
evgenij petrovic, esule russo, non e` piu` un uomo felice: e` irrimediabilmente segnato dal suo male nero, cosi` come una delle sue gemme che ha riscattato dal monte di pieta` si rivela colpita dal "male nero" che la priva di qualunque valore. al centro di un flusso di personaggi e racconti vitali, il protagonista rifiuta di esserne lambito e persegue con tenacia una condizione di indifferenza e distacco. le tappe del suo esilio diventano fughe da legami che si fanno troppo stretti con cose, luoghi, persone: fughe dalla vita. e soltanto nell`epilogo la sua indifferenza si rivelera` per cio` che e`: la commovente fedelta` a una felicita` perduta.

billancourt e` un sobborgo parigino dominato dalle officine renault. all`epoca di questi racconti (gli anni venti e trenta) vi erano confluiti in massa emigrati della russia sovietica che l`industria francese reclutava con buoni risultati. cosi` billancourt divenne una specie di enclave russa, luogo di tutte le desolazioni e di tutte le nostalgie. c`e` una vena di bizzarria, talvolta di patetica follia in molti personaggi, una comicita` che nasce da invalicabili discordanze, un`amarezza cechoviana sul fondo. tutti elementi che la berberova sa mettere in gioco, fugando ogni patetismo e lasciando parlare la realta`.



il fascino e l`invidia, la sottile crudelta` e l`ambivalenza, le sfumature e le ombre nel rapporto tra due donne di diversa condizione e fortuna. il legame tra una povera pianista - l`accompagnatrice - e una cantante di successo. scritto nel 1934 e pubblicato nel 1985 in francia, e` stato accolto con grande favore dalla critica e dal pubblico, imponendo all`attenzione una scrittrice che con blok e gorkij, pasternak e nabokov, e i molti altri autori da lei frequentati, appartiene a pieno titolo alla storia letteraria e intellettuale del novecento.

come un sogno a occhi aperti si svolge la vicenda di sasa, una piccola emigrata russa che in una parigi fredda e povera guarda se stessa con occhi estranei e assiste allo svolgimento della sua vita. una vita mancata per eccesso di fedelta` e di delicatezza; una vita precaria, mai vissuta davvero, ma solo transitata dagli eventi. cosi` come e` mancata la vita di alesa astasev, il protagonista del primo racconto, anch`egli immigrato in una parigi ostile, che cerca negli altri una ragione per vivere o meglio uno scongiuro contro la morte. due vicende rappresentate come due misteriose metafore e il potere della sua asciuttezza narrativa basta con poche incisive pagine a illuminare la vita dei suoi personaggi di una luce metafisica e conturbante.

"e qui comincia il mio quaderno nero che ancora oggi odora di terra: un tempo fu sotterrato in una cantina e si ricopri` di macchie di muffa verde scuro." con queste parole nina berberova introduce il suo diario segreto, intermittente, fedele ai ritmi oscillatori delle emozioni e del pensiero, una sorta di nucleo primigenio intorno al quale andarono via via formandosi le concrezioni madreperlacee della memoria, quelle stesse che avrebbero visto la luce nel 1969, in forma autobiografica, con "il corsivo e` mio".

due donne in fuga, due destini che non si incrociano ma che appartengono allo stesso disegno del tempo: nella russia devastata dalla rivoluzione, barbara ivanovna e zoia andre`evna fuggono alla ricerca disperata di un luogo lontano e imprecisato, dove poter sopravvivere allo sfacelo che le circonda. la prima e` una nobildonna che si muove con la figlia e che tarda perfino a prendere coscienza del dramma inesorabile che la attende; la seconda, ben piu` lucida, ha invece gia` compreso l`esilio perenne che ha davanti a se`. a tutte e due, pur cosi` diverse, la storia ha riservato la medesima tragica sorte: prima l`esilio e la morte, poi l`oblio, la cancellazione di ogni traccia del loro passaggio.



a un centinaio di chilometri da parigi, una sera di giugno del 1940, un viandante, un musicista, busso` alla porta di marija leonidovna suskova. marija accolse lo sconosciuto senza fare domande, non poteva immaginare che quel desiderio espresso per scherzo pochi giorni prima, rivedere il suo amato mozart, si sarebbe avverato. marija divise con l`ospite misterioso lunghe giornate, ma la guerra era ormai alle porte; quando per marija e la sua famiglia giunse il momento di fuggire, lo sconosciuto, all`improvviso come era arrivato, se ne ando`, solo e silenzioso, verso nuove, oscure destinazioni.