"durer porta dentro di se` due eta`, due specie di uomini, e la contraddizione eterna dei grandi artisti. due passioni, ugualmente forti, lo possiedono: nessuno piu` di lui fu sensibile alla particolarita` dell`oggetto, al carattere della forma, alla violenza e alla complessita` delle cose naturali, al vasto e poetico caos dell`universo, e nessuno tento` piu` energicamente di ridurli a pura intelligibilita`. questo cesellatore di fiammeggianti fogliami, questo calligrafo ornamentale, che si attarda in un labirinto di intrecci e di foglioline, ha voluto costruire un immagine dell`uomo che fosse l`esempio e il modello dei procedimenti della ragione. egli e` un poeta e un matematico dello spazio, un teorico e un ispirato." (henri focillon)
tertulliano, cipriano, lattanzio, sant`ambrogio, sant`agostino, le rinascite dell`italia ostrogota e della spagna visigota, infine la fioritura della letteratura irlandese e inglese: e` questo, a cavallo fra il secondo e l`ottavo secolo, il tracciato disegnato dal testo di fontaine, che per ogni autore espone il contenuto delle opere, collocandole nel relativo contesto storico e letterario e mettendo in luce la doppia appartenenza di questi autori che, se per un verso fondano la tradizione cristiana, condividono con quella pagana lo stesso mezzo letterario.
in un mondo che sembra improntato all`utilitarismo e indifferente ai principi etici, che pone al vertice dei suoi valori il successo, comunque ottenuto, ha ancora senso parlare di virtu`? la risposta e` racchiusa in una legge della storia: quando una realta` viene a mancare, si torna a sentirne la nostalgia e la necessita`. proprio di tale necessita` si fa interprete gianfranco ravasi che, sulla scorta degli innumerevoli pensatori che nei secoli hanno affrontato questo tema, ha voluto ricostruire una piccola storia della virtu` per riaffermare l`esigenza di riportarla nel cuore oltre che nei discorsi degli uomini. nell`itinerario tracciato da ravasi la storia della filosofia si incrocia con la teologia, l`etica laica con la morale religiosa, l`antropologia con la storia dell`arte, in un cammino verso una pienezza di vita che travalica i confini della fragile natura umana.
cosa sono i geni e come si e` giunti alla decifrazione del nostro genoma? quali saranno gli effetti di questa conoscenza? cosa differenzia un uomo da uno scimpanze`? in cosa consistono le anomalie genetiche e cosa conduce alla formazione di un tumore? sono solo alcune delle domande cui edoardo boncinelli da` risposta, offrendo la chiave per interpretare le fondamenta della nostra esistenza, spiegando il rilievo della ricerca genetica e capovolgendo luoghi comuni che tendono a demonizzarla.
il libro si propone di ripercorrere gli eventi degli anni 1943-1948 attraverso un racconto, nel convincimento che solo con la narrazione si puo` sperare di annullare l`incomunicabilita` tra le due parti che si sono combattute ieri e che sono ancora oggi in conflitto sull`interpretazione di un passato che non passa. la memoria della resistenza e la memoria della repubblica sociale sono rimaste finora separate, non si sono mai incrociate in una storia condivisa. con questa ricostruzione fotografica pasquale chessa non tenta impossibili riabilitazioni ma cerca di raccontare, senza rimozioni, che cosa e` davvero successo.
immaginate un posto dove le persone (la nonna, il droghiere, il vicino di casa) e gli oggetti (le auto, lo spazzolino, la caffettiera, la gomma da cancellare) sono a rischio di estinzione. una mattina ti alzi e non c`e` piu` il postino o lo schiaccianoci. e non solo il tuo, ma quello di tutti. qualsiasi rimasuglio diventa allora l`oggetto piu` prezioso del mondo, soprattutto per i "cacciatori di oggetti", persone in grado di uccidere per accaparrarsi, che so, un mozzicone di matita. la prima edizione italiana di questo romanzo e` stata pubblicata nel 1996 da guanda.
