
dopo la ionia di talete, anassimene e anassimandro - dove il primo, fortunato volume dei presocratici ci aveva condotto a leggere in una luce nuova anche senofane, eraclito e quello straordinario daimon quasi ubiquo che fu pitagora -, i "sentieri di sapienza" di questo secondo volume ci portano verso la parte opposta del mondo greco, verso l`italia, dove sorgevano velia/elea e agrigento. emozionante, come nel primo, il percorso, che affronta tre grandi: parmenide, zenone ed empedocle. un`emozione che deve aver gia` provato platone, il quale fa dire a socrate: "parmenide mi sembra essere, come dice il verso omerico, "venerabile" e, nel contempo, "tremendo". infatti sono venuto a contatto con quest`uomo quando io ero molto giovane e lui assai vecchio e mi sembro` di una profondita` del tutto eccezionale". chi, del resto, non conosce le sue cavalle; i paradossi di zenone; le "radici", l`amore e la discordia di empedocle; la leggenda, di cui fanno poesia ancora holderlin e matthew arnold, del suo gettarsi nell`etna per provare la propria immortalita`? e di una lunghissima durata, se non dell`immortalita`, ha goduto l`opera di empedocle, letta nella sua interezza sino alla fine dell`antichita`. con la chiarezza e l`eleganza che abbiamo imparato ad apprezzare laura gemelli affronta i tre in altrettante splendide introduzioni, ne indaga i problemi e gli enigmi, e ne offre traduzioni a un tempo fedeli e godibilissime. che il paradosso di achille e la tartaruga abbia qualcosa a che fare con il passo dell`iliade nel quale al velocissimo pelide che fa strage dei troiani si presenta apollo, sotto le spoglie di agenore, precedendolo nella corsa sempre di poco senza farsi mai raggiungere? oppure con la stessa disperata fuga di ettore, che appare come un sogno nel quale chi insegue non riesce ad afferrare il fuggitivo? "i paradossi" spiega la nostra curatrice "fanno balenare possibilita`, sembrano sfidare l`intelligenza e, proprio per questo, risultano irresistibili", ma ingannano