

una vita felice e` impossibile, perche` il male e il dolore sono alla radice stessa dell`esistenza. il mondo e` un condominio tra la malvagita` e la pazzia: l`una regna e l`altra comanda. questi aforismi ci insegnano come tenercene al riparo.

i "carmina burana" (una raccolta di circa 250 componimenti poetici rinvenuti in un codice risalente al xiii secolo) costituiscono uno dei momenti piu` significativi della poesia del basso medioevo. conosciuti soprattutto per la riduzione musicale che ne fece carl orff, sono spesso liquidati come canti goliardici dedicati ai temi della taverna e dell`amore carnale. in realta` i "carmina burana" costituiscono un documento importantissimo per ricostruire alcuni momenti della storia medievale vista dalla parte dei "chierici", gli studenti che si trasferivano da un`universita` all`altra e riversavano in questi testi la loro contestazione nei confronti delle autorita` e della chiesa.

holderlin nutriva una vera e propria venerazione per gli antichi greci e si considerava un loro discepolo. la sua lirica appare segnata dallo sforzo e dall`aspirazione di dire l`indicibile. amava l`enigmatico pindaro ed e` considerato un precursore della poesia ermetica. questa edizione, con testo tedesco a fronte, si propone di offrire una visione d`insieme delle versioni piu` terde delle odi e degli inni holderliniani e una scelta dei frammenti poetici ordinati cronologicamente secondo la successione dei manoscritti originali. e` proprio negli scritti composti o lasciati incompiuti dal poeta al momento dell`esplosione della follia che meglio emerge la tensione espressiva di un linguaggio spinto fino al limite dell`indecifrabilita`.



metastasio (1698-1782), il piu` celebrato poeta italiano del suo tempo, visse alla corte di vienna come poeta cesareo. la sua produzione letteraria, che include versi, canzonette e melodrammi, ebbe vastissima diffusione europea, e una lunga influenza sulla tradizione poetica successiva. il volume raccoglie un`antologia esaustiva del poeta italiano.

"la vera via - afferma kafka - attraversa una corda che non e` tesa in alto ma rasente terra." e la via senza meta, un cammino infinito per strade interrotte e sentieri che sviano, un itinerario di salvezza fatto di indugi e drammatiche cadute su una impercettibile corda tesa rasoterra. come una paradossale invocazione, come una lacerazione impossibile da rimarginare, la scrittura aforistica di kafka evoca il dramma dell`uomo contemporaneo e celebra l`abbandono a una vita irrimediabilmente priva di senso. una scrittura e un pensiero che molto devono ai temi dell`ebraismo, che testimoniano il destino storico del popolo nomade e senza patria come simbolo metafisico di un`esistenza sradicata.

da bembo a torquato tasso, dalle poetesse alle varie forme di classicismo, dall`accademia fiorentina al gruppo napoletano. e quindi, un ampio panorama delle aree linguistiche di diffusione europea del petrarchismo, che tocca francia e portogallo, spagna e inghilterra, per approdare alle esperienze neolatine fuori d`italia. questa raccolta, che riunisce sotto il segno del petrarca esperienze italiane ed europee, documenta come il "canzoniere" e i "trionfi" abbiano avuto un ruolo determinante per la nascita e lo sviluppo della grande poesia alle soglie della modernita`.

nei 15o7 johannes pfefferkorn, un ebreo convertito spalleggiato dai teologi dell`universita` di colonia, pubblico` un libello ferocemente antigiudaico: tra le sue proposte, privare gli ebrei della loro identita` culturale confiscandone i libri sacri. allo sconsiderato disegno si oppose uno dei massimi umanisti tedeschi, johannes reuchlin, che, a sostegno delle sue tesi, pubblico` le "lettere di uomini illustri" da lui ricevute, altri dotti si affidarono invece alle armi del comico, e composero, a ideale controcanto della prima raccolta, le "lettere d`uomini oscuri". scritte in un latino maccheronico, queste lettere sono per molti versi un`anticipazione del riso beffardo di rabelais, e potrebbero davvero definirsi l`armata brancaleone del rinascimento tedesco.

osservazioni, aforismi, notazioni, umori e malumori, slanci e ritrosie, cinismo, diffidenze, autoironia di un grande narratore che scrive ironicamente in queste pagine: "se scuoti un aforisma ne cade fuori una bugia e ti avanza una banalita`".


in questa autobiografia verdi racconta verdi, dischiude al suo pubblico, all`appassionato di lirica o a chiunque abbia voglia di ascoltarlo, le sue passioni piu` segrete, i moti piu` intimi dell`animo, gli amori, le delusioni, le battaglie, i ricordi, la dirompente passione per la musica, ma anche l`aspetto piu` quotidiano, prosaico della vita. una vasta galleria di personaggi sfila davanti a noi: giuseppina strepponi, la sua seconda compagna di vita, il leggendario ambiente di casa ricordi, i fratelli escudier suoi editori parigini, la contessa clara maffei, anima dei salotti intellettuali e patriottici dell`aristocrazia meneghina. con un`intervista immaginaria a giuseppe verdi di giovannino guareschi.

