in questo testo l`autore propone la sua interpretazione del contributo che il cinema sperimentale ha fornito all`affermarsi del cinema come arte autonoma, dotata di un suo statuto specifico. il filo conduttore dell`analisi, che dalle opere ispirate alle avanguardie storiche si snoda fino ad arrivare alle produzioni underground di fine anni `60, e` infatti il rapporto, apparentemente paradossale, fra le diverse forme d`arte e il cinema sperimentale. quest`ultimo infatti, nella sua ricerca di un "cinema puro", affrancato da ogni elemento che non sia filmico, riesce a realizzare le proprie qualita` piu` specifiche proprio attraverso le strutture e i linguaggi dell`arte, della musica, della letteratura.
















da "i quattrocento colpi" del `59 a "finalmente domenica" dell`83: il percorso di un regista che amava le donne e il cinema con la stessa intensita`. fu proprio il cinema a salvarlo da un`adolescenza travagliata. grande ammiratore dei film americani, nelle sue opere ha saputo dare forma come nessun altro a quella ironica e disincantata malinconia tipicamente francese.


















una biografia insolita: una donna regista e sceneggiatrice, elvira notari, che nasce insieme al cinema (1875-1946) e che si fa narratrice della storia di una grande metropoli, napoli, attraverso l`immagine filmica. a raccontarla e` una studiosa del cinema che come lei e` nata a napoli e a napoli ritorna con questa biografia omaggio densa di osservazioni sul percorso intellettuale e artistico della notari e sulla vicenda del nostro sud e della sua capitale. il libro e` illustrato con fotogrammi dei film e scene di vita napoletana. elvira notari inizia il neorealismo girando dal vero nei vicoli napoletani. negli anni venti i suoi film arrivano in america annunciati come "colossi della cinematografia italiana".
