

"ci sono scrittori che scrivono senza averne l`aria. buzzi senza dubbio e` uno di questi. leggere i suoi libri e` sedersi comodi a un tavolino, davanti a, che so, per esempio un piatto di capesante "spolverate di pan grattato e pepe nero", e ascoltarlo a bocca aperta, con la forchetta a mezz`aria, raccontare di questo e di quello, senza un filo preciso, senza una meta prefissata, eppure diretto, senza sbavature, narrare miniature di esistenza, soffuse di ironia e di pacato umorismo. e le capesante intanto si freddano, mentre la conversazione prosegue e vorresti che non finisse mai. sono libri che si leggono in fretta, quasi con una stupita urgenza, tra un boccone e l`altro. e sono libri a cui si torna spesso, come amici con cui non si vede l`ora di ritrovarsi a cena. queste pagine, frutto della confluenza di brani da "la lattuga di boston", "stecchini da denti" e "quando la pantera rugge", costituiscono un compendio della narrativa di buzzi, un omaggio a un giovane scrittore ultranovantenne che, in punta di piedi e senza prendersi troppo sul serio, si e` guadagnato un posto di spicco nella letteratura dell`ultimo secolo."

il testo si avvicina al tono di una conversazione fra amici che si trasmettono segreti di "alta e bassa cucina". segreti che possono riguardare l`insalata come anche certi piatti esotici e inauditi. non c`e` bisogno di citare le`vi-strauss per far riconoscere che la cucina e` un prezioso elemento della civilta`, dalle innumerevoli ramificazioni. la cucina prosegue nei luoghi, nelle maniere, nell`immaginazione e ci si potra` persino spingere ad affermare che la cucina e` un sapere occulto che serve insieme al piacere e alla sopravvivenza.