"il piu` solitario di tutti noi, beppe fenoglio, riusci` a fare il romanzo che tutti avevamo sognato, quando nessuno piu` se l`aspettava, una questione privata". quando calvino scrive queste righe e` il 1964 fenoglio e` morto un anno prima, a quarant`anni, dopo aver pubblicato tre libri: i ventitre giorni della citta` di alba, la malora, primavera di bellezza. ma il destino un po` beffardo di essere un autore piu` che altro postumo non e` l`unico interesse di una vita cosi` insolita nel mondo delle lettere italiane. la giovinezza nella provincia piemontese, la guerra che lo strappo` agli studi, prima come militare poi come partigiano. il ritorno alla vita civile, con l`unico desiderio di dedicarsi alla scrittura, e la necessita` tuttavia di un lavoro, in una cantina di alba. e poi, all`inizio degli anni cinquanta, il manoscritto di un suo romanzo approda all`einaudi, sulla scrivania di italo calvino. con questo libro, piero negri scaglione, non solo ricostruisce esattamente la cronologia della vita e delle opere di fenoglio, ma delinea anche un vivido ritratto di alba, delle langhe e di un`italia remota. tanto che, leggendo queste pagine, sembra di respirare la stessa atmosfera di un inedito romanzo dell`autore del partigiano johnny.
nathan mirsky vive a boston, e` un medico quarantenne sofferente di attacchi di rabbia, per i quali e` in cura da un analista. riceve la notizia che suo fratello maggiore daniel - a cui era molto legato, ma che aveva perso di vista da anni - e` morto a san francisco ucciso da un`arma da fuoco, probabilmente in uno scontro tra gang rivali. giunto in california con il padre sol, un ebreo europeo sopravvissuto ai campi di concentramento che si impegna a ricostruire il destino di coloro che si sono salvati dallo sterminio e a tenere i rapporti coi rispettivi familiari, scoprira` che daniel viveva con una ragazza e il figlio di lei. nathan e sol dovranno confrontarsi con i motivi che li hanno allontanati l`uno dall`altro, isolandoli senza il conforto di una famiglia, consapevoli di doversi misurare con uno dei sentimenti piu` indispensabili, il perdono.
il testo di questo spettacolo prende spunto da una serie di trasmissioni radiofoniche di moni ovadia con mara cantoni, a partire da una griglia di testi di brecht, magris, benjamin e altri. di qui si sviluppo` uno spettacolo, nato dalla collaborazione con giorgio strehler e il piccolo teatro di milano, incentrato sulle storielle, l`umorismo, la pieta` e il mondo struggente degli ebrei poveri.
i sei libri del "de rerum natura" sono disposti a coppie: i primi due riguardano la fisica atomistica; il terzo e il quarto, la psicologia; gli ultimi la storia del cosmo e dell`umanita`. l`incipit di ogni libro e` una celebrazione di epicuro. lucrezio vuole guardare a fondo nell`esistenza e la scoperta del vero si rivela tutt`uno con la coscienza della fragilita` dell`uomo: ciascun libro si chiude con un potente quadro di desolazione.
in questa raccolta ruffilli traccia una vera e propria fenomenologia dell`amore. non l`amore idealizzato di tanta tradizione poetica, ma l`erotismo come "campo di battaglia", come "corpo a corpo" tra due persone che vogliono nello stesso tempo vincere e perdere. due persone complete, fatte di carne, ossa e fantasmi. poesia di furore, violenza e crudelta` che fluisce in forma di canzonetta o di aria dapontiana, ma con sonorita` irregolari e sincopate, tutte novecentesche e contemporanee. pulsione alla fusione, egoismo, cannibalismo reciproco: l`amore e` rappresentato in questi versi come un insieme di contrari, dunque una situazione primigenia. la voce poetica che la esprime affonda a sua volta in un fluido magma di arditezze e di eleganza, del tutto originale anche nel percorso poetico precedente dell`autore.
