
braudel dispiega la sua insuperata capacita` di tracciare le grandi linee di uno sviluppo storico individuando le nervature dei processi. si dedica al "lungo cinquecento", i quasi due secoli che vedono il primo sviluppo del capitalismo europeo e la formazione di un`economia mondiale: processo interrotto a meta` seicento e riavvito un secolo dopo. braudel illustra dapprima le tendenze generali del periodo, poi analizza gli episodi particolari, infine il lungo e frastagliato riflusso che frena lo sviluppo europeo nella prima meta` del seicento.


fernand braudel, con la collaborazione di un altro insigne storico, georges duby, e noti studiosi di varie discipline come roger amaldez, maurice aymard, filippo coarelli, jean gaudemet, piergiorgio solinas, ha realizzato questo grandioso affresco del mediterraneo. come scrive nell`introduzione: "quel che abbiamo voluto tentare e` un incontro costante di passato e presente, l`ininterrotto trascorrere dall`uno all`altro, un concertato senza fine liberamente eseguito a due voci. se tale dialogo, con i suoi problemi che si riecheggiano reciprocamente, anima la sua opera, potremo dire di aver conseguito lo scopo. la storia non e` altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosita` - nonche` delle inquietudini e delle angosce - del presente che ci circonda e ci assedia. piu` di ogni altro universo umano ne e` prova il mediterraneo, che ancora si racconta e si rivive senza posa. per gusto, certo, ma anche per necessita`. essere stati e` una condizione per essere."




