
in questo nuovo capitolo della sua opera, luciano erba sembra muovere ancora di piu` il suo sguardo verso il sottile mistero di una quotidianita` in apparenza quieta e indifferente, e che invece presenta atmosfere sottilmente turbate, momenti di vertigine ansiosa. e sorprendente osservare come nel corso dei decenni l`autore di "remi in barca" non solo non abbia mai smarrito la nitidezza e l`incanto della sua pronuncia, ma abbia saputo ogni volta proporsi con una freschezza e una vitalita` che rendono impeccabile la ben nota grazia dei suoi versi. che pure, con il passare degli anni e delle eta`, si fanno sempre piu` venati o internamente increspati da una naturale vena di malinconia, dal senso del tempo che passa e ci cancella a poco a poco. ma luciano erba e` poeta di raffinate sfumature, non di colori forti e netti, e allora sa passare, con assoluta naturalezza, da accenti di velata tristezza all`emozione autentica e leggera di quegli impagabili momenti in cui il tempo sembra assentarsi pigramente, lasciandoci abitare, piacevolmente sospesi, nella pace e nell`armonia di un presente assoluto. sono gioie feriali, nelle quali pero` si assapora una sorta di metafisico abbandono, e luciano erba sa trasmettercene il gusto pieno.

l`ambientazione dei testi poetici di erba e` nella citta` di milano, che fa da cornice attiva, capace di suscitare sensazioni molteplici. una novita` del libro e` anche fornita dalla sua parte conclusiva, che e` una scelta di versioni da un grandissimo poeta francese, francois villon.

nella raccolta il cammino verso un`impossibile consapevolezza pare voler scendere ancora piu` in profondita` e insieme ampliare il proprio orizzonte seguendo diverse linee guida. in primo luogo riducendo l`apparenza ironica a favore di dubbi piu` radicali, per accettare il confronto aperto con la dimensione esistenziale, alla ricerca di un senso che la vita confonde e trascina verso mete non volute. ancora, componendo i versi per scoprire nuove possibilita` formali nella gabbia giocosa dell`acrostico e in composizioni apparentemente "d`occasione". nella poesia di erba puo` esplodere anche una violenza reattiva, condensata a volte fino all`epigramma; ad essa fa da contrappeso un fiducioso abbandono alla natura, sotto il segno della visitazione angelica o del nulla.