in questo libro analizziamo gli ultimi sette anni di politica italiana, che si aprono con il conte i, il governo di avventurieri e dilettanti, e si chiudono con il governo meloni, nel segno dell`eurosolubilita dei sovranisti all`italiana: la minaccia sovranista, giunta al governo a roma, si e dunque sciolta nel campo di forze europeo. nel mezzo, prima il conte ii, un parziale riequilibrio europeista, poi lo spartiacque rappresentato dall`esecutivo di mario draghi, un governo d`eccezione del partito europeo, chiamato a presidiare l`avvio del next generation eu e ad instradare l`italia sulla via del riarmo europeo. nelle scelte fondamentali, il governo meloni non ha derogato dal quadro europeo ed euroatlantico. con le scelte sull`ucraina, sulla coalizione dei volenterosi e sul riarmo europeo, incluse decisioni politiche sul terreno dell`industria della difesa, roma ha risposto "presente" all`euromobilitazione. le fragilita strutturali italiane non sono scomparse e l`inedita fase di stabilita politica italiana potra rivelarsi una breve parentesi. anche l`eurosolubilita non e un destino ineluttabile e la crisi politica rimane nel novero degli scenari futuri. ma e un fatto che, finora, sul terreno decisivo del riarmo, il sovranismo all`italiana si e rivelato europeista. "facilmente - scrivevamo nel gennaio del 2019 - il sovranismo diverra il cane da guardia dell`europeismo, presidio delle frontiere dell`europa potenza o avanguardista delle sue guerre nella nuova fase strategica".
cio che tiene assieme le due prospettive con cui e affrontata la questione della bomba - il ruolo strategico e politico dei deterrenti atomici nella contesa imperialista e l`industrializzazione della scienza che li ha resi possibili - e la dimostrazione di quanto questa societa del capitale sia stretta in un`insolubile contraddizione. scienza e forze produttive hanno trasformato il mondo, ma per l`intrinseca natura del capitale e dell`imperialismo lo hanno diviso nella lotta di potenza sino alla catastrofe della guerra e dell`olocausto atomico. il capitale distrugge cio che costruisce. hiroshima e nagasaki sancirono il culmine della rottura dell`ordine nella seconda guerra mondiale imperialista. si dice che, nell`ordine postbellico, nessuna potenza nucleare ha mai davvero inteso l`impiego della bomba; il suo uso e stato, appunto, quello della minaccia e della deterrenza. la crisi dell`ordine va pero muovendo le forze tettoniche del confronto di potenza, e accumula anche le forze distruttive del riarmo. chi puo dire se nel moltiplicarsi delle tensioni e nella proliferazione degli attori nucleari, negli affrontamenti tra piccole, medie e grandi potenze, nelle piccole guerre della crisi dell`ordine o in una grande guerra della rottura dell`ordine la barbarie sara trattenuta dai calcoli razionali della deterrenza? solo la strategia rivoluzionaria puo scongiurare la minaccia di altre hiroshima e altre nagasaki.
"quel sorprendente paese che e il gulag, frantumato dalla geografia in arcipelago, ma unificato dalla psicologia in continente, e un paese quasi invisibile, quasi impalpabile, abitato dal popolo degli zek". dal circolo polare artico alle steppe del caspio, dalla moldavia alle miniere d`oro della kolyma in siberia, le "isole" del gulag - l`organismo che gestiva i campi d`internamento nell`unione sovietica - formavano un invisibile arcipelago, popolato da milioni di cittadini sovietici. nei gulag e vissuta o ha trovato fine o si e formata un`"altra" russia, quella di cui non parlavano le versioni ufficiali, e di cui solzenicyn, per primo, ha cominciato a scrivere la storia. in un fitto intreccio di esperienze dirette, di apporti memorialistici, di minuziose ricostruzioni dove non un solo nome o luogo o episodio e fittizio, "arcipelago gulag" racchiude una tragica cronaca di quella che e stata la vita del popolo sovietico "del sottosuolo" dal 1918 al 1956. una straordinaria opera corale che ha visto la luce per la prima volta a parigi nel 1973. questa edizione recepisce sia le importanti aggiunte e integrazioni apportate al testo dallo stesso solzenicyn nel 1980, sia i successivi interventi, volti a esplicitare nomi e luoghi, effettuati nell`edizione curata da sua moglie nel 2006.