avventurarsi nel borneo con il proposito di risalire il fiume di baleh fino alle sorgenti del massiccio del tiban, una zona rimasta inesplorata dal lontano 1926, nutrendo la remota speranza di incontrare l`ormai rarissimo rinoceronte. dopo due mesi di disavventure nella foresta vergine, o`hanlon ritorna a casa per scrivere quello che l`"evening standard" di londra ha definito "il piu` divertente libro di viaggi da molti anni a questa parte".
le vicende raccontate da isabel allende in "paula" hanno suscitato un`attenzione che e` andata ben oltre i confini del successo editoriale e di stampa. dall`uscita del libro in poi isabel allende ha cominciato a ricevere lettere che, con modalita` e forme diverse, testimoniavano una partecipazione profonda, una intensita` di lettura straordinaria. feltrinelli, come gia` ha fatto suhrkamp in germania, ne pubblica una selezione: arrivano da tutto il mondo e, per lo piu`, chi le scrive ha un dramma simile da raccontare, piccoli episodi di sofferenza quotidiana da comunicare, una timidezza da spezzare.
"di tutto resta un poco" e` il libro a cui antonio tabucchi ha lavorato, fino all`ultimo, in prima persona, malgrado la malattia e da dentro la malattia, condividendo ogni dettaglio con la curatrice e la casa editrice. e una raccolta di scritti meditata, appassionante, che prende le mosse da un memorabile "elogio della letteratura", di una letteratura capace di "ficcare il naso dove cominciano gli omissis". e inevitabile che, a partire da li`, dalla responsabilita` delle parole per arrivare alla consolazione della bellezza, antonio tabucchi tocchi i temi piu` cari e insieme ai temi le opere e gli uomini (spesso amici) che lo hanno accompagnato. ci sono gli autori frequentati con l`assiduita` dello studioso (pessoa e drummond de andrade, kipling e borges, cortazar e primo levi), quelli sondati dalla veemenza della consuetudine (daniele del giudice, norman manea, enrique vila-matas, mario vargas llosa e tadahiko wada), quelli piu` giovani, illuminati da una lungimiranza severa e affettuosa. e poi ci sono meravigliose pagine sul cinema, che tengono insieme il lirico omaggio alle ali di farfalla di marilyn monroe e la penetrante analisi della gag sovversiva di almodovar. "di tutto resta un poco" e` un libro che accende l`intelligenza, la curiosita`, gli entusiasmi, come ci trovassimo di fronte alla mappa di un territorio che finalmente possiamo visitare, con la complicita` e la guida dello scrittore che lo ha abitato, che lo ha costruito, che lo ha custodito per noi.
in questi due brevi romanzi, la penna di colette ricostruisce un triangolo amoroso di geometrica ferocia. ai due vertici opposti della base si fronteggiano la bellezza proterva del giovane cheri e l?autunnale eleganza di lea che, con i suoi venticinque anni in piu, e una donna che sa come concedersi i piaceri che cerca. su di loro si posa, non visto, il pennello fine del tempo, terzo vertice della loro storia, che sgrana i sorrisi e disegna solchi sulla pelle, togliendo ai corpi le forme della passione. il resto e un dramma della sensualita: se la bellezza di cheri conquista lo sguardo di ogni donna che posa gli occhi sui suoi capelli corvini, la maestosa opulenza di lea rappresenta per lui una trappola irresistibile, luce di candela per una falena. come la stessa autrice amava dire, "quando una donna matura ha una relazione con un ragazzo giovanissimo lei rischia meno di lui", e infatti, lungo la fatale parabola del loro rapporto, cheri e costretto a venire a patti con la lenta sfioritura del proprio corpo e dei propri sentimenti. cosi l?idillio dello scandalo cede il posto a un declino che trasforma la vitalita della gioventu in una solitudine consapevole e dolorosa. una lettura amara e durissima dell?amore con cui colette offre una splendida prova d?autrice.