
nelle leggi e nelle costanti di natura vi sono molte coincidenze che non si sanno ricondurre a principi generali: sono dati empirici. secondo alcuni queste coincidenze sarebbero stabilite in modo da permettere la nostra esistenza. tale idea, detta principio antropico, e` invisa alla maggioranza dei fisici, che tuttavia sono ora obbligati a riconsiderare le proprie posizioni. a dare spazio al ragionamento antropico e` la teoria delle stringhe, che si e` rivelata in grado di trovare un denominatore comune tra visioni del mondo antitetiche ma irrinunciabili. la mossa decisiva fu l`aver sostituito alle particelle puntiformi un filamento unidimensionale: la stringa o corda. tutta la varieta` presente nell`universo era riconducibile ai differenti modi di vibrazione di queste minuscole stringhe. il prezzo da pagare consisteva nel fatto che queste vibrazioni avvenivano in uno spazio a dieci dimensioni: cio` significa che vi e` un numero enorme di modi in cui passare dalle diverse dimensioni accessibili, e ciascuno conduce a un "universo" con proprieta` fisiche differenti e valori diversi delle costanti fondamentali. la teoria, almeno per ora, non riesce a privilegiare un singolo modo che ci porti all`universo da noi osservato. per uscire dall`impasse, susskind ha proposto che il "paesaggio" formato da questa moltitudine di universi abbia esistenza reale. questo mutamento di prospettiva assurge oggi a nuovo paradigma.