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"cio` che biagio marin canta costantemente e inconsciamente e` la tensione generatrice", ha scritto pier paolo pasolini. la sua poesia, ha aggiunto claudio magris, costituisce "una risposta consapevolmente radicale alla crisi della lirica moderna". l`opera di marin si muove tra questi due poli: un`autenticita` istantaneamente comunicativa e una raffinata coscienza delle lacerazioni del nostro tempo; suo fulcro e chiave e` un linguaggio che si sottrae a ogni compromesso, proteso verso quella "vita vera" di cui la lirica moderna constata e denuncia l`esilio. il dialetto si cristallizza in una lingua poetica immediata, elementare, progressivamente assimilata a oggetti e orizzonti drasticamente semplificati.

carlo carra` (1881-1966), grande protagonista della pittura moderna europea della prima meta` del `900, torna dopo oltre trent`anni a milano, sua citta` di elezione, e proprio a palazzo reale, che fu la sede nel 1987 della grande rassegna monografica dedicata all`artista. sempre in questa stessa sede, nel 1962, si era svolta la monografica allestita, con carra` ancora in vita, sotto la presidenza di roberto longhi, che dell`artista era stato primissimo estimatore dai tempi del futurismo. il volume che ora si propone, a differenza di precedenti pubblicazioni che hanno invece considerato le opere di carra` inserite in progetti incentrati su movimenti artistici (futurismo, metafisica, valori plastici, realismo magico, ecc.), ha l`obiettivo di disegnare l`intero percorso artistico del maestro attraverso le sue opere piu` significative, da alcune iniziali prove divisioniste, ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti del futurismo e della metafisica, ai dipinti ascrivibili ai cosiddetti "valori plastici", ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realta` a partire dagli anni venti, con una scelta tematica che lo vedra` attivo sino alla fine dei suoi anni.

"non esiste gioiello, universale e assoluto, ma molteplici concezioni di gioiello, legate al tempo, alla cultura, al gusto, in sintesi: alla storia dell`uomo." (alba cappellieri, direttore del museo del gioiello)

dal rinascimento agli albori della rivoluzione industriale, il mobile italiano e stato la sintesi delle arti che giorgio vasari defini "congeneri", ossia la cui invenzione e legata alla comune esperienza del disegno. per secoli pittori, architetti, scultori, lavorarono assieme a intarsiatori, ebanisti, intagliatori, creando opere di straordinaria qualita artistica. mobili non solo d`uso, bensi concepiti per il piacere di circondarsi della bellezza, per desiderio di esibire ricchezza, prestigio personale o dinastico. il libro si propone dunque di raccontare, in maniera chiara e lineare, la storia del mobile italiano nell`eta moderna, ovvero dal rinascimento al primo ottocento, ripercorrendo - proprio sulla falsa riga di vasari - le vite dei maestri piu famosi, o meglio di quelli di cui si e tramandata una certa memoria storica unita a un significativo corpus di opere, accanto ai quali non mancano riferimenti a un gran numero di comprimari, maestri le cui storie si sono perdute, di cui rimangono tracce fugaci, accenni e opere sparute. accompagnato da un ricco apparato iconografico, il volume e completato da una corposa bibliografia ragionata e da indici.

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