Band Italiana Roots-Rock,che incide per la Mood-Food.
Buzz,Hotrods,David John The Mood etc.
Un classico, fine anni ottanta
Il meglio del periodo Vanguard: 25 canzoni, con diversi brani inediti.
Nuovo album per il quasi ottantenne cantautore. Paxton, che ha una invidiabile e lunghissima discografia alle spalle, scrive ancora canzoni ed è dotato di un voce bella e decisa. Una voce che non sente l'età. Questo disco, dove Tom scrive canzoni nuove ma rilegge anche un classico come Outward Bound, presenta 13 canzoni, alcune molto belle, di derivazione folk. E lo fa con l'aiuto di musicisti provetti che rispondon ai nomi di Pat Alger, Cathy Fink, Marcy Marxer. 79, ma non li dimostra minimamente.
Ecco, finalmente, l'atteso disco postumo del grande cantautore. Prodotto da Adam Cohen, figlio di Leonard, registrato e mixato da Michael Chaves: entrambi avevano già lavorato all'utimo disco del poeta cantante You Want It Darker. Thanks for the Dance non è una collezione commemorativa, nè un disco di outtakes o B- sides, ma un album di canzoni nuove, a cui Leonard aveva fattivamente lavorato nei mesi che hanno preceduto la sua scomparsa. Javier Mas, il grande chitarrista spagnolo che aveva lavorato con lui negli ultimi anni, è volato da Barcellona a Los Angeles, per dare il suo contributo. Poi Adam ha invitato amici e colleghi vari, perchè mettessero la loro bravura al servizio del grande cantautore: Damien Rice e Leslie Feist, alle voci, Richard Reed Parry degli Arcade Fire ha suonato il basso Bryce Dessner dei National la chitarra e Dustin O'Halloran invece il piano. Il risultato è un disco splendido ed affascinante, il capitolo finale di un grande come Leonard Cohen. Copia non sigillata
