Muovo album, 2005, per il fratello di Nat King Cole. Con David Newman e Eric Alexander.
Nuovo album, 2004, con Michael Brecker, Paquito D'Rivera e Hugh Masekela
: cosi` esordisce il protagonista di prima di travolgerci col disegno di una gelida vendetta: fara` innamorare alla follia una donna e poi la umiliera` con lo strumento della sua stessa menomazione per punire, attraverso di lei, tutte le donne. ma al momento decisivo, quando la prescelta sara` nuda e pudica di fronte a lui, l`imprevedibile accadra`. nella vita, del resto, tutto e` incerto. contraddittorio. persino gli affetti familiari e la letteratura offrono solo irragionevoli appigli, talche` in allo scrittore che ha appena perso il figlio indesiderato, un tesserino mostruoso e infernale, non resta che contemplare anche il naufragio del poema drammatico cui era affidata la speranza di sfuggire alla realta` quotidiana; e il la poesia e` ridotta a gioco combinatorio, a roulette alla rovescia. la silloge di tredici racconti e` apparsa per la prima volta nel 1962.
La band di Rick Hopkins, rarissimo album Live del 1996
L'attesa collaborazione tra il rocker americano e lo scrittore inglese. Un album dai risvolti letterari, con il pop di Folds che si fonde con le liriche piene di humor e di grande amore per la musica, del popolare scrittore inglese ( Alta Fedeltà ).
Attore, regista, sceneggiatore, attivista ma non musicista. Ma ora, raggiunti i cinquantadue anni, Robbins ( che è figlio di Gil Robbins, membro degli Highwaymen, noto gruppo folk dei sessanta ), chiede aiuto all'amico produttore Hal Willner, mette su una band e ci regala uno splendido disco di folk rock da combattimento. Uno di quei dischi che sentivamo anni fa e che nessuno fa più adesso. Gypsy Americana, folk songs & stories: c'è di tutto in queste nove canzoni.
pubblicato per la prima volta nel 1978 e riedito piu` volte, documenta, con la viva e polemica voce di rem koolhaas, il programma urbanistico della grande metropoli americana, un progetto cosi` oltraggioso che per essere realizzato doveva sopravvivere e diffondersi senza alcuna comunicazione ufficiale. a partire dal 1850 il forte e repentino incremento della popolazione, informazione e tecnologie hanno fatto di manhattan una sorta di laboratorio per la nascita di un particolare stile di vita metropolitano: "la cultura della congestione". il volume descrive in maniera unica e coinvolgente l`intrigante realta` della metropoli americana, illustrata con brillanti acquerelli e disegni d`archivio, fotografie, planimetrie in cui la visionaria analisi di manhattan rispecchia la vibrante energia della citta` stessa
dopo e oltre il cubismo: dall`incontro fatalmente casuale (nello studio del grande architetto auguste perret) fra un giovane, agiato pittore parigino di qualche notorieta`, che tra l`altro ha dato vita alla rivista l`elan, ame`de`e ozenfant (1886-1966), ed un altrettanto giovane architetto svizzero di scarsa notorieta`, charles-edouard jeanneret (1887-1965), emigrato a parigi l`anno prima, nel 1918 nasce uno dei piu` importanti ma meno frequentati manifesti dell`avanguardia artistica novecentesca, "apre`s le cubisme". sara` l`origine del purismo, meno cruciale ma non poco significativa declinazione dei linguaggi moderni della pittura fatta di chiarezza e precisione. essa dara` i suoi frutti piu` clamorosi di li` a qualche anno, quando lo svizzero jeanneret, finalmente denominatosi le corbusier, anche attraverso la rivista l`esprit nouveau, fondata e condotta con lo stesso ozenfant, realizzera` le costruzioni paradigmatiche di un razionalismo radicale, chiaro e preciso, divenute ben presto universalmente proverbiali quanto il nome del loro autore. fortune diverse quelle dei due protagonisti di un`esperienza pittorica relativamente circoscritta e tuttavia intensa e affascinante, cosi` francese, cosi` parigina e cosi` prossima a quel mondo degli oggetti che ritroviamo in tante opere di braque, picasso, gris, severini, le`ger, e naturalmente di ozenfant e jeanneret. vere e suggestive icone della modernita`.
