Nuovo lavoro per la band folk rock anglosassone. 2003
Esordio solista per il batterista dei Fleet Foxes, con una proposta folk rock di matrice malinconica ed introspettiva. Con influenze di Nick Drake, Damien Jurado, Pete Seeger e Ray Lamontagne.
Un disco poco usuale. Maura O'Connell ha pensato a lungo a questo progetto, un album a cappella per sole voci, e lo ha portato a termine grazie al produttore Gary Paczosa. Ci sono arie tradizionali, brani impegnati politicamente, Shipbuilding di Wyatt e la struggente Hay Una Mujer Desaparecida. Jerry Douglas ed altri amici danno più sostanza al lavoro.
Album dedicato ai senza tetto, con registrazioni fatte per l'occasione da: Lowen & Novarro, Dan Bern, Jonathan Cain, Mavis Staples, Box Town, Rita Coolidge, Richie Havens, Laura Harding, Brenda Russell e molti altri.
Live at Carnegie Hall, 1963
Uno dei dischi più noti della irish singer, 1993
Energici, vitali, potenti. I Flogging Molly incontrano i Pogues. Un live vibrante di irish rock, con influenze punk ed energia a non finire. Ninte di nuovo, ma decisamente coinvolgente.
Volume 2: with Pete Jolly. Secondo volume di registrazioni caiforniane, con Rob Magnusson e Roy McCurdy. Contiene due tracce inedit. Ristampa rimasterizzata Omnivore 2017.
In realtà il nome di questo disco è Offa Rex, pseudonimo sotto il quale si celano la folksinger inglese Olivia Chaney e Colin Meloy ed i suoi Decemberists. Meloy ha conosciuto la Chaney un paio di anni fa, quando ha pubblicato un disco per la Nonesuch, The Longest River. Poi ha avuto l'idea di registrare assieme a lei e la ha chiamata a Portland dove, assieme alla sua band ed al produttore Tucker Martine, ha messo nero su bianco queste sessions.
L'idea era quella di rifare i Fairport Convention, band motlo amata da Meloy, e di riprendere il suono folk anglo-scoto irlandese ma anche di inventarsi qualche cosa di diverso. E l'esperimento è riuscito, mischiando sonorità americane e melodie albioniche, fondendo suoni e stili. Offa Rex è un disco molto interessante, tutto da scoprire.
Ralph McTell, 74 anni, è sulla scena da quasi sessanta anni. Questo nuovo album, il primo da vari anni a questa parte, lo vede lavorare con la produzione di Tony Visconti, l'uomo che lo ha lanciato. Il disco, ben suonato e composto da una serie di canzoni di tutto rispetto, conferma la bravura di McTell, la sua qualità come autore e la sua forza naturale come interprete. Lo confermano canzoni come Oxbow Lakes, Brighton Belle, Clear Water, Close Shave, Gertrude and Alice. Il maestro è di nuovo tra noi.
Natalie MacMaster, canadese, è una musicista creativa ed innovativa, al tempo stesso. Il violino è il suo strumento, il folk la sua musica. Ma il suo approccio è personale e Sketches è una collezione fiera e diretta di brani tradizionali e acnzoni nuove, ma con una matrice molto classica al loro interno.
Home demos e registrazioni fatte a casa per il navigato folksinger. Tra le canzoni interpretate, abbiamo Lonesome Valley Geese, The Times They Are A- Changin', Angel From Montgomery, October Song, Plains of Waterloo. Topic Records.

2 CD. Field recordings, fatte negli anni sessanta in California, da Alan Oakes. Oakes era una sorta di ricercatore musicale, uno che registrava tutto quello che vedeva o sentiva, una sorta di Moses Asch ante litteram. Questo doppio raccoglie tutte registrazioni fatte, di musicisti assolutamente sconosciuti, ma anche di gente del calibro di Rev Gary Davis, Mark Spoelstra, Doc Watson, Sandy and Caroline Paton, Ed Trickett, The New Lost City Ramblers, Jim Ringer, Will Scarlet, Mississippi Fred McDowell e molti altri. Il doppio CD è corredato da un bel libro con foto e testo.
Angus e Julia Stone, fratelli nella vita reale, collaborano da tempo anche a livello musicale. Fanno del folk, elettrico, mischiano la canzoni d'autore con idee e musica propria. Hanno già alcuni dischi alle spalle, e poi Julia ha anche fatto dei dischi come solista. Non sono molto noti, al di fuori della terra natia, ma questo disco, ben prodotto e molto curato, è in grado di dare loro la giusta notorietà.
83 anni compiuti, mica bruscolini. Ma Tom Rush, uno dei grandi folksinger Usa sin dagli anni sessanta, è ancora sul pezzo. Come conferma il nuovo album, un solido e ben costruito disco di canzoni, tutte nuove. Non pubblicava un nuovo disco da cinque anni il veterano Tom Rush, che in Gardens Old, Flowers New conferma la sua bravura di compositore, ma anche di performer,proponendo 13 nuove canzioni e la rielaborazione di un traditional blues: Custard Pie, che lui intitola Gimme Some Of It, cambiando anche il testo. Alcuni dei brani nuovi, come Glory Road, Siena's Song, Sailing, To See My Baby Smile, Won't Be Back At All Nothin', The Harbor, li aveva già suonati nei concerti. Ma il disco in sè stesso è ben costruito e decisamente piacevole. Tom, voce e chitarra acustica, dà il meglio di sè ed è in forma perfetta, aiutato da Matt Nakoa ( arrangiatore e musicista da lungo tempo al suo fianco ) e da una serie di musicististi di talento come Mike Reilly, Graig Aikin, Abbie Gardner, Joe Nerney, Seth Glier, Dave Eggar.Un ritorno inatteso quanto decisamente gradito.
Album del 1994 dei chitarristi Jorge Strunz dalla Costa Rica e Ardeshir Farah dall'Iran. "Non c'è nulla di più bello di una chitarra, tranne forse due chitarre".