i diritti non sono piu uguali per tutti. i doveri sono in carico solo a chi non puo eluderli. si diffonde l`idea che i vincenti del capitalismo siano `uomini diversi`, superiori, a cui i piu deboli si devono affidare per essere meglio governati e protetti, secondo una logica feudale. il mondo nuovo cui siamo approdati somiglia sempre di piu a quello dell`ancien regime.
"la vita anteriore" e l`autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni quaranta, che ha un tratto che la rende particolare. e l`unica nella storia che si sia trovata a `saltare un evo intero` - o forse piu di uno - e a superare in una vita sola tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare. nell`intervallo tra allora e ora e infatti cambiata ogni cosa, piu volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l`ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, le relazioni tra le persone e i rituali sociali, l`educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l`abbigliamento e la concezione del corpo, dell`identita personale e del sesso, le pratiche religiose, il modo di guardare e di fotografare, di parlarsi e di telefonare, i mezzi di trasporto e il modo di viaggiare, la cura della salute, il modo di mangiare, l`eros e le passioni, la compassione e la pieta, le forme politiche e la socialita. questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, ha bisogno di essere raccontato perche, per una strana deformazione imposta dalla modernita, quanto piu sappiamo di quel che accade, tanto meno ci rendiamo conto di quel che scompare e va via. con una scrittura appassionata, forti zoomate tra passato e presente e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, "la vita anteriore" racconta questo turbine, vividamente restituito dalle molte fotografie di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali.
gli eventi recenti nella striscia di gaza hanno riacceso l`interesse del pubblico verso una comprensione piu profonda delle radici storiche del conflitto israelo-palestinese. le mobilita forzate - dall`esilio della maggioranza dei palestinesi nel 1948 alle espulsioni del 1967, fino ai trasferimenti che si sono susseguiti nei decenni successivi - rappresentano un elemento imprescindibile della storia di quest`area. questo libro ricostruisce la storia dei rifugiati palestinesi utilizzando fonti documentarie inedite e immagini provenienti da archivi disseminati in tutto il mondo. e lo fa coprendo un arco temporale straordinariamente ampio, che parte dalle migrazioni all`interno dell`impero ottomano nel xix secolo fino ad arrivare agli sviluppi piu recenti, passando attraverso i momenti cruciali delle espulsioni nel 1948 e dell`occupazione nel 1967. una prospettiva di lungo periodo che permette di comprendere continuita e rotture storiche spesso ignorate dalla cronaca contemporanea, offrendo chiavi di lettura originali per interpretare il presente. le vicende dei rifugiati palestinesi, infatti, investono anche il modo con cui viene ricostruito e narrato il conflitto arabo-israeliano. i palestinesi non sono stati privati soltanto di case, comunita e territori: da esuli e rifugiati, sono state anche negate la loro soggettivita e l`identita, presentati come vittime e mai protagonisti. una storia mai raccontata, oggi piu necessaria che mai.
le big tech supportano strategie belliciste e partecipano direttamente alle attivita militari e di intelligence. lo stato non puo fare a meno delle loro capacita finanziarie, infrastrutturali e tecnologiche.