
"angeli, non angli", esclama il futuro papa gregorio magno quando vede dei bellissimi schiavi inglesi in vendita nel foro di roma. da questa frase prende l`avvio la missione di riconversione della britannia abbandonata dalle legioni e occupata dagli angli e dai sassoni. e l`inizio ideale della "storia degli inglesi" composta da beda nel viii secolo. leggermente balbuziente, chiuso per tutta la sua vita nei monasteri di wearmouth e jarrow, beda possiede pero` "l`ardente spiro" del quale dante lo vede fiammeggiare nel ciclo dei sapienti. ha commentato quasi tutta la bibbia, si e` occupato del computo del tempo ha composto un "de natura rerum", trattati di ortografia e metrica, vite di santi e persino poesia. la sua "historia ecclesiastica gentis anglorum", della quale la fondazione valla pubblica in due volumi la prima edizione critica in quaranta anni, e` fra le piu` belle opere storiografiche del medioevo. tutto e` organizzato con mano sapiente e narrato col piglio dello scrittore di razza. ma tutto, anche, ha l`aura delle origini e il passo della meditazione sugli accadimenti: se beda vuole ancorare a roma l`alba delle vicende inglesi e` perche` quella che gregorio, per mezzo del suo missionario agostino, porta nel kent e` una nuova cultura.