

quale concezione della letteratura anima le prodigiose storie di singer? quale visione estetica e spirituale ha disegnato i suoi personaggi? per quanto sorprendente possa risultare, i numerosi saggi cui singer ha affidato le sue idee in fatto di arte, letteratura e cultura ebraica sono rimasti relegati in pubblicazioni poco accessibili (per lo piu il quotidiano yiddish "forverts") e schermati da pseudonimi. eppure, come documentano le traduzioni in inglese riaffiorate dai suoi archivi, non v?e dubbio che singer meditasse di ricavarne una raccolta: questo libro rappresenta dunque la realizzazione postuma di un progetto d?autore - e un?inattesa via d?accesso alla sua filosofia personale. di piu: a mano a mano che ci addentriamo nella lettura, scopriamo che questi interventi - dove lo scrittore e raffigurato come un "intrattenitore", un narratore di destini individuali, ancorato a "un gruppo specifico e a una specifica cultura", refrattario alla psicologia e alla sociologia, perennemente in lotta con "i sommi poteri", cioe con dio - sono anche l?eco meditativa dei suoi romanzi, e che li illuminano di una luce nuova. cosi, allorche singer schizza con disarmante affabilita un quadro della sua qabbalah, rivelandoci che le tenebre e il male sono necessari perche le azioni e i pensieri umani "siano in perenne bilico tra cio che e giusto e cio che e sbagliato", il destino dei personaggi che abbiamo amato - da hertz grein in ombre sull?hudson a yasha mazur nel mago di lublino a hertz minsker nel ciarlatano - ci appare d?improvviso inevitabile. e di un?abbagliante evidenza.

ci sono scrittori cosi` affascinanti, ha notato manganelli, che riescono a cambiarti l`umore: scrittori come singer, capace di creare personaggi simili a "figure da affresco, pantografie, immagini proiettate sulle nubi". e` la grandezza che qui sprigiona il seducente e contradditorio hertz grein, tormentato da un`insaziabile sete carnale - si divide infatti fra la virtuosa moglie leah, la minacciosa amante esther e anna, il nuovo amore - e insieme dal richiamo di un`osservanza religiosa al cui rigore non sa sottomettersi, pur riconoscendo che si tratta di "una macchina da guerra per sconfiggere satana". hertz sa bene che un ebreo, per quanto creda di essersi allontanato da dio, non potra` mai sfuggirgli: sta soltanto girando in tondo, "come una carovana persa nel deserto". intorno a lui e ai suoi dissennati grovigli amorosi - in una new york che sul finire degli anni quaranta, per chi giunge da varsavia o berlino, ha le irresistibili attrattive di un gigantesco arazzo visionario -, una folla di personaggi in vario modo straziati dalla vergogna di essere vivi: come boris makaver, il padre di anna, occupato durante il giorno dai suoi lucrosi affari ma sopraffatto la notte da una sofferenza terribile quanto "un dolore fisico"; o come il professor shrage, matematico convertitosi alla parapsicologia, che vive nella speranza di ritrovare la moglie edzhe, trucidata dai nazisti. tutti turbati dal silenzio di dio o - per usare ancora le parole di manganelli - investiti "della grandezza del sacro, e della sua sproporzione".

a max basta vederla, quella rashka appena quindicenne, per rimanerne abbagliato. e dire che finora tutto filava liscio: lui e la sua bella flora, moglie e amica, complice e amante, sono tornati a varsavia per procurarsi della


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alle soglie del 1666 si diffuse in polonia la notizia che per gli ebrei la fine dell`esilio era imminente: un uomo chiamato shabbatay tzevi si era rivelato come il messia, e presto una
