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Toscanini  di Melograni Piero - libri
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"toscanini non amava il divismo, ma suo malgrado fini` per diventare un divo lui stesso. perfino le sue stranezze e il terribile carattere contribuirono a suscitare nel pubblico eccezionali attese. tutta la vita di toscanini puo` essere riassunta come un continuo, insaziabile e frenetico movimento. da un teatro a un altro, da un`orchestra a un`altra, da una donna a un`altra. e, ovviamente, da un continente a un altro." cosi` piero melograni, autorevole storico e appassionato di musica, descrive la figura di arturo toscanini, da molti considerato il piu` grande ed eccentrico direttore d`orchestra del novecento. nato a parma nel 1867 da una modesta famiglia di artigiani, arturo comincio` a frequentare il conservatorio all`eta` di nove anni, grazie alle insistenze della sua maestra elementare, che per prima ne intui` le eccezionali doti musicali e convinse i genitori ad assecondarne le inclinazioni. dotato di una memoria prodigiosa, toscanini mise presto in luce la sua indiscussa bravura e il suo esasperato senso critico, caratteristiche che lo accompagnarono per tutta la vita e contribuirono a crearne la leggenda in italia e all`estero. in queste pagine dense e coinvolgenti, melograni racconta le tappe cruciali della lunga carriera artistica e dell`intensa vita privata del grande maestro.

Seconda Trilogia Adamsberg Sotto I Venti Di Nettuno-nei Boschi Eterni-un Luogo Incerto (la)  di Vargas Fred - libri
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Autore: Vargas Fred
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dopo "la trilogia adamsberg", che raccoglieva le prime indagini del commissario antirazionale, flemmatico e un po` filosofo creato da fred vargas, questo volume raccoglie i tre romanzi successivi. in "sotto i venti di nettuno" adamsberg, oltre a dover risolvere una catena di omicidi tutti uguali, deve fare i conti con un passato che sembra tornato per rovinargli la vita. il fantasma di una monaca del settecento, al centro di "nei boschi eterni", catapulta, invece, il nostro "spalatore di nuvole" in una francia esoterica, di scure e vivissime credenze, tra cadaveri profanati per estrarne misteriose pozioni magiche che assicurano la vita eterna, a costo di orrendi delitti. infine, in "un luogo incerto", il ritrovamento di diciassette piedi spinge adamsberg a percorrere un`europa dove, dopo quasi trecento anni, la stirpe di dracula non ha smesso di infestare il mondo.

alla fine del xix secolo un maestro di scuola prese a girare la svezia in bicicletta alla ricerca di testimonianze della cultura popolare ormai al tramonto. ne derivo` una ponderosa raccolta di fiabe, trascritte dalla viva voce del piu` celebre cantastorie dell`epoca, stromberg il cieco. si riuniva cosi` per la prima volta, secondo il modello stabilito per le fiabe tedesche dei fratelli grimm, il ricchissimo patrimonio orale tramandato per secoli dai `sagoberattaren`, narratori professionali di favole chiamati ad allietare con i loro racconti le feste religiose e le occasioni rituali. questa antologia esplora un mondo variegato e pieno di incanti: favole del focolare, ma anche novelle burlesche, apologhi e parabole che tratteggiano un universo magico, talora crudele, i cui protagonisti sono troll, trollesse, animali dai poteri fatati, giovani scaltre e figli sciocchi. un mondo sospeso tra sogno e realta`, in cui gioca un ruolo sempre decisivo il legame con la quotidianita`, fatto di adeguamento ai ritmi stagionali e di obbedienza alle antichissime leggi della tradizione.

alla vigilia della caduta del muro di berlino, irene lascia il "paese del dittatore" dove e` nata e cresciuta e si mette in viaggio per "l`altro paese". in perenne movimento tra stazioni grandi e piccole, treni e sale d`aspetto, irene affronta il passaggio da un luogo familiare a una terra straniera, e la difficolta` di mettervi radici. con il suo stile secco e tagliente e una narrazione priva di tentazioni sentimentali, in questo romanzo, per tanti aspetti autobiografico, il premio nobel herta muller racconta l`esperienza della fuga dalla dittatura e di un esilio volontario, che non per questo risulta pero` meno doloroso. racconta di un`esistenza "slegata", ovvero priva di legami e alla ricerca di un tessuto che le permetta di connettere i momenti sparsi della sua esistenza; degli amori, delle inibizioni, di nostalgie e ricordi di una donna di trentacinque anni "non piu` giovane", che vive tra i confini.

come si fa oggi a stare nel mondo? in questo mondo. a trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi e sotto le bombe, di chi e oppresso, povero, svantaggiato. ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di piu. daria bignardi lo dice con sincerita, ironia, coraggio. sente che la solitudine puo essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. il mondo la chiama e lei parte. va in cisgiordania, a hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell`ultimo scambio. a at-tuwani, il villaggio di no other land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perche i coloni non gli sparino addosso. e a gerusalemme, nella chiesa del santo sepolcro, il giorno in cui muore papa francesco. va in vietnam, l`unico paese che ha sconfitto gli stati uniti, dove scopre quanto e inquinato il mekong. assiste all`operazione al cuore di un neonato in uganda. vuole lasciare i social media perche intuisce che li dentro c`e qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. morde la solitudine con passione. capira cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua strada: i cani giulio, fix, brillo, i gatti, le galline, un pappagallo. nonostante racconti le oppressioni del nostro presente - globalizzazione, occupazione, guerra, patriarcato - questo e un libro intimo e personalissimo, pieno di felice tormento, che riesce a fare quel che si auspica faccia la letteratura: dare parole a qualcosa che non riusciamo a vedere ma sentiamo incombere. senza appesantire il fantasma che evoca, senza togliergli magia.

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