"la boscaiola" era un tipo schivo, pero non dava fastidio a nessuno: una di quelle persone che non sembrano avere amici e nemmeno nemici. eppure qualcuno l`ha uccisa. poi ha infierito sul suo cadavere come se avesse un intento preciso. ai piedi del castagno dei cento cavalli, un albero secolare che cresce sulle pendici dell`etna, due guardie forestali ritrovano il corpo di una donna brutalmente assassinata. la scena del crimine e sconcertante. per il vicequestore della mobile di catania, vanina guarrasi, l`indagine si presenta subito complessa, se non altro perche sulla vittima non esistono praticamente notizie, quasi non avesse un passato. l`esperienza e la memoria del commissario in pensione biagio patane sono dunque piu utili che mai, anche se l`anziano poliziotto appare un po` distratto da un problema personale. del resto, la stessa vanina fatica a conciliare la vita privata con il lavoro: la prima la richiama sempre a palermo, sua citta natale; il secondo la portera invece in un "luogo dell`anima" che appartiene alla sua infanzia.
e notte, l`orfanotrofio e` immerso nel sonno. tutte le ragazze dormono, tranne una. si chiama cecilia, ha sedici anni. di giorno suona il violino in chiesa, dietro la grata che impedisce ai fedeli di vedere il volto delle giovani musiciste. di notte si sente perduta nel buio fondale della solitudine. cecilia si alza di nascosto dal letto e raggiunge il suo posto segreto: scrive alla persona piu` intima e lontana, la madre che l`ha abbandonata. la musica per lei e` un`abitudine come tante, un opaco ripetersi di note. cosi` passa la vita all`ospedale della pieta` di venezia, dove le giovani orfane scoprono le sconfinate possibilita` dell`arte pur vivendo da recluse. le cose cambiano quando arriva un nuovo compositore e insegnante di violino. si chiama don antonio, e` un giovane sacerdote, ha il naso grosso e i capelli colore del rame. la sua carriera e` agli esordi, non e` ancora diventato il grande vivaldi. con una nuova postfazione dell`autore.