
a cunardo c`e` un mulino che macina instancabile da trecento anni. stesso fiume, stessa gora, stesse ruote. e se il mugnaio non e` proprio lo stesso, poco ci manca, perche` tutti appartengono alla stirpe rigamonti. ma quelle mura nascondono un segreto. se ne convincono riccardino e tommaso, due tra i nipoti del mugnaio, durante una vacanza al mulino. e tra i racconti del nonno riccardo e le pedalate sulla ciclabile alla scoperta della torbiera, dell`orrido e delle cascate sotto la guida del mitico carmagnola, una notte scoprono l`incredibile verita`. un libro dedicato a chi voglia esplorare, divertendosi, la valganna di un tempo, dove l`acqua era fonte di energia per il mulino, il maglio, la ceramica e persino per la tramvia. e poi rileggere la storia di san gemolo e la leggenda del castelvecchio, percorrendo questa valle con gli occhi incantati dei bambini. eta` di lettura: da 10 anni.


49 racconti tratti dalla storia e dalla tradizione dei territori tra i laghi maggiore, di varese e il ceresio. fino ad arrivare, con i re magi, a busto arsizio. in compagnia di fantasmi e draghi, santi e streghe. dalle leggende piu` famose, come "il cavaliere del lago", "la giobia", "la balena di brinzio" o "il giuvanin senza paura", a quelle delle principesse innamorate di melide o di monate; dal fantasma di manigunda a quello della rocca di orino, alle fate di angera.


l`autrice ci accompagna in un viaggio attraverso la storia delle due rappresentazioni mariane conservate nella basilica di san vittore di varese: un complesso statuario e un affresco. si parte dai primi decenni del xvi secolo per giungere al nuovo millennio. se ne ricostruiscono le origini e le devozioni ad esse tributate. per la prima volta vengono pubblicati i processi informativi per i miracoli loro attribuiti: numerose guarigioni ad opera della madonna delle grazie e i due miracoli "ufficiali" dell`addolorata, l`apparizione delle tre stelle e la guarigione di suor campanigo. oltre a centinaia di altri interventi attribuiti al simulacro dell`addolorata che, portato in processione per tre secoli, assicurava al borgo la protezione da siccita` ed epidemie. culti ufficiali e locali si compenetrano in una vicenda che ci porta a contatto con la vita e le speranze dei nostri avi, la cui devozione ha determinato la fisionomia e le opere artistiche delle cappelle dove le immagini sono venerate e si e` estesa ben oltre i ristretti confini del borgo. completano l`opera un ricco apparato iconografico che testimonia la valenza devozionale del complesso trattato: quadri, affreschi, stampe, immaginette, oltre a poesie e canti. nell`appendice documentaria gli statuti del pio consorzio della beata vergine addolorata (1847, 1949).