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maria antonietta, gravata a 14 anni del fardello dell`etichetta, osteggiata e dileggiata a ogni passo, sembra addensare su di se` la vendetta della storia che esige una vittima sacrificale e sceglie la piu` ingiusta. tutto il secolo xviii si coalizza contro di lei sino a ridurla a vedova capeto, disegnata con astio da david sulla carretta che va al patibolo. alle ombre della storia risponde la veemente eloquenza di bloy, proiettandole su una scena ulteriore, metastorica, dove l`apparizione di maria antonietta si impone come "dimostrazione di una qualche legge misteriosa".

in questo libro l`autrice riporta il dibattito sull`eutanasia a una dimensione prettamente umana, estrapolandola dalle polemiche religiose, morali, legali o politiche. come nel libro "la morte amica", l`autrice racconta ancora una volta la sua esperienza a fianco di chi muore, offrendoci le testimonianze di chi si e` confrontato con l`eutanasia e insegna a non aver paura della morte, perche` la morte e` naturale e non va temuta o isolata negli ospedali. marie de hennezel introduce quindi la sua tesi: tutti abbiamo diritto a una morte dolce, nel senso che bisogna imparare a morire e a far morire in modo umano. con i farmaci per togliere il dolore, con la capacita` dei medici di spiegare, con la volonta` di lasciare che chi muore abbia a fianco i propri cari.

italo cucci, grande giornalista, gia` direttore di giornali, quali resto del carlino, la nazione e il giorno oltre a quelli sportivi stadio-corriere dello sport e guerrin sportivo, ama raccontare jose` mourinho in veste "alla romana" e come mago della comunicazione e un forte appeal culturale.

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