
per la prima volta fleming si presenta a noi nelle vesti di scrittore di racconti: e le sorprese non mancano, anche se il protagonista di tutti e cinque i titoli e` l`agente segreto che conosciamo bene. incontreremo cosi` quantum of solace, originale e degno omaggio a un venerato maestro della narrazione come maugham; bersaglio mobile, reso celebre dalla trasposizione cinematografica; e soprattutto solo per i tuoi occhi, uno dei casi piu` singolari affrontati da 007, qui mano vendicatrice di m, il direttore del secret intelligence service, e affiancato nell`impresa da una fanciulla armata di arco e frecce. ma ci imbatteremo anche in un episodio inconsueto, che portera` james bond a pesca sullo yacht di un miliardario sadico e brutale, con sviluppi tortuosi e un finale inaspettato. e quando in risico lo invieranno in italia a investigare su un presunto traffico di droga, dovra` sbrigarsela con la malavita nostrana. un bond, insomma, pronto a riconquistare tutti i suoi ammiratori.

se qualcuno gli avesse detto che era un romanzo sperimentale, fleming lo avrebbe probabilmente inseguito con la frusta. ma che "la spia che mi ha amata" sia un esperimento (su bond) e` difficile negarlo. nella prima parte del libro (io) vivienne michel ci parla dei suoi rapporti con gli uomini fino a quel momento; nella seconda (loro) dei guai in cui ha finito per cacciarsi; nella terza (lui), quando la storia sembra avviarsi alla conclusione, suona alla porta un agente del servizio segreto di sua maesta`. ai fatti, presi uno a uno dalla sua vita quotidiana, fleming ha messo la sordina, ma tutto il resto - a cominciare dal sesso, e non del genere piu` soave - lo ha raccontato al massimo del volume. finendo per scrivere il suo libro, paradossalmente, piu` intimo. e il meno classificabile.


puo` essere che ian fleming, come spesso gli accadeva, abbia usato goldfinger per regolare qualche conto, o sublimare alcuni desiderata. di fatto la sconfitta, nell`estate del 1957, ai campionati semiprofessionistici del berkshire golf club non gli era andata giu`, e ancora meno gli stavano piacendo i progetti di ern? goldfinger, l`architetto che in tutta l`inghilterra demoliva palazzi vittoriani, sostituendoli con discutibili edifici modernisti. quanto alla sua attraente vicina di casa a goldeneye, che sarebbe diventata sua amante, somigliava anche troppo a miss galore: solo che si chiamava bianche blackwell, mentre

dopo cinque romanzi, ian fleming confesso` al suo amico eric ambler di avere finalmente capito quali fossero gli ingredienti base per una delle sue (delle loro) storie:

il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di goldeneye, la sua villa in giamaica, ian fleming non ha idea di cosa scrivera`. parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al casino di lisbona, nel 1941. il primo james bond nasce cosi`, ed e` un romanzo molto diverso da come forse lo stesso fleming amava raccontarlo. le scene sono poche, non piu` di quattro, i veri personaggi anche meno. james bond impareremo a conoscerlo meglio, perche` qui e` ancora nei panni - eleganti, spiritosi, crudeli - di ian fleming. ma l`abominevole le chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sara` scordare la bond girl forse piu` letale, la sublime vesper lynd. tutto dunque comincia da qui, dall`odore nauseante di un casino` alle tre del mattino. e la speranza e` che duri il piu` a lungo possibile.
