in questo libro salamov ripercorre l`epoca della sua infanzia e formazione a vologda, citta` del nord nivea e cupoliforme, densa di significati sovrapposti nella storia russa - primo fra tutti quello di essere stata citta`-simbolo dei confinati politici sotto gli zar. con naturalezza, cercando di mantenere sempre la "percezione giovanile degli eventi" e oscillando nel tempo come seguisse il "mugghiante dondolio dello sciamano" (e di ascendenze sciamaniche era la sua famiglia), salamov e` riuscito a mescolare la corrente della sua vita al turbinoso flusso dela storia russa, senza mai distaccarsi dal tono fondamentale della sua opera.
la prima parte del volume e` dedicata alle vicende di un ramo della famiglla di alice munro, i laidlaw, a partire dai primi anni del settecento. i suoi antenati vivevano nella ettrick valley, nelle lowlands scozzesi, immersi in un`atmosfera che scolora nella leggenda folklorica, tra prove d`ardimento e incontri con fantasmi e folletti. fino a quando la famiglia si imbarca verso il sospirato nuovo mondo. il microcosmo della nave diventa per ognuno il segno di un irreversibile mutamento. quando una delle protagoniste, rimasta vedova, affronta insieme ai suoi cinque bambini il viaggio su un carro trainato dai buoi per trasferirsi dall`illinois in ontario, il figlio maggiore inscena il rapimento del piu` piccolo per far fare dietro front alla famiglia, ma il piano viene sventato. nel racconto seguente compare il padre dell`autrice: agricoltore, cacciatore, allevatore di volpi e guardiano notturno in una fonderia. in seguito compare alice scolara; e` la volta poi di una precoce esperienza sentimentale sotto i rami di un melo in fiore e di quella come donna di servizio presso una lussuosa villa. nel racconto "a casa", la scrittrice ormai affermata torna a trovare il padre da poco risposatosi; altrove un`alice sessantenne vaga nei cimiteri di campagna insieme al secondo marito, e` in attesa di una biopsia per un sospetto tumore al seno, per fortuna un falso allarme. l`epilogo chiude il cerchio con una visita in iiiinois alla ricerca della tomba del bis-bisnonno william lainlaw.
i testi qui raccolti ci offrono il privilegio raro di penetrare nel laboratorio di cioran e di assistere, per cosi dire in presa diretta, al distillarsi del suo pensiero. scopriamo cosi come il cioran degli inizi, piu lirico, piu "scarmigliato", "piu apertamente provocatorio", arrivi alla folgorante condensazione del frammento. "gli esercizi negativi mostrano l`"esplosione" vissuta e il lento lavoro di rifinitura dello stile" osserva ingrid astier, e bastera scorrere anche solo i titoli di alcuni capitoli - "l`assoluto e le sue caricature", "l`improbabile come salvezza", "il suicidio come strumento di conoscenza", "tra dio e il verme", "del solo modo di sopportare gli uomini" - per cogliere la forza dirompente di un libro dal quale non si esce indenni. perche "un libro deve frugare nelle ferite, anzi deve provocarle. un libro deve essere un pericolo", affermera molti anni piu tardi lo stesso cioran, svelando l`intento profondo di queste pagine, che alla minaccia dell`accecamento preferiscono la lucidita dell`insonnia.