
un ritratto di pasolini: il dissidio irrisolto tra vita e storia, corpo e ragione, individuo e comunita`, mito e demitizzazione; le metamorfosi del potere e la resistenza della parola.

in questo libro massimo recalcati offre una sintesi del suo lavoro clinico nelle organizzazioni. viene delineata una teoria inedita del soggetto collettivo, dei suoi fantasmi inconsci, dei suoi sintomi prevalenti e delle sue risorse. le figure del vuoto centrale e del fuoco sono descritte come decisive per consentire a una organizzazione di attivare il suo potenziale generativo: il vuoto consente la circolazione plurale dei discorsi mantenendo acceso il fuoco del desiderio e, a sua volta, questo fuoco preserva il vuoto da ogni possibile otturazione mortifera. si tratta di una circolarita` virtuosa che ogni organizzazione che respira bene deve sapere attivare e preservare nel tempo. se i populismi contemporanei hanno descritto le istituzioni come nemiche della vita, in questo libro esse ritrovano tutta la loro poetica: come durare nel tempo mantenendo vivo lo slancio "misterioso e commovente", come direbbe pasolini, del loro inizio? quando una organizzazione respira bene ed e` generativa e quando invece si ammala disperdendo la sua potenza? un ripensamento radicale del soggetto collettivo attraverso la luce della psicoanalisi.

"non abbiate paura!", e` il monito che gesu` indirizza agli uomini. non soltanto per sottrarre la loro vita a un`interpretazione solo moralistica e sanzionatoria della legge, ma per affermare l`esistenza di un`altra legge che li autorizza a coltivare il proprio desiderio - la propria vocazione, i propri talenti. e` l`eredita` fondamentale del messaggio cristiano ripresa dalla psicoanalisi di freud e lacan: la parola di gesu` mette in valore una legge che attraverso il desiderio serve la vita e non la morte. il tema centrale di questo libro concerne la parola di gesu`, riletta originalmente da massimo recalcati come una delle radici inaudite della psicoanalisi dell`"ebreo" freud e del "cattolico" lacan. non si tratta di sottomettere la vita alla legge, ma di vedere nella legge - quella dell`amore e della grazia - una forza al servizio della vita. la legge non incute piu` il timore della punizione severa, non esige piu` lo zelo scrupoloso del rispetto formale, ma si libera della morte che porta con se` per divenire una legge che non annulla il desiderio, ma, al contrario, lo sostiene. e` questa l`eredita` essenziale assunta dalla psicoanalisi: la legge non e` nemica del desiderio, ma il suo fondamento piu` radicale. i riferimenti alle parabole, ai miracoli, alle guarigioni, a pietro e a giuda, alla notte del getsemani, alla resurrezione e al pensiero di paolo di tarso sono rivisitati in modo sorprendente. qui recalcati sfida luoghi comuni e stereotipi della lettura psicoanalitica del cristianesimo mostrando con grande audacia come la testimonianza di gesu` sia innanzitutto testimonianza della vita indistruttibile del desiderio.

la legge del dio ebraico e` la legge della parola. questa legge non e` solo scritta sulle tavole di pietra, ma intende inscriversi innanzitutto nel cuore degli uomini. essa sancisce l`impossibilita` dell`uomo di farsi dio e, nello stesso tempo, dona a esso la possibilita` generativa del suo desiderio. si tratta di una dialettica ripresa in modo originale dalla lezione di freud e di lacan. in un lavoro senza precedenti, massimo recalcati dimostra che non solo non c`e` contrapposizione tra il logos biblico e la psicoanalisi, ma che quell`antico logos ne costituisce una delle sue radici piu` profonde. la critica freudiana della religione come illusione sembra condannare il testo biblico senza alcuna possibilita` di appello. la psicoanalisi e` sin nelle sue fondamenta atea perche` non crede all`esistenza di un

diversamente dal mondo animale, regolato dal carattere infallibile dell`istinto, la sfera della sessualita` umana appare simile a un collage cubista. la bussola dell`istinto non funziona. gli esseri umani si accorgono che non e` semplice tenere insieme, per esempio, il desiderio sessuale e l`amore. allo stesso modo si accorgono che in ogni rapporto sessuale il desiderio, prima di incontrare il partner, e` strutturato inconsciamente in un fantasma singolare che detta le regole di questo incontro: seduzione, possesso, gelosia, estasi. inoltre devono prendere atto che il modo maschile e il modo femminile di esporsi alla sessualita` non e` lo stesso e che questa differenza e` foriera di equivoci e disagi. esiste poi una sintomatologia della vita sessuale che comprende l`eiaculazione precoce, la frigidita`, l`assenza di desiderio, l`onanismo compulsivo, il feticismo, le pratiche perverse. tutto questo porta l`autore, sulla scia di lacan, a chiedersi se davvero esiste un rapporto sessuale, essendo che ogni rapporto sessuale e` innanzitutto rapporto di ciascuno con il proprio fantasma.