mister piccolo e` uno scrittore al quale viene fatta una proposta: girare il mondo insieme ad altri sei colleghi. cosi` comincia per lui un`avventura all`insegna della diversita`: quella di popolazioni lontane, ma soprattutto della sua. si`, perche` mister piccolo, con il bagaglio di occidente che si porta dietro, capisce ben presto che il vero diverso e` lui, segnato dal marchio del privilegio che azzera le distanze geografiche e amplifica le differenze sociali. eppure, a poco a poco, si lascia permeare dall`imprevedibilita` del viaggio, perdendosi nella mesta allegria di sapersi altro da cio` che e`. e scopre che i cinesi vedono gli occidentali tutti allo stesso modo (tanto che lui viene scambiato per nicolas cage), che a hong kong non si e` nessuno se non si possiede un biglietto da visita, e che l`avventura piu` inquietante, in realta`, l`ha vissuta a roma, una notte che non aveva i soldi per rientrare a casa in taxi...
dan ha buoni motivi per andarsene e buoni motivi per restare. in attesa di decidere, tiene la valigia pronta. nel suo dibattersi, sembra non rendersi conto che, se il problema ce l`hai dentro, non c`e` contesto in grado di salvarti. jamie e` affascinato dallo spazio e sogna di fare l`astronauta, ma vive tra le pecore in una remota comunita` montana. seppure non nel modo in cui sperava, uno scostante ospite di passaggio gli aprira` le porte di quel mondo inaccessibile. evgeny si sente a disagio nell`ufficio di londra in cui ha appena cominciato a lavorare. per sua fortuna e sfortuna, la sostanza capace di trasformarlo magicamente in una macchina infallibile e` in vendita a ogni angolo. in "vie di fuga" naomi ishiguro racconta di persone normali che lottano per liberarsi da vincoli reali e mentali. le loro storie, come quelle di angela carter prima di lei, hanno pero` anche qualcosa di fantastico, che si manifesti in un dettaglio - come un enorme orso giocattolo che con la sua muta ed enigmatica presenza ha il potere di scuotere un matrimonio - o in una conclusione che la razionalita` non puo` spiegare. l`elemento fiabesco diventa centrale nella storia in tre parti che scandisce la raccolta. qui, sullo sfondo di un regno in cui il prototipico palazzo del re convive con la periferia industriale dismessa, l`umile ma distinto acchiapparatti chiamato a porre fine a un`infestazione senza precedenti si trova invischiato in una faida familiare i cui protagonisti, a dispetto del titolo nobiliare, soffrono e feriscono il prossimo come la gente del popolo. in una lingua controllata e precisa, economica ma capace di tocchi poetici, naomi ishiguro racconta di persone in trappola, ma offre a loro, e ai lettori, la liberta` del volo.
quando scova in un cassetto le memorie del bisnonno, brillante chimico e inventore del dentifricio radioattivo, joe dunthorne e convinto di portare alla luce l`epopea di una famiglia ebreo-tedesca in fuga dalle persecuzioni naziste. presto, pero, si rende conto che quella che sta dissotterrando e una storia ben diversa, un intreccio di menzogne e non detti volti a nascondere un`altra, indicibile realta. joe dunthorne da vita a un memoir di commovente tenacia, che affronta con sagacia ed empatia gli scheletri e i fantasmi in grado di tenere sotto scacco intere esistenze. quando joe dunthorne si sposa, la madre gli regala un anello: un eliotropio nero screziato di rosso che, a detta della donna, era "scampato ai nazisti" nel 1935 - o forse no? a poco a poco, dunthorne comincia a sospettare che le cose non siano andate esattamente come ha sempre pensato, e che la storia della sua famiglia ebreo-tedesca in realta sia una narrazione creata ad arte per nascondere qualche segreto particolarmente scomodo. mentre rovista in casa della nonna alla ricerca di documenti d`archivio, si imbatte in un corposo faldone intitolato "le memorie di siegfried merzbacher". siegfried e il suo bisnonno, che grazie all`invenzione del dentifricio radioattivo aveva ottenuto un posto importante in un laboratorio di armi chimiche a oranienburg, "il borgo sonnolento in cui berlino nascondeva i suoi segreti", ed e proprio in quelle carte che sono sepolte tutte le "scorie di famiglia". nelle pagine di quelle memorie, tra una ricostruzione storica e un aneddoto d`infanzia, dunthorne scopre che siegfried ha nascosto una lunga confessione, che getta un`ombra scura sulla sua parabola esistenziale: piano piano, prende forma un`indagine in cui coesistono sensi di colpa e tentativi di autoassoluzione, ammissioni e omissioni - un`indagine senza esclusione di colpi, in cui dunthorne accetta di rinunciare alla narrazione eroica a cui aveva sempre preferito credere pur di "capire qual e il cemento che tiene in