
acclamato dalla critica come uno dei capolavori del premio nobel spagnolo camilo jose` cela, questo breve romanzo ha per protagonista un gruppo di uomini e di donne che si ritrovano reclusi, distanti dal mondo, nel padiglione di un sanatorio per malati di tubercolosi. alla fatica e al dolore fisico dei personaggi si somma la malinconia del distacco, l`allontanamento da una societa` che, prima di comprenderne le difficolta`, li giudica per il pericolo che rappresentano. la malattia non e`, percio`, solamente un fardello, ma a tratti una colpa, da scontare in solitudine o, al massimo, tra correi. le loro menti sono attraversate dagli stessi pensieri e una speranza comune li anima, quella della guarigione. cosi`, a poco a poco, tra i degenti si consolidano le relazioni, scandite da antipatie e ossessioni, chimica e attrazione. ogni personaggio racconta il suo punto di vista e dal padiglione, tra lettere e diari, emerge una narrazione corale, un punto di vista universale sulla condizione umana. quando il corpo e` minato dalla malattia, l`uomo diventa piu` spontaneo, piu` semplice. insomma, corrisponde meglio a se stesso, e finalmente si rivela umano. ma, prima che si inizi a parlarne al passato, esiste una soluzione per comprendere appieno la vita?

ferito a morte con tre colpi di rivoltella, pablo si ritrova all`improvviso in una dimensione metafisica, un luogo dove gli uomini, dopo la fine, convergono. lo stupore e` enorme, ma presto il protagonista intuisce di non essere affatto solo. un numero infinito di persone lo circonda: sono vissute in aree diverse del mondo, hanno avuto culture e religioni proprie e, ovviamente, hanno lasciato la vita in vari modi. sembra che in molti, attraversando una vasta pianura e raccontando la propria storia umana, siano spinti da una forza suprema verso un unico luogo. presto pablo scopre la verita`. non solo e` diretto, insieme agli altri, verso un tribunale presieduto da un`autorita` ultraterrena, ma in quel tribunale sta per celebrarsi un processo all`umanita`, incarnata dal primo uomo, adamo, l`imputato per antonomasia. pablo e` smarrito, ma un`ulteriore notizia lo sconvolge del tutto. non assistera` in silenzio al processo, dal momento che dovra` prendervi parte come difensore dell`imputato e, in fondo, come difensore di se stesso e di tutta la stirpe umana. il rito ha inizio. il peccato, prova a suggerire pablo nella sua arringa, non e` una scelta dell`uomo, e` l`essenza stessa della vita: benche` ognuno, a partire da adamo, ambisca a un ritorno nell`eden, il luogo dove gli opposti convergono e il dolore e` sconosciuto, la sua stessa natura allontana l`uomo dalla perfezione e lo condanna alla sete, alla fame, al sonno e a ogni bisogno mediocre, nella prigione del tempo. il processo e` complesso e la sentenza finale spaventa tutti. che sorte attende adamo e, con lui, pablo e ogni uomo? che cosa ci aspetta dopo il giudizio universale?

Ai margini della società, colpevole ma insieme vittima della miseria, dell'ignoranza e di un destino irreversibile, Pascual Duarte raccoglie di pagina in pagina la comprensione del lettore. Un romanzo spietato e bellissimo.