
per gli antichi romani, "postumo" era il figlio che nasceva dopo la morte del padre. per giulio ferroni, la letteratura vive una condizione assai simile: e` qualcosa che nasce dopo cio` che l`ha prodotta. oggi che la letteratura sembra superata da altre forme di espressione, la condizione postuma dello scrittore e` ancora piu` radicale, e le stesse illusioni di chi vuole rivendicare la vitalita` e l`attualita` della letteratura non fanno che ratificarne la fine. per ferroni, se ne puo` uscire solo praticando una specie di "ecologia postuma" che elimini la chiacchiera culturale, gli esercizi di erudizione e le follie interpretative ristabilendo un rapporto diretto con i classici e cercando di riconoscere le poche parole che contano.




le drammatiche insufficienze della scuola davanti a un mondo che cambia: da una critica serrata di velleita` ed equivoci a una proposta concreta operativa. dopo una lettura storica, ferroni afferma la necessita` di modelli culturali forti, basati sul rilievo culturale delle discipline essenziali, nel quadro di una formazione di tipo civile, rivolta ai valori di una razionalita` universale e aperta. sono qui indicati i concreti modi di contatto e di incontro tra le materie di studio e la vita quotidiana della scuola, le occorrenze quotidiane, i modelli giovanili, la pervasivita` della cultura di massa. nella parte conclusiva ferroni svolge alcuni rilievi sull`insegnamento della letteratura come luogo d`incontro della tradizione storica con la contemporaneita`.