mila stella ritrae persone che hanno attraversato la sua vita, figure in movimento cui non fa mancare il suo sguardo a volte melanconico, a volte divertito, sempre sincero. si va indietro nel tempo, al dopoguerra, al primo impatto con la sicilia, e poi agli anni iniziali di insegnamento via via fino all`oggi. e lungo la strada che la adorno percorre volti piu` noti e meno noti: anna banti, direttrice della rivista "paragone" insieme al marito roberto longhi; carlo muscetta, l`insigne italianista; luciano dondoli, filosofo crociano; rosario assunto, professore di estetica; niccolo` gallo, filologo e critico; gugliemo petroni, poeta e scrittore. tutta la nostra vita, sembra dire la adorno "e` presente in noi in ogni momento, il passato e` sempre `adesso` indipendentemente dal fatto che lo sappiamo o no" (k. brandys) . su tutto e tutti svettano i paesaggi della adorno, i suoi "luoghi dell`anima", pisa, e la toscana, roma, ma soprattutto la sicilia e catania, "fu proprio quel mondo, cosi` diverso dal mio, in cui mi trovai, a esasperare il bisogno di raccontare che da sempre espletavo a voce".
"la schiena curva sul remo, ascoltavo le onde contro la prua ed il vento che spesso mutava, ora libeccio ora maestrale e qualche volta grecale, dalla grecia, dalla cara grecia, sempre lasciata con inutili pianti, perche` i marinai non sentivano ragione ed un po` di olio ed un po` di farina e naturalmente un po` di schiave, dovevano pur imbarcarle. per me era il secondo viaggio, con le altre e con gli altri che sul mare di giorno erano tutti legati ad una sorte e di sera, invece, alle prime stelle, scendendo a riva per la notte, chi comandava, chi obbediva e chi faceva servizi per tutti..."
si tratta di un testo ritrovato e pubblicato, con un`introduzione e un`attenta cura editoriale, da gregory bateson negli anni sessanta del novecento. il protagonista, john perceval, e` figlio di spencer perceval, ministro di giorgio iii d`inghilterra (il "re pazzo"), che aveva avuto una parte nelle decisioni riguardo alla follia del re e alla sua cura, e nel 1912 fu assassinato da un folle nella camera dei cammei. per un curioso destino, anche il figlio john, giovane ufficiale, diede segni di follia (allucinazioni religiose) e venne curato nelle migliori case di cura dell`epoca. guarito, racconto` la sua esperienza in questo memoriale.
il volume e` il catalogo della mostra di roma (complesso del vittoriano, 7 ottobre - 4 febbraio 2001).
toto`, parcheggiatore abusivo, ci vive; eleonora ci lavora come assistente sociale; il giornalista vuole scovare proprio qui lo scoop che vale una carriera; l`urbanista ci vede poco piu` che una triste sfilza di anonimi caseggiati; il ricercatore sociale ne parla come di un "ghetto" ad alto tasso di delinquenza: sono questi i personaggi che si muovono dentro e intorno allo zen di palermo, paradigma maledetto della periferia italiana e non solo. ma quale e` la vera vita che si svolge fra le strade e nelle case di questo immenso quartiere, consegnato all`immaginario collettivo come il piu` violento e disperato d`italia e simbolo del degrado che accomuna molti sobborghi urbani europei? questo libro raccoglie tante storie sullo zen: case popolari occupate abusivamente sono divenute oggi un`enclave sociale distinta dal resto della citta` da frontiere fisiche e simboliche. le storie, pero`, non parlano da sole e non basta raccontarle. questo libro e` esso stesso una storia, il resoconto di una ricerca antropologica condotta per sette anni tra le maglie dell`esclusione.
trentatre anni separano due sbarchi. nel 1991, quello che molti intellettuali pugliesi individuano, a posteriori, come l?evento spartiacque che ha acceso i riflettori sulla puglia: l?attracco al molo carboni del porto di bari della vlora, una carretta del mare stracolma di profughi albanesi. il secondo nel 2024, quando nel resort di lusso di borgo egnazia approdano i capi di stato delle grandi potenze economiche del mondo per la consacrazione definitiva del brand puglia. un trionfo planetario che rischia pero di contenere le cause stesse di una svolta in senso opposto: sovraesposizione mediatica, overtourism, la vittoria del plastico della puglia sulla regione in carne e ossa, il passaggio dall?accoglienza dei rifugiati alla hospitality per ultraricchi. i posteri potrebbero cambiare anche il giudizio sulla rivoluzione culturale e la primavera politica che ha vissuto la regione a partire dal 2005: se da un lato l?ondata di rinnovamento che ha ribaltato l?immaginario e la narrazione del territorio ha avuto indiscutibili effetti positivi, dall?altro ha acceso dibattiti sull?autenticita e riflessioni sul paradossale ribaltamento dei valori, come ad esempio nel caso dei trulli e della taranta, che da simboli di una vita contadina misera e arretrata di cui vergognarsi sono diventati motivo d?orgoglio ed elemento identitario. i riflettori hanno reso piu evidenti alcune ferite mai curate, come il feroce caporalato subito dai braccianti, il vuoto occupazionale e i veleni lasciati dall?ilva, l?ascesa della cosiddetta quarta mafia, oltre alla piaga forse piu seria di tutte, perche piu gravi sono le responsabilita della politica (in concorso di colpe con magistratura e media): la morte di oltre venti milioni di ulivi a causa di un?epidemia che doveva essere gestita invece che negata. e forse e questo il destino dei luoghi di grande luce: quando il sole cala, si formano anche grandi ombre.