adelphoe, i fratelli. e di fratelli, in questa che e` l`ultima delle commedie di terenzio, rappresentata verso il 160 a.c., ce ne sono ben quattro, divisi in coppie simmetriche: la generazione anziana e quella giovane. dei giovani, ctesifone e` stato allevato in campagna, con metodi all`antica, dal padre demea, mentre eschino e` cresciuto in citta` sotto la guida indulgente e comprensiva dello zio micione. tema portante della commedia e` proprio il confronto tra i due differenti modelli di educazione e di vita. e se gli intrighi amorosi dei giovani mostreranno che la severita` non da` frutti migliori della dolcezza, il matrimonio finale del tranquillo micione sembra adombrare l`assoluta relativita` di ogni sistema di valori. l`introduzione di dario del corno arricchisce la lettura del testo illustrando gli aspetti strutturali e stilistici del teatro terenziano.
il gioco e` questo: si chiede ad alcuni grandi scrittori del nostro tempo di scegliere un personaggio storico o mitologico o letterario o immaginario pensandoci bene. perche` deve trattarsi non di un personaggio qualsiasi, ma del loro personaggio: rovistando nel tempo lungo della storia possono trovare un amore lontano, un maestro, un doppio, un nemico: in ogni caso uno a cui hanno delle domande da fare. e anche inventarsi le risposte diventa una forma d`interrogazione o di rispecchiamento, se ci si lascia guidare da un`ossessione, da una simmetria, dall`ironia o dalla complicita`. cosi` baricco e victoria cabello scelgono rossini, camilleri venerdi` di robinson crusoe, vinicio capossela bach, carofiglio tex willer, emma dante polifemo, lucarelli edgar allan poe, odifreddi galileo galilei, scurati garibaldi, walter siti ercole, pincio kurt cobain, gianmaria testa fred buscagline. un gioco nuovo che si misura con la tradizione: erano i primi anni settanta quando la rai rivolse lo stesso singolare invito ad alcuni dei maggiori scrittori e intellettuali italiani, tra cui italo calvino, umberto eco, leonardo sciascia, giorgio manganelli, vittorio sermonti, edoardo sanguinetti.
in otto secoli di cammino, la grande letteratura italiana ha prodotto una messe infinita di opere, e tra queste un`imponente numero di capolavori. alberto asor rosa tira le fila di questa avventura collettiva, curando un dizionario dei titoli piu` rappresentativi. oltre 2000 schede sulle nostre opere dalle origini nel xiii secolo ai giorni nostri. otto secoli catalogati ed integrati da notazioni critiche e storia delle edizioni di riferimento.
un libro articolato, con una compresenza di generi poetici diversi, dal lirismo della quotidianita` (i piccoli segni, le percezioni di una realta` "impoetica") ai poemetti civili, che intendono ritrovare in modi nuovi l`andamento ragionativo e affettivo di pasolini.
Rare matrici anni settanta. 22 canzoni, brani di Frank Farley, Erma Shaw, Jacksonians, George Jackson, Carol Lloyd, William Bollinger, Takelia Kelly etc
Soul singer californiano: 1975-1979 L.A. Soul Sessions. 17 canzoni.
L'Anconitana è una commedia del drammaturgo padovano Angelo Beolco detto Ruzante. È per molti aspetti considerata un preludio della commedia dell'arte. La sua datazione è incerta, nonché una delle principali problematiche filologiche odierne.
L'amante militare commedia di tre atti in prosa. Rappresentata per la prima volta in Venezia l'autunno dell'anno 1751.
una prolifica famiglia matriarcale, governata da una madre dolce ed energica, attraversa le tante vicissitudini della storia cinese del novecento. dagli anni trenta dell`invasione giapponese a oggi, figli, nipoti e parenti acquisiti degli shangguan si confrontano con gioie e dolori dispensati da una terra estrema e primordiale. con questo dichiarato omaggio alla propria madre e alle proprie radici, mo yan torna all`affresco rurale e mitologico di "sorgo rosso".
la e` un fenomeno del presente che riguarda la necessita`, il desiderio, la volonta` di generare un nuovo senso dei luoghi. e questo un tempo segnato dalle migrazioni, ma e` anche il tempo, piu` silenzioso, di chi "resta" nel suo luogo di origine e lo vive, lo cammina, lo interpreta, in una vertigine continua di cambiamenti. la pandemia, l`emergenza climatica, le grandi migrazioni sembra stiano modificando il nostro rapporto con il corpo, con lo spazio, con la morte, con gli altri, e pongono l`esigenza di immaginare nuove comunita`, impongono a chi parte e a chi resta nuove pratiche dell`abitare. sono oggi molte le narrazioni, spesso retoriche e senza profondita`, che idealizzano la vita nei piccoli paesi, rimuovendone, insieme alla durezza, le pratiche di memoria e di speranza di chi ha voluto o ha dovuto rimanere. la restanza non riguarda soltanto i piccoli paesi, ma anche le citta`, le metropoli, le periferie. se problematicamente assunta, non e` una scelta di comodo o attesa di qualcosa, ne` apatia, ne` vocazione a contemplare la fine dei luoghi, ma e` un processo dinamico e creativo, conflittuale, ma potenzialmente rigenerativo tanto del luogo abitato, quanto per coloro che restano ad abitarlo. partire e restare sono i due poli della storia dell`umanita`. al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente.
l`opera del piu` grande storico della letteratura latina, percorsa dalla triste constatazione che il governo del mondo sembra non potersi sottrarre all`inevitabilita` del male. . gli "annales" si aprono con questa solenne professione di imparzialita`, ma tacito, nel raccontare gli anni tra la morte di augusto e la fine di nerone, non e` imparziale. il meno che si possa dire e` che e` sovranamente tendenzioso. non altera i fatti, sa presentarli pero` con un montaggio micidiale, e poi sottolinea, allude, commenta, insiste. si pone di fronte alla storia con uno sguardo spietato, senza illusioni, di chi sa che l`unica alternativa all`impero e` il caos, la guerra di tutti contro tutti.