


per festeggiare i cento anni della nascita di woolrich, francis m. nevins ha raccolto quattordici racconti editi su riviste pulp ("detective fiction weekly", "pocket detective", "argosy", "dime detective", "black mask", "baffling detective stories"). i primi tredici furono pubblicati tra il 1936 e il 1943. il quattordicesimo, "new york blues", che da` il titolo a questo volume, ha una storia diversa. usci` postumo nel 1970 sulla "ellery queen`s mystery magazine" e fu probabilmente l`ultimo dei suoi racconti. "new york blues" e` arricchito da una introduzione di francis m. nevins e da una postfazione di goffredo fofi.


un giovane, sfigurato da un incidente automobilistico, si mette al servizio di un`oscura organizzazione e deve eliminare un assassino di professione diventato troppo ingombrante, willy l`olandese, il gigante che non ha paura di niente. un piccolo paese tranquillo, gerani alle finestre, il bar della piazza, le feste danzanti all`aperto; un clima che le strategie del delitto intorbidano sino a farne il teatro di un titanico confronto con il male. cento pagine con omicidio. e un sospetto: che la perfezione sia un corollario della crudelta`.

come il corpo, anche l`anima puo` far male. non se ne vedono i lividi ma ci sono. spesso sono quel malessere dagli incerti confini che chiamiamo angoscia. braconnier dice: e` dolorosa, ma passa. basta saperla vedere, basta sapere che c`e`. attraverso la storia di giovani e adulti, uomini e donne ricorsi al suo aiuto, l`autore traccia le diverse vie che puo` imboccare l`angoscia, risalendo a ritroso fino alla fonte infantile da cui e` scaturita.

alcuni dei piu` importanti racconti di cornell woolrich. del filone noir, tanto caro all`autore, spiccano "la figlia di endicott" (1938) in cui un capitano distrugge gli indizi che sembrano collegare sua figlia con un omicidio e fa perfino arrestare un`innocente per non vedere rovinata la sua reputazione, e "detective william brown" (1938), archetipo dello "sbirro noir": un opportunista senza scrupoli che sale nella gerarchia delle forze dell`ordine grazie a una mescolanza di brutalita` e coraggio allo stato puro. il vero protagonista e` un amico di william brown che scopre la verita` dietro la stupefacente carriera del detective, una verita` che verra` messa a tacere, perche`, come dice woolrich, gli uomini come brown hanno licenza di ucciderci a loro piacimento. ma il piu` sconvolgente di questo filone e` "tre omicidi per uno" (1942) di cui colpisce la forte similitudine fra le scene d`apertura e la prima mezz`ora della pellicola di hitchcock "il ladro". il protagonista e` rogers, un ex poliziotto che diventa l`ombra che bracca un delinquente di nome blake. chiunque ritenga che dovremmo parteggiare per rogers, o vederlo come un eroe, si e` gia` perso in un mondo che e` radicalmente opposto al mondo di woolrich in cui, con poche eccezioni, questi mostri con licenza di torturare e uccidere sono i vicari delle potenze maligne e invisibili che governano le nostre vite. sbirri, droghe, jazz, suspense e terrore: il secondo volume di racconti in occasione del centenario della nascita del "padre del noir".

north segno`, al suo apparire nel 1975, la definitiva canonizzazione poetica del suo autore. heaney vi affronta la questione irlandese distaccandosi dall`attualita` e incastonandola nell`arco del divenire dei secoli, nel mondo celtico delle incisioni su roccia e dei sacrifici umani. come in una specie di spoon river preistorica, i corpi degli antenati parlano di se`, del presente e del futuro, in un monologo di intensa drammaticita`.




"pagine in forma di round, perche` la boxe e` un po` la metafora della vita. un incontro dopo l`altro. il gong e ancora il gong, e noi sempre piu` suonati, destinati tutti a diventare vecchie glorie, orfani dei riflettori della nostra gioventu`." vinicio capossela e vincenzo costantino "cinasky" in un libro a quattro guantoni in forma di round. due amici, due "compagni di sbronze" - mr pall e mr mall -, complementari e indivisibili come la scritta sul pacchetto di sigarette, alle prese con l`epica della quotidianita`. ubriacature e abbandoni, solitudine e vagabondaggi notturni, scorribande negli ipermercati e vecchie auto scassate e, su tutto, l`amicizia che sempre salva e tiene a galla.

"nel millenovecentosessantuno jurij gagarin volo` nello spazio, e io andai a scuola." inizia cosi` il primo dei diciassette capitoli con i quali l`istrionico regista emir kusturica apre il proprio album di famiglia e racconta la sua storia. senza risparmiare nessuno, ne` se stesso ne` gli altri. ci sono voluti quindici anni per mettere insieme autobiografia, cronaca e storie degne dei suoi migliori film, e raccontare una vicenda autentica, emozionante, sorprendente e provocatoria, nella quale si riflette la storia della seconda meta` del ventesimo secolo. l`infanzia, la sarajevo degli anni sessanta, tito e charlie chaplin, l`amore per la futura moglie maja e la scuola di cinema a praga, fellini, ivo andric` e dostoevskij, i primi lungometraggi - "ti ricordi di dolly bell?", "papa`... e` in viaggio d`affari" e "il tempo dei gitani" -, l`america, johnny depp e "arizona dream", "underground" e la guerra, la fine della jugoslavia e quella di suo padre, la morte di dio, quella dei rapporti con i vecchi amici e con sarajevo, milo.evic` e la malattia della madre. autobiografia di un artista geniale, "dove sono in questa storia" e` si` il "diario politico di un idiota", secondo le parole dello stesso autore, ma soprattutto il racconto sincero della sua storia personale, l`adattamento letterario del film della sua vita.






per maria non c`e` nulla di certo. la sua vita e` una sequenza di episodi accidentali. l`amicizia di chi la circonda non la smuove, e non la smuovono neppure le reiterate offerte di matrimonio da parte di ronny, innamorato devoto. le piace vivere dentro i confini che certamente sente come il suo mondo ma che altrettanto sicuramente sa non essere prodotto di una "sua" precisa volonta`. si laurea, si sposa, ha un figlio e continua a non capire come di quegli eventi si possa dire "la mia vita". esiste un grimaldello capace di far saltare l`apparente freddezza esistenziale di maria? o tutto e` destinato a finire com`e` cominciato, vale a dire "per caso"? "donna per caso" e` il primo romanzo di jonathan coe.