si tratta del primo reportage sul campo di prigionia di guantanamo dove sono reclusi oltre seicento uomini di quarantadue paesi, ritenuti affiliati di al qaeda catturati nella guerra al terrore. bonini, giornalista di "repubblica", ha qui ripreso i reportages pubblicati sul quotidiano integrandoli con un`ampia narrazione inedita. ne risulta un quadro contraddittorio e vivissimo, dove nulla appare scontato e tutto e` da scoprire, dal dettaglio sulla confezione del cibo alle confessioni dei carcerieri. ogni capitolo contiene un`appendice documentale spesso inedita. "guantanamo e` il non-luogo dove l`america ha imprigionato l`incubo di un nemico inafferrabile, dandogli un volto. non e` terra di redenzione, ma laboratorio di punizione senza speranza."
sullo sfondo del romanzo vi e` sempre la rivolta di pugacev. protagonista e` petr andreic grinev che, accompagnato dal precettore, tra varie traversie, grazie all`aiuto di un contadino, raggiunge la fortezza di belogorsk. qui si innamora di masa, figlia del capitano della fortezza. pugacev conquista la fortezza, il capitano e la moglie vengono uccisi, ma grinev viene stranamente graziato da pugacev (che e` il contadino incontrato durante il viaggio). grinev ottiene anche da pugacev che masa, tenuta prigioniera da svabrin (un disertore nemico di grinev) gli venga restituita. accusato da svabrin di complicita` con i ribelli e condannato a morte, grinev viene graziato da caterina ii convinta dell`innocenza del giovane da masa.