questi "diari europei" sono appunti, riflessioni, descrizioni dei viaggi e dei colloqui che dahrendorf ha avuto con imprenditori, ministri e uomini politici. un motivo non secondario dell`attrazione suscitata da questi schizzi e` dato dall`ironia con cui sono presentati gli eventi politici e statali piu` rilevanti. vi si affrontano questioni serie come gli sviluppi degli avvenimenti in europa orientale, il ritorno della destra in italia, le chances di maastricht. i testi nascono dai contributi pubblicati a partire dal 1992 sulla rivista tedesca "merkur" e poi tradotti, tranne alcuni, sulla rivista italiana "micromega" e vengono preceduti da una introduzione appositamente scritta per questa edizione.
ma chi e` altan? un disegnatore satirico, un critico del costume, un intellettuale sotto mentite spoglie, un filosofo dell`attualita`? lo si puo` scoprire in questo libro, in cui i disegni sono scomparsi e rimangono solo le parole, le battute memorabili che molti di noi hanno citato piu` volte, che sono entrate a far parte di un modo di rispondere, per legittima difesa, alla nostra realta`. si va dal 1976 al 1995: un ventennio di malefatte politiche, ma non solo, cattive azioni sociali, mode dementi, farneticazioni a` la page riportate nel linguaggio di un`italia che parla reagendo alla stupidita` generale facendo coro o defezionando ironicamente.
al mare, in una malinconia galleria dei divertimenti, un ragazzino incontra il misterioso burattinaio con un oscuro passato e una donna che si guadagna da vivere recitando la sirena. presto le loro vite si intrecciano, le loro storie si rivelano, e il ragazzo e` costretto ad affrontare segreti di famiglia, strani burattini e un incubo di violenza e tradimento in una fiaba nera di infanzia, innocenza e adulto dolore.
dal 1948, l`eroe creato dalla penna di giovanni luigi bonelli e dal pennello di aurelio galleppini (in arte galep) cavalca sulle piste del west e dell`avventura, dall`arizona al grande nord, dal rio grande all`oceano pacifico. raddrizzatore di torti e dispensatore di giustizia, tex non e` un cavaliere solitario. puo` contare sull`aiuto e sulle pistole dei suoi pards: l`anziano e burbero kit carson (altra leggenda del west), il fiero navajo tiger jack e il figlio kit, tutto suo padre. un poker di pistole al servizio della legge.
Tra Americana ed una sorta di countrybilly rarefatto, una band che si avvicina ai canadesi Elliot Brood. Cover di Charlie Fetahers, chitarre guizzanti, un tocco di country. Una band fuori da ogni catalogazione.
Un cult album, riedito in copie limitate. Lax, cantautore con la maiuscola, è stato paragonato a Dylan ( e questa non è una novità ), ma la voce è vicina al Dylan di Nashville Skyline, mentre le canzoni pagano un debito al songwriting di Townes Van Zandt.
Talento emergente, Lucas è stato messo sotto contratto dalla New West per questo suo terzo lavoro. Folk rock, alternative country, Lucas si sta facendo spazio in un settore nuovo, dopo avere esordito con un album quasi punk. Di quel periodo ha mantenuto l'energia, smussando però le canzoni alla grande. Prodotto da Mark Nevers ( Lambchop e Jason Isbell ), questo lavoro di Lucas non va preso sotto gamba.
Ristampa rimasterizzata, con l'aggiunta di 4 canzoni, tratte da Rock and Roll Adult.
ricco di fotografie, disegni, progetti e ricostruzioni, il volume si propone come un repertorio completo dedicato a una delle epoche piu` brillanti della storia dell`architettura. scritto da uno studioso di fama mondiale, "architettura del rinascimento italiano" si concentra sugli edifici del periodo compreso tra il 1418 e il 1580 e sugli architetti chiave che li hanno progettati, da brunelleschi, donatello, alberti e raffaello a bramante, michelangelo, vignola e palladio. nel libro trovano spazio importante l`analisi del contesto sociale, le innovazioni tecniche e l`estetica, e viene messo a fuoco il modo in cui ogni architetto riusci` a conciliare la propria ispirazione individuale con le regole del tempo.
