il lussuoso sanatorio berghof domina davos, nelle alpi svizzere. qui giunge da amburgo "un giovane uomo come tanti", l`aspirante ingegnere hans castorp. ma la sua visita di tre settimane al cugino tisico si trasforma in una permanenza di sette anni perche castorp si scopre malato. la sua lunga avventura sul monte "pazzo di magia" assume cosi i contorni di una fiaba, di un romanzo di formazione, di un`indagine filosofica sul tempo, di una storia iniziatica all`ombra dell`orrore della storia: "un documento della psicologia europea e dei problemi spirituali nei primi trent`anni del ventesimo secolo", dichiarera lo stesso mann. composto all`indomani della grande guerra, "la montagna magica" vive in una dimensione onirica e allegorica che molto deve anche alle suggestioni freudiane. attraverso la propria esperienza e la conoscenza degli altri malati - il massone umanista settembrini, il cupo gesuita naphta e la sensuale nobildonna russa clawdia chauchat, di cui si innamora -, castorp, incarnazione del "perdigiorno" romantico attratto dall`estetica della morte, supera la propria malattia - morale prima ancora che fisica - per approdare alla conclusione che solo l`amore, l`eros creatore di vita e di pensiero, e non la ragione, puo salvare l`uomo. questo sfaccettato romanzo-mondo, perturbante e ipnotico, intessuto di leitmotive ripresi e variati, e proposto nella magistrale traduzione di renata colorni che, fin dal titolo, sottolinea la malia, l`attivo potere di incantamento erotico e trasformazione intellettuale e spirituale che la montagna esercita su quanti la abitano.
la conoscenza e una maledizione e la creazione un tormento: tonio kroger lo sa dai tempi della scuola. sin da adolescente ha cercato di vivere in sintonia con il mondo, ma e stato costretto a prendere coscienza della sua diversita, di una vocazione che lo ha spinto all`isolamento e lo ha portato a fare della poesia la ragione della sua vita sino a diventare uno scrittore affermato. pubblicato nel 1903,tonio kroger e un ritratto dell`artista da giovane non privo di allusioni autobiografiche. thomas mann scava nel dilemma che affligge il protagonista, diviso tra il disprezzo e l`invidia delle delizie della mediocrita borghese, lacerato dalla contraddizione tra il demone solitario della scrittura e la nostalgia di un`esistenza comune e ordinaria, e lo elegge a simbolo della sua personale ricerca di un`armonia tra arte e morale, tra estetica e vita.
all`apice del successo, lo scrittore gustav von aschenbach vive una fase di stanchezza creativa. dopo anni di severa disciplina, un`improvvisa smania di viaggiare lo conduce a venezia. nel lussuoso hotel dove alloggia e affascinato da un ragazzo polacco: la perfezione che ha sempre ricercato pare essersi incarnata nella bellezza efebica di tazio, per il quale prova una passione irresistibile fatta di sguardi e silenzi. ridotto a fingere una artificiosa giovinezza con belletti e tinture, consumera la sua ossessione in un estenuante inseguimento dell`adolescente tra le calli della citta, minacciata da una epidemia di colera. "la morte a venezia" (1912), il piu celebre racconto di thomas mann, e un ritratto dell`artista maturo, impietoso fino alla caricatura. il tema del conflitto tra arte e vita, tra istinti e decoro borghese si risolve tragicamente in una fatale attrazione per il nulla, in un voluttuosocupio dissolvi nella cornice splendida e decadente di una citta che seduce e ammorba.