
il poema "latrine", scritto dal poeta osseto di lingua russa kibirov nell`estate del 1990, alla vigilia del crollo dell`impero, racconta la realta` sovietica da un punto di vista decisamente insolito, nonche` la personale vicenda dell`autore dall`infanzia alla maturita`. intrecciata a queste due storie e` quella della letteratura russa. un`immagine assai poco gradevole diventa metafora della poesia e pretesto per rievocare in modo assolutamente privato le proprie esperienze, dall`infanzia nella famiglia di un ufficiale sovietico, ai continui trasferimenti, alle prime esperienze sessuali, la scuola, l`universita`, il servizio militare in asia centrale. il gabinetto e` anche il luogo dove trova riparo chi sfugge a una rapina, a un omicidio (come ha detto pubblicamente anche putin, riferendosi ai terroristi ceceni), o dove si puo` discutere del senso della vita, insomma una vera e propria metafora dell`esistenza umana.


"qua e la` questi personaggi, queste disfatte sembianze, questo mondo delle radici spente, possono far ricordare gli interni e le familiari epifanie di iris murdoch. poi, nel progredire della vicenda,il timbro diventa quello della citta` e della terra cui mimi` zorzi e` legata. soltanto tra milano e la brianza il crepuscolo della signora giuseppa e del decrepito coro che la circonda, poteva trovare la sua fatiscente, dolorosa ribalta." (giulio nascimbeni)

la protagonista di questo romanzo e` giovane, brillante e determinata, ha lasciato l`italia per vivere a new york dove la aspettano un fidanzato e, spera, una nuova vita. la grande mela la accoglie con tutta la sua vivacita`, ma dietro all`arte, agli appuntamenti, alle scintillanti luci di manatthan, scopre che la vita nella metropoli americana non e` come quella sognata dalla provincia. non e` facile trovare un lavoro stimolante, ancor piu` difficile affittare un appartamento decente e, come se non bastasse, il suo fidanzato e` costretto a condividere la casa con un`altra donna. la vita della giovane italiana verra` stravolta dall`incontro con oriana fallaci che le offre un lavoro e le apre, per pochi mesi, le porte della propria casa e della propria anima. sara` un`esperienza dura, illuminante, formativa. un`occasione di crescita e conoscenza che la portera` a riflettere sulle scelte della sua vita e su quelle della solitaria scrittrice.









a cinque anni dalla scomparsa di sergio marchionne, tommaso ebhardt torna in libreria con un`attesa edizione aggiornata e ampliata del bestseller sul manager che ha salvato fiat e chrysler dalla scomparsa. l`autore riprende il filo del racconto andando a ritrovare i protagonisti di un`epoca rivoluzionaria, da john elkann a alfredo altavilla, agli amici della little italy di toronto in un viaggio ideale che parte da torino e arriva fino ad amatrice via detroit, alla ricerca di cosa resta del ciclone marchionne. durante i quattordici anni della sua guida ha piu` che decuplicato il valore del gruppo globale in borsa. ha trasformato fiat da azienda italiana sull`orlo del fallimento a sesta societa` automobilistica al mondo. e andato all`assalto dei mercati nel momento della grande crisi economica. ha pensato sempre in grande. le sue scelte, mai scontate, spesso drastiche, hanno esaltato gli investitori, ma gli hanno anche attirato pesanti accuse, tra cui l`aver spostato il baricentro dell`impresa lontano dall`italia e calpestato i diritti degli operai. chi e` stato sergio marchionne, leader visionario e divisivo, e che cosa resta della sua eredita`? tommaso ebhardt - che l`ha letteralmente inseguito per dieci anni da un capo all`altro del mondo, dal lingotto a detroit, a wall street, fino alla sua casa in michigan - ritrae in questo libro una figura complessa, che si rivela man mano al giornalista in rapide battute, rare interviste, numerose occasioni professionali e preziosi incontri a due, a microfoni spenti ma soprattutto indaga le convinzioni piu` profonde, gli interessi, i sentimenti privati di un uomo riservatissimo, che tuttavia gli aveva affidato a volte i suoi pensieri, riconoscendolo pubblicamente come