Al suo settimo disco, la cantautrice Americana Marissa Nadler continua il suo personalissimo percorso. Il suo folk, notturno, quasi gotico, è melanconico e struggente, ma ha una forza intrinseca ed una solida base melodica, al punto che la sua musica, una volta entrata in circuito, diventa indispensabile. Marissa è una musicista culto, ha un bel seguito e questo disco, segnalato come uno dei suoi più riusciti, è destinato a conquistare nuovi adepti.
2 CD. Incredibile tributo a Bruce Langhorne, misconosciuto chitarrista, autore della colonna sonora di The Hired Hand, il film western di Peter Fonda. Compagno di Dylan nelle sessions di Pat Garrett & Billy The Kid. Al disco partecipano: John Fahey, Steve Gunn, Lee Ranaldo, Nathan Bowles, Greg Anton, Daniel Bachman, Eugene Chadbourne, Dylan Golden Aycock e molti altri. Di nuovo disponibile.
Pur avendo già collaborato in passato Dave Davies ( padre) e Russ Davies ( figlio) si trovano assieme, titolari di un disco, per la prima volta. In attesa che Ray Davies ( Mr Kinks), ci dia la sua versione di Americana, i due Davies sfornano un disco rock abbastanza classico, con una patina moderna nel suono, data dalla presenza di Russ, ma con canzoni firmate da Dave, nel più classico suono pop rock, alla Kinks, tanto per intenderci.
Il nuovo album della band Americana, 2017
Young, Loud and Snotty è stato, 40 anni fa, uno dei dischi base della rivoluzione punk. A 40 anni distanza i Dead Boys si riformano ed incidonodi nuovo quel disco. Ci sono due membri originali ( il chitarrista Cheetah Chrome e Johnny Blitz), quindi Chinchy alla chitarra, la Detroit punk legend Ricky Rat al basso ed il cantante Jake Hout della tribute band dei Dead Boys, the Undead Boys. Ancora più Snotty del disco originale.
Il nuovo album di Shilpa Ray, con una copertina che richiama il primo dei New York Dolls.
2 CD. Si tratta di un doppio CD antologico con materiale tratto dai vari dischi dal vivo dei Grateful Dead, pubblicati tra il 1969 ed il 1977. Materiale già edito. Infatti questa è una antologia che introduce ai Grateful Dead dal vivo con brani che arrivano dai dischi più importanti della band californiana, da Live Dead a Cornell 77. Imperdibile per chi non ha nulla, ma i fans dei Dead hanno già tutto e farebbero solo dei doppioni. A meno che, per puro collezionismo, non interessa avere la parte grafica.
Registrazioni dal vivo inedite per la band di Steve Marriott. Si tratta di versioni mai pubblicate, registrate tra il 1971 ed il 1981. Particolarmente interessanti The Fixer ( NY, 1971), Tusal Time ( California, 81 ), Honky Tonk Woman ( Winterland, 73 ), Rollin' Stone ( NY, 71), I Don't Need No Doctor ( Winterland, 73), Four Day Creep ( NY, 71). Un collector'item notevole.
sono gli anni dell`immediato dopoguerra. un avvocato della virginia, peter leverett - si definisce lui stesso -, e` in vacanza a sambuco, piccolo borgo nell`entroterra amalfitano. lo ha invitato un vecchio amico, l`affascinante playboy mason flagg. a sambuco peter conosce anche cass kinsolving, un artista tormentato e passionale, a tratti persino brutale. l`indomani del loro incontro, pero`, dopo una notte di incubi, violenza, follia, mason viene ritrovato morto. un evento che segnera` a lungo la vita di peter e cass. amore e morte, colpa e redenzione, sesso e amore: "e questa casa diede alle fiamme" (1960) e` un romanzo implacabile nel quale l`eterna lotta tra bene e male assume nuovi contorni.
