
"se il fascismo nacque a milano, fu a ferrara, con italo balbo, che trovo` la formula del successo nell`accordo con gli agrari e nell`organizzazione militare dello squadrismo. si trattava di una rivoluzione che aveva molti punti di contatto con la reazione e si basava anche su una violenza spesso gratuita. come capo e uomo d`azione, balbo fu inflessibile e determinante nel portare a compimento la conquista del potere e nell`instaurare il regime fascista. ne` l`una ne` l`altro probabilmente si sarebbero verificati - e comunque non in quel modo e in quei tempi - senza la volonta` e la determinazione di balbo. sempre piu` gigantesca appare oggi l`importanza delle imprese aeronautiche ideate, organizzate e realizzate da balbo. la sua intuizione geniale fu di capire che il volo sarebbe stato alla portata di tutti soltanto organizzandolo non come impresa eroica di pochi audaci, ma come prassi quotidiana per uomini comuni che possono volare tranquilli, certi di una perfetta organizzazione a terra come in cielo. su un simile personaggio fiori`, e vive tuttora, una tradizione narrativa e storiografica che, ispirandosi alle sue imprese clamorose, allo stile bizzarro e anticonformista, alla figura fascinosa e all`origine ferrarese, ne ha fatto `un condottiero rinascimentale`, un cavaliere di ventura cinquecentesco vissuto per sbaglio nel ventesimo secolo. niente di piu` falso: l`aspetto forse piu` sorprendente che emerge da questa biografia e` la straordinaria modernita` di balbo come capo e come politico: il suo spiccatissimo senso della propaganda, la capacita` di sfruttare i media e il proprio carisma, l`abilita` di eccitare e incanalare le masse erano qualita` che balbo possedeva in massimo grado, inferiore in questo solo a mussolini. in definitiva, la storia di balbo e` la favola realizzata dell`uomo della strada che dice `se comandassi io` e arriva davvero a comandare, autore, vittima e complice del sistema in cui opera e di cui non si sa liberare." (giordano bruno guerr


tra il gennaio e l`aprile 1942 mussolini convoca a palazzo venezia tutti e novantasei i federali d`italia - i capi del fascismo in ogni provincia - per interrogarli sulla situazione del partito, del lavoro e dell`economia, sullo stato politico, morale e alimentare del paese, sul comportamento delle organizzazioni cattoliche e del clero, sull`atteggiamento degli italiani verso il conflitto mondiale. il duce ascolta, ribatte, interroga, tiene lunghi discorsi sulla storia, la politica, la guerra. in questo volume giordano bruno guerri pubblica, spiega e commenta il testo stenografato di quelle conversazioni, destinato a rimanere segretissimo: un documento da cui affiora uno straordinario autoritratto del regime nel momento della crisi.

la vita di galeazzo ciano fu al centro dei piu` drammatici avvenimenti italiani del novecento. figlio di un eroe nazionale e sposo di edda, la figlia prediletta di mussolini, diventa a 33 anni ministro degli esteri dell`italia fascista. come delfino del duce accresce enormemente il suo potere, gestendolo con disinvoltura tra parate, facili amori, ricchezze. all`estero il suo nome si lega all`ingresso dell`italia nella guerra di spagna, all`annessione dell`albania, al patto d`acciaio, alla non belligeranza, alla guerra contro la grecia. defenestrato per i suoi tentativi di sganciarsi dall`asse, si schiera contro il duce il 25 luglio 1943. poi la tragedia: la fuga fra le braccia dei tedeschi e l`uccisione per mano degli amici di ieri.

l`edizione aggiornata e aumentata della biografia laica di santa maria goretti, che tanto clamore suscito` alla sua prima apparizione. inoltre la risposta, in un`apposita appendice, di giordano bruno gueri alle contestazioni del vaticano,la difesa della sua "scandalosa" ricostruzione dei fatti e l`analisi dell`attuale "politica dei santi" di giovanni paolo ii.
