evgenij petrovic, esule russo, non e` piu` un uomo felice: e` irrimediabilmente segnato dal suo male nero, cosi` come una delle sue gemme che ha riscattato dal monte di pieta` si rivela colpita dal "male nero" che la priva di qualunque valore. al centro di un flusso di personaggi e racconti vitali, il protagonista rifiuta di esserne lambito e persegue con tenacia una condizione di indifferenza e distacco. le tappe del suo esilio diventano fughe da legami che si fanno troppo stretti con cose, luoghi, persone: fughe dalla vita. e soltanto nell`epilogo la sua indifferenza si rivelera` per cio` che e`: la commovente fedelta` a una felicita` perduta.
"quanta stella c`e nel cielo..." - il verso di una ballata giovanile del poeta ungherese sandor petofi - e il filo di luce che accompagna il cammino di anita, memoria fragile e ostinata di un mondo spezzato. non ha ancora sedici anni, eppure sulle spalle porta il peso dei campi di concentramento e di un`infanzia strappata. quando fugge dall`orfanotrofio ungherese, lo fa con un solo desiderio: raggiungere la zia monika, unico approdo rimasto. al confine la attende eli, il giovane cognato della zia, incaricato di scortarla in cecoslovacchia. ma in un`europa che ancora trema per le ferite della guerra, dove ogni viaggio in un treno gremito e un attraversamento clandestino, eli vede in lei nient`altro che un corpo vulnerabile, disponibile alla conquista. intorno ad anita si muovono figure che tentano di rifondare il proprio destino: chi lotta per cancellare il passato e chi invece lo porta inciso nella pelle, chi si impegna a mettere radici e chi si sente condannato a vagare, chi rifiuta la violenza e chi teme di non sopravvivere senza di essa. con una prosa commossa e insieme nitida, edith bruck ricrea l`atmosfera inquieta del dopoguerra, tra macerie concrete e fratture interiori. quanta stella c`e nel cielo e il romanzo di un ritorno alla vita narrato da chi ha visto la morte da vicino, un racconto in cui ogni personaggio sembra sospeso tra cio che e stato e cio che potrebbe ancora essere. una meditazione intensa sulla speranza, sulla difficolta del rinascere e sulla forza, inesorabile e necessaria, della memoria.