Sono passati dodici anni da quando Joe Ely, Butch Hancock e Jimmie Dale Gilmore avevano inciso un disco per l'ultima volta ( The Odessa Tapes ).Sono tornati assieme per il puro piacere di incidere, di fare musica, di interpretare una manciata di canzoni a loro care. Infatti Treasure of Love contiene quindici canzoni, dieci delle quali sono covers, brani di altri, che i tre interpretano con consumata classe e grande passione. Canzoni di Johnny Cash, George Jones, Townes Van Zandt, Everly Brothers, Leon Russell, Reno & Smiley, Paul Siebel, Mickey Newbury, The Mississippi Sheiks e Bob Dylan.Come si può evincere, leggendo gli autori, una scelta da appassionati.Ed il disco trasuda amore per la musica e grande forza espressiva.Treasure of Love è un grande disco e si ascolta con immenso piacere. Copia non sigillata.
Era da un pò di tempo che la band dei fratelli Felice non ci dava un disco nuovo. From Dreams to Dust è un album tra folk e rock, con membri dei Bright Eyes in sessions ed un suono folk rock decisamentde gradevole.
Originario del New Mexico, Don Michael Sampson è un eccellente songwriter, nel genere Americana, putroppo sconosciuto alla maggior parte del grande pubblico. Molto amato dai suoi colleghi, Sampson ha avuto una produzione discografica poco conosciuta ( ha edito almeno diei dischi) e, proprio con questo disco tenta di uscire allo scoperto. E, vuoi per la qualità del disco, vuoi per gli ospiti che danno una mano a Don Michael, il nostro rocker ce la potrebbe fare. La vicenda artistica di Don Michael Sampson, è davvero particolarissima. Se da un lato, visti gli ospiti che partecipano ai suoi dischi, si ha la sensazione che abbia la stima di molti suoi colleghi famosi, dall’altro la sua carriera non è mai esplosa
definitivamente non andando oltre la scena musicale del New Mexico. Partecipano al disco: Ben Keith, Roly Salley, Don Heffington, Becky Burns, Paulinho Da Costa, Jay Spell, Chad Cromwell, Michael Rhodes e Warren Haynes!! Solo per nominarne alcuni. A questo punto, diamogli la chanche che si merita: il suo rock, venato di radici, blues e southern rock, merita decisamente.
Un nuovo disco di Ted Nugent. Rock and roll e blues, a Patriotic rock extravaganza. Atteso dai fans e dagli amanti dell'hard rock, il disco non delude.
CD / DVD. Concerto inedito, pubblicato per commemorare, ad un anno dalla sua scomparsa, il grande musicista inglese. Un concerto, che appare nella versione CD e DVD, fatto all'inizio del nuovo millennio, a Bristol. Concerto che conferma la rinascita dell'autore, ritornato sulle scene come protagonista, Chapman eseguie classici del suo repertorio, ma anche brani più recenti.
Basterebbe il confronto tra la giovane età dell'artista (24 anni) e il prestigio dell'etichetta discografica per cui esce il suo debutto The Long Way Round, per intuire che la cantautrice e chitarrista londinese Maya Delilah è un personaggio straordinario: una sensazione confermata dall'ascolto delle 12 tracce con cui si presenta, brani che testimoniano di svariate influenze filtrate da una personalità davvero creativa. "Questo disco è una combinazione di così tante parti di me...sono influenzata da generi, persone, luoghi e esperienze diverse tanto che è sempre difficile far rientrare la mia musica in un suono o uno stato d'animo specifici" dichiara la fanciulla e infatti il disco è piuttosto vario con momenti di intimità e di incredibile profondità che possono ricordare le ballate soffici di Norah Jones e altri di leggerezza e musicalità che fanno venire in mente piuttosto la verve della fusion senza contare pezzi di bravura in cui la giovane dimostra un tocco notevole alla chitarra. Decisamente un nome da tenere d'occhio.