"sovente congiunge con i fili delle parole due poli opposti e simmetrici dell`essere e li fa reagire tra loro attraverso tre lingue diverse, ma sorelle, che si rincorrono e s`insinuano l`una nell`altra: il latino, alma mater di tutto quello che noi siamo; l`italiano, ormai prossimo, come il latino, a diventare lingua morta (ma i poeti, diceva pascoli, sono sempre poeti di lingua morta); il dialetto di cuma, lingua del grembo e del nido (di , dice sovente), sulfureo e come la terra in cui vive il poeta." (giuseppe leonelli)
e` la storia di due gemelli fra loro somigliantissimi, viola e sebastiano, che vengono separati da un naufragio presso le coste dell`illiria. viola si vestira` con abiti maschili e si fara` chiamare cesario, andando a lavorare come paggio presso il duca orsino. finira` con l`innamorarsi del suo padrone il quale ama, non riamato, la contessa olivia, che si innamora del suo bel paggio viola/cesario. l`arrivo di sebastiano complica ulteriormente la situazione ponendo pero` le basi di un suo felice scioglimento. olivia infatti si innamora di sebastiano, mentre orsino, scoperta la vera identita` del suo paggio, decide di sposare viola.
grande classico della filosofia della scienza e della filosofia tout court, "congetture e confutazioni" testimonia della vastita` degli interessi di popper e dell`insostituibile ruolo da lui svolto nella cultura del novecento. accanto alle pagine dedicate a temi filosofici tradizionali, connessi con la teoria della conoscenza e la dialettica, e a questioni specifiche di filosofia della scienza, vi sono riflessioni in cui l`analisi storica costituisce l`occasione per riesaminare alcuni nodi della filosofia delle scienze sociali e della filosofia politica. e qui che giunge a compiuta elaborazione il celeberrimo concetto popperiano di "falsificazione di una teoria" come criterio di demarcazione tra scienza e non scienza. un`opera che consente di capire come, pur fra discussioni talora vivaci, popper costituisca un punto di riferimento essenziale per ogni visione non dogmatica della conoscenza umana.
il bar e` oggi un locale sempre piu` poliedrico e sfaccettato, il vero locale jolly che cambia pelle nell`arco della giornata per offrire ai clienti sempre nuove alternative. ecco allora che la guida racchiude il meglio di ogni tipologia di bar: da quello classico che punta "semplicemente" su ottimi caffe` e cappuccini e lieviti a regola d`arte, a quello che fa dello spuntino di mezzogiorno una parentesi di grande piacevolezza al bar ultra innovativo che si preoccupa di dare al cliente l`opportunita` di usufruire di tanti servizi collaterali per una pausa in relax (dai libri ai massaggi). "bar d`italia del gambero rosso" 2010 contiene 1600 segnalazioni dislocate lungo tutta la penisola. per ogni esercizio una valutazione in chicchi e tazzine, da uno a tre a seconda del grado di eccellenza. i chicchi sintetizzano il giudizio sulla qualita` del caffe`, le tazzine sul resto dell`offerta (prima colazione, spuntino, aperitivi, servizio, ambiente e igiene). mentre la lampadina identifica i locali che si distinguono per le proposte innovative e il capitello identifica i caffe` storici secondo i canoni stabiliti dall`associazione locali storici d`italia.
una selezione delle piu` belle e conosciute favole di esopo, riscritte in rima e riccamente illustrate: "i due viandanti e l`orso", "la lepre e la tartaruga", "il ragazzo che gridava "al lupo!"", "l`asino con la pelle di leone", "il cane e il suo riflesso", "il babbuino e la volpe", "il pavone e la gru", "il topo di campagna e il topo di citta`". eta` di lettura: da 4 anni.
dove susan knowles-chester va, la morte la segue: questo pensano gli abitanti di bridge fowling ogni volta che la vedono incedere a passo svelto. e a quale capezzale la moglie del falegname stia portando i suoi servigi, quale corpo lavera` e rendera` bello prima che finisca sottoterra, davanti alla canonica del pastore drayden. la prima volta era stata in una tiepida notte d`agosto, la convocazione dalla canonica era giunta improvvisa. il pastore voleva che fosse proprio lei ad accompagnare l`amata moglie nell`estremo viaggio. amata troppo, sussurra qualcuno, tutte quelle gravidanze, per una donna tanto gracile, alla fine l`avevano uccisa. dopo quella prima morta, susan aveva riconosciuto la sua vocazione, ed erano arrivate tutte le altre. anche le figlie del pastore, a una a una, come i grani di un rosario. tra loro, nel 1847, eliza may, umbratile e meravigliosa creatura, che aveva riempito la sua vita grama di nubile indigente con la scrittura, nata come un gioco tra sorelle, un linguaggio segreto di bambine. uno spazio di liberta` selvaggia che aveva generato un unico, poderoso romanzo, pubblicato sotto pseudonimo maschile. un`opera che aveva indignato i benpensanti, consegnandola nondimeno all`eternita`. ma noi conosceremo eliza may drayden solo nella turbolenta esistenza dopo la sua morte; in una sorta di passaggio del testimone tra chi l`ha conosciuta, amata, rimpianta, raccontata, celebrata, denigrata; sulle tracce di un taccuino che passa di mano in mano attraverso tre secoli senza mai concedere il suo segreto. ispirata dalla vita di emily bronte` e dal suo capolavoro "cime tempestose", anjet daanje ha costruito un romanzo immenso, febbrile, che ne contiene tanti altri, in un gioco di specchi che canta l`amore, la perdita, la sorellanza, il potere eterno della letteratura.