perdersi e` un libro che ci regala qualcosa di prezioso: la liberta` di esplorare, il piacere di abbandonare le idee precostituite e abbracciare l`incertezza. d`ambrosio instaura infatti un dialogo intimo con il lettore e, attraverso una prosa armoniosa ed equilibrata e uno stile frizzante, lo coinvolge in una conversazione continua con se stesso. la raccolta - che si colloca nella tradizione del new journalism di joan didion e hunter thompson - si apre con due saggi ambientati a seattle, luogo natale dell`autore, dissertazioni ironiche e decisamente folli sulla citta` prima che diventasse di moda, passando poi a uno scritto su il giovane holden in cui si esplora la perdita di identita`. ma che parli di una citta`, un personaggio o la sua stessa storia familiare, e` l`isolamento il grande soggetto di d`ambrosio che in perdersi, attraverso il linguaggio del saggio narrativo, sfida le convenzioni mettendosi in discussione in un modo che una storia o un racconto breve non avrebbero permesso. un esempio lucido di moderno romanzo.
a nordi`a, futuristica citta` che non esiste sulle mappe, "vigilanza" e` la parola d`ordine per realizzare un sogno di perfezione collettiva fondato sulla disciplina, la sicurezza e un consenso sociale estremo e intollerante. quel sogno entusiasma la maggioranza della popolazione e spaventa e indigna i pochi che scelgono di resistere o dileguarsi. tra questi c`e` una famiglia che si va frantumando. la moglie, rita, sembra accorgersi che le utopie che avevano caratterizzato il suo passato sono diventate una pericolosa nostalgia, e assieme vede svanire l`amore per il marito. questi, al contrario di lei, non accetta il quieto vivere narcotizzato promulgato dal governo e fugge dal paese, lasciando la donna e la piccola assia dietro di se`. con il trascorrere degli anni la situazione di rita si rivela sempre piu` difficile, mentre la figlia coltiva un rancore intenso e ribelle. un giorno rita si scopre improvvisamente sola. per troppo tempo ha guardato da un`altra parte, come sperando si trattasse di un brutto incubo, di un`allucinazione destinata a dissolversi. ora si trova a lottare per mantenere un suo equilibrio e non soccombere ai rimorsi. la citta` inizia a inquietarla profondamente: ormai il razzismo e` promosso come modernita`, i cittadini vengono suddivisi per categorie, il controllo, referendum dopo referendum, diventa sempre piu` assoluto, tutto e` videosorvegliato, non esiste un diritto di accesso e di movimento senza un pass, un codice, una parola d`ordine...