il male che si accanisce contro giobbe non puo` piu` essere concepito come una punizione, poiche` egli non ha commesso alcun delitto; non puo` piu` essere una vendetta, poiche` egli non ha colpito nessuno. nel trovarsi esposto alla violenza insensata della sofferenza giobbe si trova immerso in una esperienza intraducibile. resta solo il grido rivolto a dio come il modo piu` radicale della domanda. la stessa che egli porta nell`etimo del suo nome: giobbe significa nella lingua ebraica

l`amore dura solo il tempo di un bacio? la sua promessa e` destinata fatalmente a dissolversi? la fiamma che brucia puo` durare eternamente? oppure ogni amore finisce inevitabilmente? il desiderio per esistere non ha forse sempre bisogno del nuovo? il matrimonio e` allora condannato a essere solo il cimitero del desiderio? e il lessico famigliare a esaurire il lessico amoroso? puo` esistere un amore che dura nel tempo mentre continua a bruciare? e poi ancora: l`erotismo puo` integrarsi all`amore o lo esclude necessariamente? la spinta appropriativa e i fantasmi della gelosia caratterizzano ogni amore o sono solo i sintomi di una malattia inestirpabile? cosa accade quando uno dei due tradisce la promessa? cosa e` un tradimento e quali sono le ferite che apre? e possibile il perdono nella vita amorosa? e la violenza? e una parte ineliminabile dell`amore o la sua profanazione piu` estrema? cosa accade quando un amore finisce, quando dell`estasi del primo incontro e della luce del "per sempre" non resta che cenere? e possibile sopravvivere alla morte di un amore che voleva essere per sempre? e qual e` il mistero che accompagna gli amori che sanno durare senza rassegnarsi alla morte del desiderio, quegli amori che conoscono la meraviglia di una "quiete accesa", come la definiva poeticamente ungaretti? in sette brevi lezioni massimo recalcati scandaglia tutti questi interrogativi e offre ai suoi lettori i testi del programma televisivo "lessico amoroso".

secondo il racconto dei vangeli, gesu`, dopo l`ultima cena, si ritira nei pressi di un piccolo campo poco fuori gerusalemme: e` il getsemani, l`orto degli ulivi. alla testa di un gruppo di uomini armati, arriva giuda che indica gesu` ai soldati baciandolo. questo bacio e` divenuto il simbolo dell`esperienza straziante del tradimento e dell`abbandono. ma anche i suoi discepoli e pietro stesso, il piu` fedele tra loro, tradiscono il maestro lasciandolo solo. nella notte del getsemani non c`e` dio, ma solo l`uomo. e lo scandalo rimproverato a gesu`: aver trascinato dio verso l`uomo. la notte del getsemani e` la notte dove la vita umana si mostra nella sua piu` radicale inermita`. in primo piano c`e` l`esperienza dell`abbandono assoluto, della caduta, della prossimita` irreversibile della morte e della preghiera. la notte del getsemani e` la notte dell`uomo.

nel tempo dell`evaporazione del padre e dello smembramento della famiglia tradizionale, cosa puo` avere una funzione di guida per il soggetto? cosa resta del padre al di la` del suo ideale? cosa rende possibile, nell`epoca del tramonto dell`edipo, una trasmissione efficace del desiderio? cosa significa "ereditare" la facolta` di desiderare? come il desiderio e la legge possono ancora accordarsi? attraverso sigmund freud e jacques lacan e alcune figure tratte dalla letteratura (philip roth e cormac mccarthy) e dal cinema (clint eastwood), si delineano i tratti di una paternita` indebolita, ma comunque vitale, priva di ogni aura teologica e fondata sul valore etico della testimonianza singolare.

edipo e narciso sono due personaggi centrali del teatro freudiano. il figlio-edipo e` quello che conosce il conflitto con il padre e l`impatto beneficamente traumatico della legge sulla vita umana. il figlio-narciso resta invece fissato sterilmente alla sua immagine, in un mondo che sembra non ospitare piu` la differenza tra le generazioni. le nuove generazioni appaiono sperdute tanto quanto i loro genitori. questi non vogliono smettere di essere giovani, mentre i loro figli annaspano in un tempo senza orizzonte. telemaco, il figlio di ulisse, attende il ritorno del padre; prega affinche` sia ristabilita nella sua casa invasa dai proci la legge della parola. in primo piano una domanda inedita di padre, una invocazione, una richiesta di testimonianza che mostri come si possa vivere con slancio e vitalita` su questa terra. il processo dell`ereditare, della filiazione simbolica, sembra venire meno e senza di esso non si da` possibilita` di trasmissione del desiderio da una generazione all`altra e la vita umana appare priva di senso. eppure e` ancora possibile, nell`epoca della evaporazione del padre, un`eredita` autenticamente generativa: telemaco ci indica la nuova direzione verso cui guardare, perche` telemaco e` la figura del giusto erede. il suo e` il compito che attende anche i nostri figli: come si diventa eredi giusti? e cosa davvero si eredita se un`eredita` non e` fatta ne` di geni ne` di beni, se non si eredita un regno?

questo libro si interessa dell`amore che dura, delle sue pene e della sua possibile redenzione. non si occupa degli innamoramenti che si esauriscono nel tempo di una notte senza lasciare tracce. indaga gli amori che lasciano il segno, che non vogliono morire nemmeno di fronte all`esperienza traumatica del tradimento e dell`abbandono. cosa accade in guesti legami guando uno dei due vive un`altra esperienza affettiva nel segreto e nello spergiuro? cosa accade poi se chi tradisce chiede perdono e, dopo aver decretato che non era piu` come prima, vuole che tutto torni come prima? dobbiamo ridicolizzare gli amanti nel loro sforzo di far durare l`amore? oppure possiamo confrontarci con l`esperienza del tradimento, con l`offesa subita, con il dolore inflitto da chi per noi e` sempre stato una ragione di vita? questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternita` che accompagna ogni amore vero.