"perche`, signore, hai taciuto? perche` hai potuto tollerare tutto questo? non permettere mai piu` una cosa simile" (dal discorso di benedetto xvi in occasione della visita al campo di sterminio di auschwitz).
un libro nel quale i1 primo cittadino di milano si racconta a tutto campo affrontando temi personali e politici. letizia moratti parla senza remore di infanzia e adolescenza, universita`, sessantotto, lavoro (da donna manager), famiglia, amicizia, amore, animali, moda e look, tecnologia, media, sport, rapporto con il denaro, san patrignano, gusti artistici e culturali, vita sociale. con uno spazio particolare per il marito gianmarco, per letizia piu` di un compagno: complice, amante, amico, guida. e poi, naturalmente, la politica, il progetto per milano e il lavoro fatto raccontato nelle venti schede dell"alfabeto letizia".
la storia e` ambientata in un lontano futuro. siamo nel 5000 e l`autore racconta una vicenda di duemila anni prima. in questo secolo, gli uomini, stanchi di guerre e sconvolgimenti, entrano in un lungo periodo di pace e solidarieta`. e` finalmente la pace universale. in questo stato di beatitudine, le energie creative degli uomini si intorpidiscono, e sempre piu` cadono sotto la manipolazione dei mass-media. in breve: imbarbariscono. ma anche nei tempi piu` oscuri qualche coscienza resta vigile: si costituiscono sette che lottano contro questa universale apatia, si profila la figura di un capo. il sogno dei dissidenti e` generare contrasti e diversita`; creare insomma i presupposti di nuove guerre. le sole, pare, che siano in grado di rimettere in moto la storia.
una riflessione di carattere generale sul patrimonio culturale, a partie dal confronto con le nuove proposte da parte dei maggiori studiosi del settore. "il nostro secolare sistema di tutela richiede una riforma radicale, che ne preservi i meriti storici e rimuova le circostanze che hanno generato i demeriti, all`origine della sua attuale crisi. un nuovo `servizio di tutela` richiede la partecipazione di piu` attori e un ribaltamento di rapporti fra pubblica amministrazione e cittadinanza. nelle democrazie di massa il potere lo esercitano anche le maggioranze escluse dalla percezione del valore dei beni culturali, chiusa in una cerchia di `addetti ai lavori`. siamo paralizzati dai conservatorismi non piu` giustificabili di una fetta di classe dirigente, anche colta ma elitaria, che ha paura di cimentarsi con le sfide che ci propone l`economia della conoscenza e si oppone, dentro e fuori dell`amministrazione, a tutto cio` che sa di innovazione in questo settore".
dalle grandi rivoluzioni di fine settecento alla prima guerra mondiale: e` la periodizzazione di questo volume pensato esplicitamente per la didattica universitaria. una periodizzazione che vede l`ottocento come un "secolo lungo" - dalla rivoluzione americana ai primi anni del secolo - e che e` non solo largamente invalsa a livello storiografico, ma anche consacrata dai programmi scolastici e fatta propria dai nuovi ordinamenti universitari e dalla logica modulare che li contraddistingue.
altre esistenze, note a margine, mezze verita`, testimonianze, particolari in controsenso: queste, e altre ancora, le immagini con cui marco balzano prova a classificare le poesie che lo accompagnano da molti anni (non tutti i suoi lettori sapranno che ha esordito appunto come poeta nel 2007) e che trovano ora, con quelle piu` recenti e inedite, una definitiva sistemazione nelle nature umane che le raccolgono. poesia che prova a scalfire la crosta dell`apparenza, come ha osservato giampiero neri; tensione gnomica che attraversa le parole, secondo il giudizio di giancarlo pontiggia; testi che indagano e custodiscono qualche scintilla di senso, di dubbio, di verita`, e che si offrono al lettore come , capaci di illuminare antichi e nuovi inverni. la scrittura poetica nasce qui dal dettaglio concreto, materico: l`oggetto improvvisamente colto dallo sguardo e` interrogato dalla mente e dalla coscienza, e manifestato nel , quello delle parole, trasformandosi in un breve dispositivo ritmico che ne potenzia e moltiplica i significati, spiazza le aspettative, turba. la parola poetica, annotava balzano in le parole sono importanti (2019), : si offre al lettore e lo impegna a non essere soltanto . gli chiede di camminare , ricordando (con profumo dantesco) che (fabio pusterla).