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il tema dell`uso pubblico della storia, le trasformazioni del mestiere, le sfide che separano universalismo e globalizzazione, i modelli di insegnamento e la specificita` didattica della disciplina, le ragioni etiche e civili che l`insegnamento critico della storia puo` trasmettere, la sua crisi e le sue possibilita` di risanamento e rafforzamento conoscitivo, anche alla luce del suo rapporto con la memoria. una riflessione a tutto campo che si interroga ad ampio raggio su terreni come gli universalismi possibili, le identita`, le appartenenze.

in questo volume gunter ammon propone nuove e fondamentali concezioni per il problema dello sviluppo dell`io e dell`identita` nel gruppo. i concetti di complesso simbiotico, complesso di laio, aggressivita` costruttiva, l`ulteriore elaborazione della psicologia psicoanalitica dell`io e la critica della teoria dell`istinto di distruzione e della sua sublimazione hanno fatto di ammon il fondatore di una nuova scuola psicoanalitica.

"per giamblico, la figura del filosofo coincide ormai con quella del teurgo, che accompagna lo sforzo intellettuale con la magia e l`occultismo. coronamento della filosofia e` infatti il diretto e sovrarazionale contatto con la divinita`, in un cosmo popolato di demoni del bene e del male..." cosi` i due studiosi cortassa e maltese inquadrano la figura di giamblico, nato a calcide in celesiria e morto intorno al 330 d. c. filosofo neoplatonico, personaggio discusso e inquieto, mescolo` nei suoi scritti razionalita` e irrazionalita`, ricerca della verita` e dell`occulto. in quest`opera, curata da claudio moreschini, giamblico ci parla dei grandi misteri della religione egizia, una religione che aveva fatto della morte il cardine sul quale ruotava ogni cosa.

fino a poco tempo fa, nel villaggio si viveva bene. si facevano feste, si mangiava di tutto. agu e il suo amico dike giocavano per strada, davanti al sorriso delle donne e dei vecchi. la mattina andavano a scuola, la domenica in chiesa. e ogni sera, agu si faceva leggere da sua madre qualche pagina della bibbia, affascinato dalle mille storie che conteneva. poi, pero`, e` arrivata la guerra. agu, costretto a diventare soldato per i ribelli, deve ora obbedire agli ordini di uomini-belva come comandante. deve uccidere nel piu` brutale dei modi, per non essere ucciso. impara tutte le atrocita`. solo la fantasia, l`amicizia, la nostalgia della famiglia gli permettono di resistere alla violenza e alla fame. gli permettono di sopravvivere, come una bestia braccata, una bestia senza patria. con un linguaggio tagliente come la lama di un machete eppure capace di improvvisi squarci di poesia, "bestie senza una patria" racconta una storia di vita e di morte, la storia di un bambino obbligato a crescere, e a perdere l`innocenza, nel peggiore dei modi (e dei mondi) possibili.

le drammatiche insufficienze della scuola davanti a un mondo che cambia: da una critica serrata di velleita` ed equivoci a una proposta concreta operativa. dopo una lettura storica, ferroni afferma la necessita` di modelli culturali forti, basati sul rilievo culturale delle discipline essenziali, nel quadro di una formazione di tipo civile, rivolta ai valori di una razionalita` universale e aperta. sono qui indicati i concreti modi di contatto e di incontro tra le materie di studio e la vita quotidiana della scuola, le occorrenze quotidiane, i modelli giovanili, la pervasivita` della cultura di massa. nella parte conclusiva ferroni svolge alcuni rilievi sull`insegnamento della letteratura come luogo d`incontro della tradizione storica con la contemporaneita`.

in questo romanzo pubblicato postumo sono rappresentati un giovane scrittore di successo, la giovane donna affascinante e inquieta che ha sposato, la cui nevrosi scivola verso la follia, e "l`altra donna". la costa azzurra dei ruggenti anni venti fa da sfondo agli ambigui giochi erotici che si intrecciano fra i tre. e parallela alla vicenda che il protagonista vive, l`altra vicenda, che il protagonista scrive: un lungo safari in africa, un difficile rapporto fra padre e figlio, un romanzo faticosamente portato avanti.

nella primavera del 1944, in una trieste occupata dall`esercito tedesco e lacerata dall`odio tra italiani e sloveni, due pacifici sposi vengono barbaramente trucidati. trent`anni dopo uno scrittore, dopo aver ritrovato uno strano gruppo di lettere, prova a ricostruire la misteriosa vicenda.

il libro affronta alcuni problemi inerenti alla funzione della musica nella cultura e nella tradizione ebraica, alla sua specificita`, vedendo nella musica non tanto un aspetto accessorio di una grande e complessa cultura, ma spesso una spia rivelatrice dello stesso pensiero ebraico nei suoi momenti piu` importanti e profondi.

m8
bmg
1998

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