
banham, visitando il deserto del mojave, si accorge un giorno che il "puro deserto" non esiste: ovunque, anche in quella landa smisurata e letale che e` l`america desertica, la vita ha lasciato nei millenni impronte, modificazioni, architettura. in una parola "civilta`", capace di ispirare un resoconto - meta` libro di viaggio e meta` trattato, ma con modi da romanzo - che nel suo girovagare tra sentieri, piste, binari abbandonati, villaggi indiani, finisce per parlare di tutto il mondo, e della vita, e del suo senso.

pubblicato per la prima volta nel 1960 e tradotto in italiano nel 1970, il volume affronta il cruciale nodo del movimento moderno con la volonta` di rileggerne le vicende nei suoi complessi e contraddittori sviluppi, al riparo dalle mitologie pionieristiche o eroicizzanti proposte da altri interpreti. l`intento di banham e` quello di valutare gli apporti che a diverso titolo partendo dai teorici accademici degli ultimi decenni dell`ottocento per giungere infine a futurismo, espressionismo e de stijl - hanno contribuito a dar vita all`architettura modema. riletti in questa prospettiva le corbusier, mies van der rohe o il bauhaus risultano cosi` piu` ricchi e problematici di quanto non fossero apparsi prima alla storiografia architettonica.
