
vincenzo costa prese parte come ufficiale degli alpini alle diverse campagne della seconda guerra mondiale. dopo l`8 settembre rientro` a milano e aderi` alla repubblica di salo`; dall`aprile 1944 fu federale di milano. dopo il 25 fu arrestato, processato e condannato ad alcuni anni di detenzione. renzo de felice colse l`importanza storiografica delle sue memorie e ne seleziono` le pagine relative al 1943-1945.

si tratta di una testimonianza autobiografica sulla sorte dei fascisti dopo la liberazione, di coloro che dalla guerra uscivano vinti e che l`italia repubblicana chiamo` a pagare la "tariffa" delle proprie responsabilita`. il racconto prende le mosse negli ultimi giorni di aprile quando vincenzo costa, l`ultimo federale fascista di milano, e` catturato dai partigiani sul lago di como, giusto qualche ora prima che il duce, poco distante, cada fucilato. questa memoria, cui costa ha affidato il ricordo della sua reclusione, e` una testimonianza diretta sulla sua sorte e offre una prospettiva rovesciata del dopoguerra italiano, che al fascista appare un purgatorio degradato di angherie e miserie, dove l`unica luce e` la fedelta` al passato.