
viviamo in un`epoca caratterizzata da straordinarie innovazioni tecnologiche, organizzative e istituzionali. eppure, la teoria economica dominante si fonda su assunzioni statiche che presuppongono strutture produttive e tecniche date. al contrario, l`economia classica era intrisecamente dinamica. per interpretare il processo di sviluppo economico dei paesi avanzati, ma anche di quelli in via di sviluppo, la teoria economica dominante e` di scarso aiuto. a partire dai "classici" - da smith a ricardo, da malthus a marx - l`autore analizza i problemi del capitalismo maturo dell`occidente e delle aree del mondo che si stanno affrancando dal sottosviluppo.

i problemi dei paesi in via di sviluppo coinvolgono l`intera umanita`: l`ambiente e le condizioni di vita sulla terra, i flussi migratori, gli spostamenti fra paesi diversi di unita` produttive.i percorsi dei paesi del terzo mondo sono molto differenziati ed e` ingannevole parlare ottimisticamente di un processo generale di convergenza cosi` come ingannevole parlare di poverta` del terzo mondo. per individuare gli interventi da compiere occorre interpretare le diverse situazioni e tornare all`approccio degli economisti classici, in particolare adamo smith. e` a lui che si richiama la strategia proposta in questo libro, una strategia di riforme riguardanti i trasferimenti della terra, il sistema dei contratti agrari....
