
non esistono guadagni senza perdite, e il sogno di una felicita` per il guadagno, depurata del dispiacere per la perdita, e` altrettanto vano della proverbiale speranza di un pranzo gratis. i guadagni e le perdite connessi a ognuno dei vari sistemi di convivenza umana vanno accuratamente conteggiati, per tentare di pareggiarli il piu` felicemente possibile. ma non e` mai esistito, e mai esistera`, un bilancio dove ci sia la voce dell``avere`, ma non quella del `dare`. la gioia della vita civile si ottiene solo insieme alla sofferenza, la soddisfazione va sottobraccio al disagio e l`obbedienza alla ribellione. la civilta`, quest`ordine artificiale imposto sul disordine naturale dell`umanita`, e` un baratto, un compromesso sempre rimesso in questione e volta a volta rinegoziato. "il disagio della postmodernita`" e` uno dei libri fondamentali di bauman. una lettura imprescindibile per chiunque voglia capire il suo tempo in tutte le sue implicazioni e le sue contraddizioni.

la direzione del pendolo della mentalita` e degli atteggiamenti pubblici e` cambiata: le speranze di miglioramento, che erano state riposte in un futuro incerto e palesemente inaffidabile, sono state nuovamente reimpiegate nel vago ricordo di un passato apprezzato per la sua presunta stabilita` e affidabilita`. con un simile dietrofront il futuro, da habitat naturale di speranze e aspettative legittime, si trasforma in sede di incubi: dal terrore di perdere il lavoro e lo status sociale a quello di vedersi riprendere le cose di una vita, di rimanere impotenti a guardare mentre i propri figli scivolano giu` per il pendio del binomio benessere-prestigio, di ritrovarsi con abilita` che, sebbene faticosamente apprese e assimilate, hanno perso qualsiasi valore di mercato. la via del futuro somiglia stranamente a un percorso di corruzione e degenerazione. il cammino a ritroso, verso il passato, potrebbe trasformarsi in un itinerario di purificazione dai danni che il futuro ha prodotto ogni qual volta si e` fatto presente.


noi siamo un solo pianeta, una sola umanita`. quali che siano gli ostacoli, e quale che sia la loro apparente enormita`, la conoscenza reciproca e la fusione di orizzonti rimangono la via maestra per arrivare alla convivenza pacifica e vantaggiosa per tutti, collaborativa e solidale. non ci sono alternative praticabili. la `crisi migratoria` ci rivela l`attuale stato del mondo, il destino che abbiamo in comune. abbiamo eletto gli stranieri a causa di tutti i nostri mali. in realta` il nostro senso crescente di precarieta` e paura dipende dalla incapacita` di governare l`enorme forza dei processi di globalizzazione.

la metafora della liquidita`, da quando bauman l`ha coniata, ha marcato i nostri anni ed e` entrata nel linguaggio comune per descrivere la modernita` nella quale viviamo. individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile, vulnerabile, nella quale a una liberta` senza precedenti fanno da contraltare una gioia ambigua e un desiderio impossibile da saziare.

ricondurre alla ragione il caos del mondo, con tutto cio` che implica un`operazione cosi` ambiziosa: ordinare, classificare, calcolare, sottoporre a controllo, dissipare le zone d`ombra, identificare l`indistinto, bandire l`ambiguo. tra i princi`pi portanti della modernita`, questa e` l`idea-architrave, che per secoli ha ispirato pensieri e azioni di interi popoli. conteneva un progetto di costruzione sociale e una promessa di felicita`. il primo ha lasciato dietro di se` delle macerie, la seconda non e` mai stata adempiuta. in un saggio che ha la dirompenza degli eventi intellettuali pronti a fare da segnavia, zygmunt bauman mette a tema il fallimento di un`epoca della storia umana, misurandolo sulla insostenibilita` della pretesa iniziale. e l`ambivalenza, infatti, e non l`univocita`, la condizione normale in cui ci tocca vivere. noi esseri finiti ci condanniamo alla perenne inadeguatezza se ammettiamo soltanto l`alternativa rigida tra l`ordine e l`informe, tra le entita` (cose, persone, collettivita`, situazioni, categorie della mente) che il linguaggio riesce a nominare in modo trasparente e l`imprevedibile, l`indecidibile, l`indeterminato, l`incontrollabile, di cui avvertiamo la presenza minacciosa. in una simile inadeguatezza - e nell`autoinganno di un`identita` certa - fini` intrappolata, ad esempio, gran parte dell`intellighenzia ebraica di lingua tedesca, quando tra otto e novecento tento` diverse strategie di assimilazione alle e`lite dominanti.

credevamo che nella modernita` saremmo riusciti a lasciarci alle spalle le paure che avevano pervaso la vita in passato; credevamo che saremmo stati in grado di prendere il controllo della nostra esistenza. "noi, uomini e donne che abitiamo la parte "sviluppata" del mondo (la piu` ricca, la piu` modernizzata), siamo "oggettivamente le persone piu` al sicuro nella storia dell`umanita`". lo siamo contro le forze della natura, contro la debolezza congenita del nostro corpo, contro le aggressioni esterne. eppure proprio noi che godiamo di sicurezza e comfort senza precedenti, viviamo in uno stato di costante allarme. questo nuovo libro di zygmunt bauman e` un inventario delle nostre paure. e il tentativo di scoprirne le origini comuni, di esaminare i modi per disinnescarle e aprirci gli occhi sul compito con cui dobbiamo confrontarci se vogliamo che domani i nostri simili riemergano piu` forti e sicuri di quanto noi siamo mai stati.

stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, citta` alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre piu` effimera e incerta. e liquido. una societa` puo` essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. la vita liquida, come la societa` liquida, non e` in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. sospinta dall`orrore della scadenza, la societa` liquida deve modernizzarsi o soccombere. e chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione. la posta in gioco di questa gara contro il tempo e` la salvezza (temporanea) dall`esclusione.

"la solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. in una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia". i protagonisti di questo libro sono gli uomini e le donne nostri contemporanei, che anelano la sicurezza dell`aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno. eppure sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono ne` pensano di poter sopportare.

la societa` e` sotto assedio: le nuove e`lite organizzate hanno, per riaffermare il dominio del mercato, rotto tutti i legami che la tenevano unita. sono finiti i partiti politici e sono in crisi le associazioni, sono piu` deboli i nostri vincoli con la comunita` religiosa e perfino i legami matrimoniali e familiari sono piu` labili. sedotto dalla pubblicita` e da potenti modelli televisivi, l`individuo e` solo di fronte al mondo globale. in teoria puo` collegarsi sempre e dovunque con tutti. in pratica, i suoi contatti sono momentanei, sempre reversibili e mai duraturi. zygmunt bauman e` professore emerito di sociologia nelle universita` di leeds e varsavia e uno dei sociologi piu` conosciuti a livello internazionale.


l`autore distingue nella societa` contemporanea due diverse strtegie messe in opera dagli uomini per fronteggiare la morte. la prima, che chiama di tipo moderno, mira alla "decostruzione della mortalita`". nella societa` moderna non si muore, si e` uccisi da qualcosa. l`attenzione si concentra sulle singole cause, contingenti, evitabili e razionalmente aggredibili. veniamo a poco a poco addestrati a pensare non alla morte in generale, ma alle singole morti. la seconda strategia, che bauman chiama post-moderna, consiste nella "decostruzione dell`immortalita`". in un`epoca in cui il futuro e` gia` cominciato, il domani non si distingue dall`oggi, vita e morte si confondono e appaiono happening fugaci e passeggeri.
